ANGOLA: Il colera uccide 25 persone al giorno

LISBONA, 8 Maggio 2006 (IPS) – I medici non riescono ad arginare l’epidemia di colera esplosa in Angola, paese il cui potenziale di benessere e crescita economica è considerato tra i maggiori del continente africano.

L’epidemia sta causando attualmente 25 decessi in media al giorno. Dalla metà di febbraio sono stati registrati 1.034 morti, la maggior parte a Luanda, capitale di questa ex colonia portoghese nell’Africa sud-occidentale.

Le cifre registrate recentemente a Luanda dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) e diffuse a Lisbona dimostrano che, ad oggi, sono 25.266 i casi di colera riportati nelle 10 province (su un totale di 18) colpite dall’epidemia, che ha investito con particolare violenza la provincia di Luanda, con 12.440 casi e 179 morti.

Il primo caso di colera è stato rilevato il 13 febbraio nel quartiere di Boavista, una delle aree più desolate del comune di Ingombotas, vicino al porto di Luanda. Nel giro di pochi giorni, la malattia ha iniziato a diffondersi in altri quartieri poveri della capitale.

Poche settimane dopo l’esplosione a Luanda, l’epidemia si è estesa alle province di Benguela, Bengo e Cuanza do Norte, e ad oggi si è propagata in 10 province di questa nazione che si estende per 1,25 milioni di chilometri quadrati con una popolazione di 14,9 milioni.

Luanda è gravemente sovrappopolata. Se alla metà del XX secolo contava 700.000 abitanti, la sua popolazione attuale è di circa cinque milioni, per la maggior parte priva di servizi igienici fondamentali, e che come fognature dispone unicamente di torrenti e fiumi, invasi da spazzatura ed escrementi.

Queste condizioni ambientali costituiscono un terreno ideale per il colera, il cui contagio avviene principalmente attraverso l’acqua. Tra i primi sintomi ci sono vomito e diarrea, cause di grave disidratazione e spesso anche di morte.

Le statistiche dell’OMS dimostrano che, quando non curati adeguatamente, i casi fatali di colera sono tra il 25 e il 50 per cento; tuttavia, un corretto trattamento sanitario può ridurre il tasso di mortalità dall’uno al due per cento.

In questo momento, il tasso di mortalità dell’epidemia in Angola è del 5,1 per cento, pari a quello totale del continente africano, che ha in media la percentuale più elevata rispetto a tutte le regioni del mondo.

Per rispondere alla crisi e all’allarme sulla “diffusione estremamente rapida e preoccupante” dell’epidemia in Angola, il 27 aprile scorso la Commissione Europea – organo esecutivo dell’Unione Europea – ha approvato di stanziare 1,5 milioni di euro (quasi 1,9 milioni di dollari) in aiuti per l’emergenza.

I fondi dell’Ue sono stati convogliati attraverso Doctors of the World, Medici senza frontiere, Fondo per l’infanzia delle Nazioni Unite (UNICEF) e OMS.

Come se la terribile situazione del colera non fosse già abbastanza, inviati portoghesi a Luanda hanno recentemente riferito che le province orientali dell’Angola sono state tagliate fuori dal resto del paese a causa del crollo dell’unico ponte sul fiume Samba, conseguenza del grande alluvione che ha colpito la provincia di Malange.

Decine di mezzi con merci destinate alle province di Moxico e Lundas sono rimasti bloccati nel luogo del crollo, in attesa di una soluzione che, secondo gli esperti, se le autorità interverranno rapidamente, potrebbe arrivare tra non meno di un mese.

In Angola orientale è in gioco la sopravvivenza degli abitanti, che dipendono dai rifornimenti portati da Luanda, cibo e carburante compresi. La crisi potrebbe interessare anche l’industria dei diamanti.