NEW YORK, 29 novembre 2004 (IPS) – L’anno internazionale del microcredito promosso dall’Onu
riporta l’attenzione della comunità internazionale sull’urgenza di
offrire servizi finanziari ai settori che hanno scarse risorse
Secondo l’ONU (Organizzazione delle Nazioni Unite), favorire un migliore accesso delle persone e delle imprese di settori emarginati a servizi come credito, prestiti, libretti di risparmio e assicurazioni, aumenterà la stabilità finanziaria e contribuirà a ridurre la povertà.
“Un piccolo prestito, una cassa di risparmio ben disposta o l’invio di assegni può fare la differenza per una persona povera o una famiglia con scarse risorse”, ha detto il segretario generale dell’Onu, Kofi Annan, alla presentazione dell’Anno internazionale del microcredito.
“Con l’accesso alla microfinanza – ha dichiarato Annan – questi settori possono avere maggiori guadagni, consolidare le loro proprietà e difendersi da retrocessioni e perdite impreviste”.
Il sottosegretario generale dell’Onu per gli Affari economici e sociali, il colombiano José Antonio Ocampo, ha osservato che il microcredito – ossia la politica finanziaria di concedere piccoli prestiti, spesso senza richiedere alcuna garanzia reale – può stimolare le economie deboli.
“Considerando che i poveri apportano un contributo vitale all’economia a livello locale e nazionale – ha aggiunto Ocampo –, l’Anno internazionale del microcredito 2005 ha la potenzialità di creare una nuova ondata di microimpresari, dando la possibilità ai settori di più basso reddito di migliorare la loro vita”.
L’Onu ritiene inoltre che promuovere questo tipo di servizi finanziari aiuterà a raggiungere gli Obiettivi di sviluppo del millennio, fissati alla sessione speciale dell’Assemblea Generale del Forum mondiale di settembre 2000 in presenza di numerosi capi di Stato e di governo.
Tra gli obiettivi stabiliti vi sono: garantire entro il 2015 l’educazione universale di bambini e bambine e ridurre della metà, rispetto al 1990, il numero delle persone povere, che soffrono la fame e non hanno accesso all’acqua potabile né ai mezzi per procurarsela.
Altri obiettivi fissati nel 2000 dai 189 paesi allora membri dell’Onu sono: promuovere l’uguaglianza tra i generi, ridurre la mortalità infantile, lottare contro l’Hiv/Aids, la malaria e altre malattie e garantire la sostenibilità ambientale.
Analisti finanziari e funzionari dell’Onu affermano che il microcredito, il convogliare credito e capitale verso la popolazione economicamente più debole e impoverita, aiuta a raggiungere questi obiettivi, in particolare a ridurre il numero delle persone povere.
La microfinanza è uno strumento forte per aiutarci a raggiungere quei traguardi”, ha detto Mark Malloch Brown, amministratore del Programma delle Nazioni Unite per lo sviluppo (PNUD).
Il microcredito non è carità, poiché “va oltre la sfera delle attività senza fini di lucro ed entra in quella degli affari”. Quei prestiti, che variano in media tra 75 e 100 dollari per individuo fino a 1000 dollari per impresa, devono essere restituiti con gli interessi, come qualsiasi altro prestito.
Le iniziative di microfinanza rivolte a migliorare i mercati a livello locale e nazionale e a rallentare la crescita economica – avvertono i funzionari dell’Onu – aiutano a combattere contro la povertà, ma non risolvono di per sé il problema.
Il sottosegretario del Forum mondiale Anwarul K. Chowdhuri ha sostenuto davanti all’Assemblea Generale all’inizio di novembre che aumentare i microcrediti è solo uno dei molti passi necessari per combattere la fame e la povertà.
“L’enorme potenziale di questa pratica può realizzarsi a pieno solo se associato ad altri interventi, come programmi di copertura sociale, sistemi di educazione e formazione permanenti nel quadro di una strategia più ampia di sradicamento della povertà”, ha affermato.
Il microcredito, ha aggiunto Chowdhuri, è soltanto “un catalizzatore dell’attività economica dei poveri”.
Fissato nel 1998, l’Anno internazionale del microcredito 2005 chiude il Decennio per lo sradicamento della povertà stabilito dall’Onu.
I vincitori del Premio mondiale delle microimprese della Business School dell’Università di Harvard hanno partecipato all’apertura di nove borse di commercio in tutto il mondo, facendo risaltare la conformità dei mercati finanziari con gli sforzi dell’Onu.
I premi sono andati a microimpresari di Cambogia, Indonesia e Repubblica Dominicana.
“In questa giornata, le Borse di tutto il mondo si concentrano sulle persone a cui è dedicato l’anno: i clienti della microfinanza”, ha detto Stanley Fischer, consulente della Citigroup per l’Anno internazionale del microcredito.
Il microcredito non ha problemi in sé. Data la relativa informalità del processo di prestiti e i problemi economici di molti paesi, il pagamento del debito è motivo di preoccupazione.
L’Onu è arrivata persino a raccomandare agli operatori di microcredito di evitare di addentrarsi in aree in cui le circostanze potrebbero ostacolare il pagamento dei debiti.
“Le popolazioni disperse geograficamente o con un’alta incidenza di malattie non sono clienti adatti per la microfinanza. Perché il microcredito sia adeguato, i clienti devono avere la capacità di restituzione secondo i termini concordati”, si specifica sul sito web realizzato specificatamente dall’Onu.

