LIBERIA: Per ridurre la mortalità infantile sono necessarie risorse e volontà politica

OSLO, 21 Aprile 2006 (IPS) – Dei dieci paesi del mondo con il più alto tasso di mortalità infantile, sei* sono nell’Africa occidentale, che negli ultimi anni ha toccato livelli molto alti di repressione e scontro civile.

Il conflitto ha compromesso le possibilità di sopravvivenza infantile sia direttamente, perché coinvolti nei conflitti, sia indirettamente, pregiudicando la fornitura dei servizi di base, essenziali per la salute dei bambini.

Come conseguenza, l’Africa occidentale deve affrontare una sfida particolarmente difficile per realizzare il quarto Obiettivo di sviluppo del millennio (MDG) delle Nazioni Unite: ridurre la mortalità infantile di due terzi entro il 2015. (I tassi di mortalità sono generalmente misurati in base al numero di bambini che muoiono in un paese prima del quinto anno di età).

Gli otto MDG sono stati concordati dai leader mondiali durante il Vertice del Millennio a New York, sei anni fa. Oltre alla mortalità infantile, gli obiettivi prevedono di ridurre del 50 per cento fame e povertà estrema, assicurare l’istruzione primaria universale, promuovere l’uguaglianza di genere, ridurre la mortalità materna e fermare la diffusione di Aids, malaria e altre malattie.

Gli obiettivi intendono inoltre incoraggiare la sostenibilità ambientale e creare una partnership globale per raggiungere una serie di traguardi, tra cui regole commerciali più giuste.

Alvin Winford, della sede liberiana della “Rete africana per la prevenzione e protezione contro l’abuso e l’abbandono dei minori”, il cui quartier generale si trova nella capitale keniota di Nairobi, sostiene che il suo paese potrebbe fare progressi per ridurre la mortalità infantile, se le malattie fossero combattute. In un’intervista con Øystein Meland, ha incluso la gravidanza delle adolescenti tra i problemi che meritano attenzione.

AW: Quasi tutti gli stati dell’Africa occidentale hanno un tasso elevato di mortalità infantile dovuto a motivazioni sociali, economiche e politiche. La maggior parte dei decessi sono la conseguenza diretta di polmonite, diarrea, morbillo, malaria e malnutrizione, malattie che potrebbero essere prevenute se esistesse la volontà politica, e ridotte attraverso l’allocazione delle risorse necessarie da parte dei governi nazionali.

In Liberia, il numero di gravidanze tra le adolescenti sta crescendo. Molte ragazze hanno figli prima dei 18 anni. Senza cure adeguate per loro e per i loro neonati, alcuni bambini muoiono alla nascita, mentre altri non arrivano al quinto anno di età, a causa della mancanza di pratiche adeguate per la maternità.

Alcune di queste ragazze sono troppo giovani per avere figli; la maggior parte sono sole, senza possibilità di guadagno e prive dei mezzi di sostentamento necessari per prendersi cura di loro stesse e dei loro bambini.

OM: Che ruolo ha l’alimentazione nella riduzione della mortalità infantile?

AW: Il numero elevato di persone che vivono sotto la soglia di povertà provoca l’aumento della mortalità infantile. Vivendo con meno di un dollaro (Usa) al giorno, la maggior parte delle donne incinte riescono difficilmente ad alimentarsi in modo adeguato, le più fortunate possono permettersi un solo pasto al giorno. La scarsa nutrizione in gravidanza e durante il primo periodo di vita del bambino, oltre a ridurre la quantità di latte materno, è causa di decesso.

OM: Ci può raccontare qual è lo stato attuale delle attrezzature sanitarie nel suo paese, ora che la pace dura da circa tre anni?

AW: La maggior parte della popolazione nelle aree rurali non ha accesso alle strutture sanitarie. Alcune madri e donne incinte per ricevere delle cure devono camminare a lungo su strade dissestate. Prima di arrivare alle strutture sanitarie, a volte sopraggiunge la morte, per la madre, il figlio, o per entrambi.

Per via delle strutture sanitarie molto carenti in queste aree aumenta, permane l’uso di sistemi obsoleti di ostetricia, con strumenti spesso non sterilizzati, che causano ulteriori decessi. A questo si aggiunge la scarsità di farmaci essenziali nella maggior parte delle strutture sanitarie pubbliche.

OM: La situazione è davvero migliore nelle aree urbane?

AW: La rapida migrazione dalle aree rurali a quelle urbane provocata dalla guerra ha sovrappopolato Monrovia, la capitale. Malgrado la fine delle ostilità, la maggior parte degli abitanti rurali deve ancora tornare a casa. Senza sistemi fognari funzionanti, anche l’igiene è carente: bagni e impianti per l’acqua potabile sono inadeguati, e i rifiuti vengono depositati sulle strade.

L’acqua stagnante e piena di detriti favorisce la riproduzione delle zanzare, e i bambini contraggono la malaria attraverso le punture di questo insetto. La clorochina, che si usava per il trattamento della malaria, sembra non essere più efficace e nella comunità la maggior parte non può permettersi le zanzariere.

OM: Quali sono i passi fondamentali da avviare negli stati dell’Africa occidentale – e nelle altre nazioni africane – per combattere la mortalità infantile?

AW: Per perseguire attivamente la lotta alla mortalità infantile nell’Africa occidentale, i governi devono assicurare le risorse per programmi preventivi dalle zone rurali fino al livello subregionale.

Dovrebbero essere attivate campagne massicce per la coscienza pubblica a tutti i livelli che promuovano il cambiamento, tenendo conto, in base ai diversi target, dei singoli credo e dei diversi modi di pensare. Dovrebbero essere incoraggiati metodi di pianificazione familiare, soprattutto per la distribuzione dei figli, tra le donne e tra gli uomini.

Nelle aree rurali bisognerebbe creare ulteriori strutture sanitarie, equipaggiandole con strumentazioni e farmaci. La rete viaria dovrebbe raggiungere i villaggi più remoti.

Si dovrebbe prevedere maggiore formazione per i lavoratori sanitari, e garantire salari dignitosi per far sì che quella professione non venga abbandonata. E poi incoraggiare i programmi per la riduzione della povertà a livello della comunità, per garantire alle famiglie un’alimentazione adeguata.

L’igiene dovrebbe essere favorita a livello locale; bisognerebbe garantire la vaccinazione contro le prime malattie infantili a tutti i livelli, e le zanzariere, insieme agli insetticidi necessari, dovrebbero essere distribuite alle comunità.

Bisogna combattere il mito che associa uno stato con più bambini a una condizione di prosperità.

OM: Oggi la Liberia dispone di risorse limitate per superare gli effetti di anni di guerra civile. In questo contesto, come si fa a chiedere di dedicare risorse per ridurre la mortalità infantile, quando ci sono così tanti problemi che richiedono danaro e attenzione; per esempio, rispondere alle necessità degli ex-combattenti, per assicurarsi che non siano tentati di tornare a combattere?

AW: Il futuro della Liberia dipende da come migliora oggi il benessere dei bambini. Gli elevati tassi di mortalità pregiudicheranno il suo futuro. Alla Liberia serve una forte base di risorse umane: senza una popolazione, il domani rimarrà una prospettiva ideale; bisogna fermare immediatamente la mortalità infantile.

Malgrado sia vero che gli ex-combattenti rimangono una priorità, perché non vengano richiamati alla violenza a causa dell’instabilità del paese, è ancora più importante salvare il futuro della Liberia, proteggendo i bambini dalla mortalità.

Esigenze e aspirazioni di tutti saranno garantite se è garantita la stabilità e se i bambini – la vera risorsa sociale – possono crescere sani. In questo modo si riduce anche la minaccia del ritorno in guerra degli ex-combattenti, perché i bambini sani fanno un ambiente felice. Fermare la morte dei bambini, quando è possibile, è un obbligo morale che non deve essere demandato.

* Statistiche apparse su: “Esclusi e invisibili: lo stato dell’infanzia nel mondo 2006”, pubblicato dal Fondo delle Nazioni Unite per l’infanzia