NEW YORK, gen (IPS) – Una coalizione di gruppi per la difesa dell’infanzia ha chiesto al segretario generale dell’Onu, Kofi Annan, di ordinare l’elaborazione di una lista annuale di governi e organizzazioni che reclutano i minori per la guerra
Il collettivo “Lista di vigilanza sui bambini e i conflitti armati” ha indicato che, grazie a quella lista, coloro che violano gli obblighi internazionali verrebbero “segnalati per nome ed esposti alla pubblica vergogna”.
“Dalla Repubblica Democratica del Congo (RDC) all’Iraq, dalla Birmania alla Colombia, bambini e bambine sono oggetto di violenza e di privazione dei loro diritti fondamentali”, ha osservato il gruppo, in una relazione di 43 pagine che verrà presentata al Consiglio di Sicurezza dell’Onu il 20 di questo mese.
Lo studio indica che ci sono circa 300mila minori di 18 anni direttamente coinvolti in conflitti armati in diverse parti del mondo.
La coalizione ricorda che molti paesi non proteggono in modo adeguato i bambini, e la situazione si aggrava a causa degli ostacoli che hanno molte organizzazioni civili di aiuti umanitari nell’assistere le vittime di conflitti.
Così, “muoiono più bambini per denutrizione, diarrea e altre malattie prevenibili in situazioni di conflitto, che come risultato diretto dei combattimenti”.
L’alleanza di organizzazioni non governative chiede inoltre che Annan includa nella lista i governi che non offrono una protezione adeguata ai minori.
Finora, il segretario generale ha elaborato due liste: nella prima figurano i paesi i cui conflitti sono già presenti nell’agenda del Consiglio di Sicurezza, come Afghanistan, Burundi, Costa d’Avorio, RDC, Liberia e Somalia.
La seconda agenda comprende la Repubblica separatista di Cecenia, Colombia, Birmania, Nepal, Irlanda del Nord, Filippine, Sri Lanka, Sudan e Uganda.
La coalizione vuole non solo un’unica lista, ma anche che questa venga rinnovata ogni anno e sia resa pubblica.
In quasi tutti i paesi sulla lista di Annan, bambini e bambine vengono reclutati da gruppi paramilitari e non dai governi.
Tra queste organizzazioni spiccano i ribelli Liberiani uniti per la riconciliazione e la democrazia, l’Alleanza Juba Valley e l’Esercito di resistenza Rahanwein, della Somalia.
Ci sono poi il gruppo Mai Mai e l’Unione dei Congolesi patrioti della RDC, il Fronte per la difesa della democrazia del Burundi, e le diverse fazioni legate all’ex Alleanza del Nord in Afghanistan.
Julia Freedson, della coalizione, ha dichiarato ai giornalisti che quelle liste “devono essere incrementate in modo significativo. Siamo delusi per l’azione limitata svolta dall’Onu in tal senso lo scorso anno”.
L’alleanza è formata dalle organizzazioni “Care International”, l'alleanza internazionale “Salvate i bambini”, il Consiglio norvegese per i rifugiati, la Commissione femminile per le donne e i bambini rifugiati, “Visione Mondiale” e la Coalizione contro l’uso di bambini soldati.
La Freedson ha segnalato che l’ambito giuridico internazionale per la tutela dell’infanzia sta venendo meno ai suoi principi più fondamentali.
L’attuale sistema per individuare e denunciare gli abusi contro i minori nei conflitti armati è “completamente inadeguato”, ed “è tempo di intraprendere altre azioni”, ha proseguito.
“Il principale difetto è che non esiste nessun sistema rigoroso ed efficace per coordinare queste attività e dirigerle in modo da far rispettare tutte le norme”.
Secondo Andrew Johnson, dell’Alleanza internazionale “Salvate i bambini”, è anche necessario ampliare nelle liste la sfera dei crimini, inserendo l’omicidio, le amputazioni, la violenza e lo sfruttamento sessuale e sul lavoro dei minori.
Da parte sua, Kathleen Hunt, di Care International, ha affermato che sono necessarie misure urgenti per combattere il reclutamento dei bambini, pur ammettendo che la situazione non può essere risolta da un giorno all’altro”.
Nello Sri Lanka, i ribelli Tigri per la liberazione della patria Tamil-Eelam, che si batte per l’autonomia dell’area nord-orientale del paese, hanno una lunga storia di reclutamento di minori nel conflitto.
In una serie di raccomandazioni al Consiglio di Sicurezza, la coalizione ha esortato tutti i paesi membri a fermare al più presto tutte le vendite di armi e gli aiuti militari ai gruppi o a quei governi che reclutano i minori.
Il gruppo ha inoltre proposto termini specifici entro i quali presentare, a chiunque venga richiesto, relazioni periodiche sui passi che si stanno compiendo per porre fine al reclutamento di minori.
La coalizione ha infine chiesto ad Annan di creare un gruppo speciale di monitoraggio, composto da rappresentanti dell’Onu e da diverse organizzazioni non governative internazionali.

