SVILUPPO: Trinidad, ricca di petrolio, affronta il suo lato oscuro

PORT OF SPAIN, 7 febbraio 2005 (IPS) – E’ considerato lo stato economicamente più agiato tra i paesi di lingua inglese dei Caraibi.

Tuttavia, nonostante la ricchezza che Trinidad e Tobago devono al petrolio, lo stato delle isole gemelle è ancora alle prese con gli stessi problemi socioeconomici dei suoi vicini più poveri.

“Malgrado la buona posizione nell’Indice di sviluppo umano dell’UNDP, a Trinidad e Tobago la povertà e la disuguaglianza rimangono sfide reali”, ha dichiarato Inyang Ebong-Harstrup, rappresentante locale per il Programma di sviluppo delle Nazioni Unite, osservando che il nove per cento delle famiglie guadagna meno di 83 dollari al mese.

Trinidad e Tobago è uno degli otto paesi scelti per il lancio di un rapporto Onu su come raggiungere gli Obiettivi del millennio (MDG), un progetto ambizioso per dimezzare la fame e la povertà, fermare l’espansione dell’Aids e assicurare l’istruzione primaria universale entro il 2015.

Come ha dichiarato Ebong-Harstru, il rapporto del Millennium Project propone uno spostamento di paradigma del modo di pensare, passando da soluzioni orientate alla solidarietà verso strategie per uno sviluppo a lungo termine.

“Stiamo parlando di strategie di investimento per aiutare a potenziare la vita dei più poveri, cui mancano gli strumenti e talvolta persino i mezzi di base per la stessa sopravvivenza, e ancora meno per essere membri produttivi di un’economia mondiale in rapido sviluppo”, ha dichiarato.

”Parliamo di investimenti sulla gente, sulla loro salute, alimentazione, istruzione, sulla pianificazione familiare e sui servizi per la salute sessuale e riproduttiva”.

Trinidad e Tobago sta per completare il suo primo rapporto nazionale per gli MDG. Secondo fonti ufficiali, ciò costituirà le fondamenta per la sua Strategia di riduzione della povertà (PRS), un documento chiave che include una valutazione dei bisogni, un quadro politico fino al 2015, un piano finanziario e un bilancio di previsione.

Secondo Ebong-Harstrup, i governi dei paesi in via di sviluppo come Trinidad e Tobago, devono lavorare molto per avere una PRS operativa entro la fine del 2006.

L’amministrazione di Patrick Manning ritiene che i suoi piani per conseguire lo status di paese sviluppato entro il 2020 siano in accordo con le iniziative del progetto del Millennio.

”Stiamo mettendo a punto un’agenda che vede al centro della nostra strategia di sviluppo il conseguimento degli Obiettivi (di sviluppo del Millennio)”, ha dichiarato Christine Sahadeo, vice-ministro delle finanze.

Sahadeo ha dichiarato che, pur rappresentando meno dell’uno per cento delle riserve mondiali di petrolio e di gas conosciute, Trinidad e Tobago è tra i maggiori produttori ed esportatori di gas naturale e prodotti petrolchimici.

“Questo diventerà il catalizzatore per lo sviluppo di altri settori economici, e sosterrà la nostra corsa verso una crescita consistente”, ha spiegato.

“Questo comprende l’obiettivo di migliorare e valorizzare la qualità della vita di tutta la popolazione di Trinidad e Tobago, un obiettivo che, nella sua semplicità, riconosce il principio di fondo del diritto dell’individuo alla salute, all’istruzione, all’alloggio e alla sicurezza”.

Le autorità sperano quest’anno di realizzare un’indagine nazionale sulle condizioni di vita, dopo altri due sondaggi analoghi eseguiti nel 1992 e nel 1997, per aggiornare un database da utilizzare per interventi futuri.

Gregory Sloane-Seale, direttore del Trinidad and Tobago Young Men's Christian Association, ha dichiarato che molti giovani tra i 18 e i 30 anni sono esposti alla terribile prospettiva di diventare dei senzatetto, anche se potrebbero avere un’istruzione dignitosa o un lavoro.

Il governo ha lanciato un’iniziativa per costruire 10.000 nuove abitazioni ogni anno, utilizzando finanziamenti pubblici e privati, ma Sloane-Seale, in una lettera pubblicata su un giornale locale, ha dichiarato che la sua organizzazione riceve quotidianamente telefonate da parte di giovani che cercano un’abitazione a prezzi accessibili.

“Ci siamo così resi conto che le opportunità sono scarsissime e ciò porta molti giovani a compromettersi o ritrovarsi in situazioni di sfruttamento, anche sessuale”, ha dichiarato.

I dati rilasciati dall’Ufficio statistico centrale dello stato mostrano che il 17,4 per cento della popolazione vive in alloggi sovraffollati.

Sloane-Seale sta sollecitando le autorità a costruire unità a basso costo, in particolare per i giovani, “visto che questa è la loro unica speranza per vivere, lavorare, risparmiare e – si spera – porre le basi economiche per possedere un giorno un posto proprio”.

In termini di istruzione, Trinidad e Tobago ha già compiuto progressi significativi verso gli obiettivi del conseguimento dell’istruzione primaria e secondaria universale. Contrariamente a molti paesi in via di sviluppo, il numero delle ragazze supera quello dei ragazzi nelle scuole nazionali.

A livello universitario, secondo i dati sulle iscrizioni nel campus locale della Università delle Indie Occidentali, il numero di donne supera quello degli uomini con un rapporto di quattro a uno.

Anche le differenze di classe persistono: uno studio dell’UNDP nel 2000 ha dimostrato che tre quarti dei capi-famiglia poveri non hanno alcun titolo scolastico.

Nel settore della sanità, l’Hiv/Aids rimane un problema serio, sebbene anche il dengue, il diabete e l’ipertensione preoccupino le autorità.

L’ipertensione e il diabete sono state identificate come le principali cause di decesso a Trinidad e Tobago. Il governo spera che una riforma della sanità, sostenuta dalla Banca interamericana di sviluppo, affronterà la questione, così come l’obiettivo di riduzione della mortalità infantile e materna.

Viene anche promosso un altro programma di distribuzione di medicinali gratuiti per anziani e disabili, nel quadro degli sforzi dell’amministrazione verso il raggiungimento degli MDG.

Attualmente, 28.000 persone vivono con l’Hiv/Aids nelle isole, poco più del tre per cento della popolazione.

Amery Browne, direttore tecnico del Consiglio Nazionale per il controllo dell’Aids, che porta avanti un piano quinquennale per combattere la malattia, afferma che per ogni giovane uomo appena colpito dal virus dell’Hiv, ci sono tre giovani donne infette.

“Dobbiamo rompere il circolo vizioso dei nuovi contagi”, ha dichiarato Browne, aggiungendo che la discriminazione contro chi convive con l’Aids rappresenta ancora un ostacolo significativo.

“Dobbiamo puntare ai giovani”, ha affermato. “Da qualunque area di questo paese proveniate, l’Hiv è parte della vostra comunità e voi dovete essere parte della soluzione”.