FORO SOCIALE MONDIALE: La diplomazia non governativa

RIO DE JANEIRO, gen (IPS) – La diplomazia non è più un’esclusiva dei governi, come dimostra il crescente ruolo assunto dalle organizzazioni della società civile nei negoziati internazionali dall’inizio degli anni ’90

Il processo è diventato più visibile dal 1992, con la Conferenza delle Nazioni Unite (Onu) su Ambiente e salute tenutasi a Rio de Janeiro, seguita da altri vertici mondiali su tematiche sociali, che hanno visto la partecipazione attiva delle organizzazioni non governative (Ong) e il successo di molte loro proposte.

La definizione di questa “diplomazia non governativa”, il contesto del suo sviluppo, i suoi limiti ed obiettivi sono stati l’argomento di un seminario nel IV Forum Sociale Mondiale (FSM) tenutosi dal 16-21 gennaio a Mumbai.

“Il tempo della pura intergovernabilità è finito”, affermano, in un documento che servirà da spunto per i dibattiti in India, Henri Rouillé d’Orfeuil, presidente del Coordinamento Sud, e Jorge Eduardo Durao, titolare della Associazione brasiliana di Ong (Abong), due raggruppamenti che promuovono il seminario insieme alla Rete di Azione volontaria dell’India (VANI).

Il Coordinamento Sud riunisce organizzazioni francesi di solidarietà internazionale.

Non è un caso che anche le altre due siano federazioni nazionali di Ong. Secondo d’Orfeuil e Durao, creare organizzazioni collettive di associazioni della società civile a livello nazionale, regionale o globale e definire posizioni, proposte e domande comuni sono passi necessari per l’efficacia della diplomazia non governativa.

Ciò permette, secondo loro, di compensare le “debolezze” delle Ong, messe in discussione nella loro legittimità e rappresentatività per parlare a nome della società civile. C’è poi da superare la dispersività e le contraddizioni presenti tra le numerose organizzazioni.

La “costruzione di un mondo in solidarietà”, con norme internazionali più giuste e sostenibili, è l’obiettivo dell’azione, insieme all’opinione pubblica e ai negoziatori ufficiali.

Questo atteggiamento non si oppone necessariamente alle azioni dei governi. Il presidente di Abong ha segnalato all’IPS che il fatto di realizzare quest’anno il FSM a Mumbai rivela un “certo parallelismo” tra la diplomazia non governativa e quella promossa dai governi di Brasile, India e Sudafrica, che si sono riuniti lo scorso giugno nel Gruppo dei tre, un’alleanza che ha lo scopo di rafforzare i negoziati internazionali.

In occasione dell’ultima conferenza ministeriale dell’Organizzazione mondiale del commercio (Omc), tenutasi lo scorso settembre nella città messicana di Cancún, era nato il Gruppo dei 20 (G-20) paesi in sviluppo, che rifiutano il protezionismo e i sussidi agricoli del mondo industrializzato, capeggiato da questi tre paesi.

Le battaglie diplomatiche non governative si svolgono su quattro fronti. Nei negoziati sociali si cerca, per esempio, di far sì che i paesi industrializzati apportino lo 0,7 per cento del loro prodotto interno lordo (Pil) in aiuti per lo sviluppo, una promessa incompiuta da 30 anni, e che vengano messi in pratica i cosiddetti Obiettivi di Sviluppo del Millennio.

Gli obiettivi del millennio, concordati nel 2000 tra capi di Stato e di governo di tutto il mondo, sono volti a ridurre della metà entro il 2015 la mortalità infantile, i minori senza istruzione, gli 800 milioni di persone vittime della fame e le popolazioni senza accesso all’acqua potabile, tra le altre carenze prodotte dalla povertà e l’esclusione sociale.

I negoziati nel campo del rispetto per l’ambiente, dell’economia e del commercio e anche per questioni geopolitiche, soprattutto del sistema multilaterale, affermano d’Orfeuil e Durao, costituiscono altri fronti di battaglia.

L’ordine mondiale è stata una preoccupazione costante nelle grandi conferenze e incontri del IV Fsm, con un’afflusso tra le 2000 e le 4000 persone. “Governance globale”, “militarismo, guerra e pace” e “commercio internazionale” sono alcuni dei temi centrali presi in esame dai partecipanti.

“Lotta all’unilateralismo e riforma dell’Organizzazione delle Nazioni Unite” è il titolo di un dibattito promosso dall’Istituto brasiliano di analisi sociali ed economiche (Ibase), insieme ad organizzazioni di altri paesi.

C’è consenso nel rifiutare l'unilateralismo, ma l’Onu è un tema scomodo che vede opinioni contrastanti, ha osservato il sociologo brasiliano Cándido Grzybowski.

Il Fsm è un incontro della società civile, mentre l’Onu è un’organizzazione di governi, che esclude persino i parlamenti, ha segnalato Grzybowski.

Ampliare il Consiglio di Sicurezza dell’Onu, in cui Brasile, India e Sudafrica vogliono avere seggi permanenti, o estinguerlo come un organo poco democratico, in cui solo Stati Uniti, Gran Bretagna, Cina, Francia e Russia hanno diritto di veto, è una delle polemiche.

Secondo Francisco Whitaker, un altro brasiliano membro del Consiglio internazionale del Fsm, come Grzybowski e Durao, la società civile non solo esercita pressioni e fa richieste, ma a volte agisce direttamente.

Ne è esempio l’iniziativa per la pace tra Israele e Palestina, presentata a dicembre a Ginevra da gruppi non legati agli attuali governi. Alcuni portavoce di questi gruppi israeliani e palestinesi hanno parlato nella sessione di chiusura del Fsm il 21 gennaio.

Il grande contributo del Fsm, realizzato in India, è una nuova forma di fare politica, il “metodo di articolare organizzazioni e movimenti sociali in modo orizzontale, senza comando né piramidi gerarchiche”, ha dichiarato all’IPS Whitaker, rappresentante della Commissione brasiliana di Giustizia e pace della Chiesa cattolica.

Questo metodo è fondamentale tanto nelle relazioni internazionali quanto all’interno dei singoli paesi. Il Fsm rappresenta per l’India un’“esperienza storica” di unità, superando divisioni politiche e di casta, ha detto ancora Whitaker.

Gli “intoccabili o paria”, la casta inferiore, con 170 milioni di persone, poco meno dell’intera popolazione del Brasile, hanno organizzato e partecipato al Forum Sociale Mondiale con tutti gli altri indiani “insieme, e considerati uguali”, ha sottolineato Whitaker.