LONDRA, 18 ottobre 2004 (IPS) – La concentrazione atmosferica di biossido di carbonio, il principale gas-serra responsabile del surriscaldamento del pianeta, è aumentata in modo inconsueto negli ultimi due anni, secondo i calcoli dell’Università della California
I quotidiani londinesi The Guardian e The Independent hanno messo la notizia in prima pagina. Anche i canali televisivi britannici le hanno dato ampio risalto.
L’insolito aumento della presenza nell’atmosfera di biossido di carbonio, gas liberato dalla bruciatura di combustibili fossili come i derivati del petrolio, il gas e il carbone, è stato accompagnato da un surriscaldamento altrettanto inusuale.
I due quotidiani hanno riportato la scorsa settimana i dati delle misurazioni del fisico statunitense Charles Keeling, dell’Università della California di San Diego, in un osservatorio situato a 3.350 metri di altezza, sulla cima del vulcano hawaiano Mauna Loa.
Keeling è uno dei pionieri nel calcolo dei livelli di biossido di carbonio nell’atmosfera. Nel 1958, le sue misurazioni hanno rilevato 315 parti per milione (ppm), mentre gli ultimi dati indicano una concentrazione di 376 ppm.
La maggior parte degli scienziati assicura che il biossido di carbonio, come tutti gli altri gas-serra, lascia passare la luce solare attraverso l’atmosfera verso la superficie della terra, ma impedisce che il calore si disperda nello spazio esterno.
Keeling ha segnalato che il ritmo dell’aumento del livello di biossido di carbonio è passato da 1,6 ppm nei primi decenni delle misurazioni a 2,98 nel 2001 e 2002, e a 2,54 nel 2002 e 2003. L’aumento non sarebbe giustificato da nessun incremento delle emissioni né da alcun fenomeno naturale.
Una simile concentrazione di biossido di carbonio, secondo gli scienziati del Centro Hadley di previsione e ricerca climatica in Gran Bretagna, è ancora troppo scarsa e troppo precoce per essere più che potenzialmente allarmante.
“L’aumento inusuale per due anni consecutivi segue certamente la stessa linea di ciò che abbiamo pronosticato sulle tendenze del secolo”, ha detto all’IPS Christians Jones, ricercatore del centro.
Il dato in sé non è un indicatore definitivo, ha osservato Jones, così come due estati consecutive insolitamente calde non sono una prova del riscaldamento del pianeta.
“Ma se questo incremento insolito dovesse persistere per diversi anni – ha avvertito – allora sì, sarebbe molto preoccupante”.
Gli scienziati riflettono ancora sulle ragioni di questo incremento. “L’aumento globale della temperatura negli ultimi anni è dovuta, in definitiva, all’uso di combustibili fossili”, ha detto Jones. “Inoltre, sembra esserci una variabilità attribuibile a cause naturali”.
Secondo l’esperto, sistemi naturali come boschi, foreste e oceani assorbono il biossido di carbonio dell’atmosfera, ma è possibile che smettano di farlo “e che, al contrario, abbiano cominciato a liberarlo”.
Alcuni studi realizzati dal centro Hadley hanno già tracciato questa ipotesi, ma gli scienziati continueranno ad analizzare i livelli delle emissioni di biossido di carbonio nei prossimi anni per stabilire se si tratta di una fluttuazione più che di una tendenza, ha spiegato Jones.
Il fatto che l’aumento senza precedenti nella concentrazione del gas-serra nell’atmosfera non sia conseguenza di un aumento nelle emissioni non esclude le responsabilità dell’industria, ha detto all’IPS l’attivista Catherine Pearce, della rete internazionale Amici della Terra.
“Ciò significa che maggiori pressioni sull’industria” perché arresti le sue emissioni “saranno positive, non negative” secondo Pearce.
Uno dei fattori dell’aumento della concentrazione potrebbe essere il fatto che “molti paesi stanno diventando velocemente industrializzati, e non danno informazioni” sulle loro emissioni di biossido di carbonio “come dovrebbero”, ha osservato.
I segnali che indicano che la superficie solida della Terra e gli oceani sono incapaci di assorbire sufficiente biossido di carbonio dovrebbero dare un’idea del “senso dell’urgenza” nell’attenzione al problema, ha concluso l’attivista.

