LONDRA, 16 ott (IPS) – Ong (organizzazioni non governative) di Germania e Gran Bretagna hanno puntato il dito contro le nuove proposte sul Trattato costituzionale dell’Unione Europea: “Minacciano gli aiuti allo sviluppo del Sud povero”.
Il dibattito sul Trattato Costituzionale in seno alla Convenzione Europea, organo guidato dall’ex presidente francese Valéry Giscard d’Estaing e che dal febbraio 2002 verifica le istituzioni e le politiche dell’Ue, comprende anche le azioni esterne del blocco, come gli aiuti allo sviluppo.
Howard Mollett, della coalizione Organizzazioni non governative britanniche per lo Sviluppo estero (BOND), ha dichiarato all’IPS che i progetti di emendamenti presentati nell’ultima settimana, intesi a migliorare “la coerenza legale” del Trattato, hanno messo ancora più a rischio il futuro della cooperazione.
“Ogni piccolo cambiamento ha implicazioni legali”, ha aggiunto Mollett.
Il Trattato Costituzionale è oggetto del più ampio processo di consultazione mai realizzato dall’Ue, ma deve anche fare i conti con la più dura resistenza delle Ong mai suscitata prima.
Più di 2000 istituzioni civili si sono riunite per rifiutare le proposte del Trattato. Alla campagna, denominata “ACT4EUROPE” partecipano, inoltre, tre milioni di attivisti membri delle 280 organizzazioni che compongono BOND.
Lo scorso febbraio, l’alleanza aveva annunciato che alcune disposizioni preliminari del Trattato Costituzionale mettevano in secondo piano gli aiuti rispetto alla realizzazione degli obiettivi di politica estera dell’Unione Europea.
La minaccia è oggi ancora più reale che a febbraio, ha rivelato BOND.
Al centro della controversia c’è la terza sezione di bozza del Trattato Costituzionale, che riguarda la cooperazione per lo sviluppo e l’assistenza umanitaria, anche se poi una sottosezione, la terza, si concentra sugli aiuti economici, finanziari e tecnici.
Mollett ha spiegato che “ognuna di queste sezioni riguarda una forma differente di aiuti, ed era giusto collocarle in diverse sottosezioni. Dalla suddivisione emerge chiaramente che la terza sottosezione non comprende i paesi in sviluppo ma quelli a reddito medio e quelli che si uniranno all’Ue”.
Si prevede che 10 paesi entreranno a far parte dell’Unione Europea il prossimo maggio.
“I progetti di emendamento presentati ora tracciano la distinzione tra gli aiuti economici, finanziari e tecnici e gli aiuti allo sviluppo”, ha sostenuto l’attivista britannico.
Secondo BOND, il motivo risiede in sfumature della lingua che potrebbero avere conseguenze profonde e prolungate sull’assistenza europea.
In una dichiarazione di martedì scorso, BOND ha comunicato che se le iniziative venissero approvate, ciò “aggraverebbe la tendenza della Commissione Europea (braccio esecutivo dell’Ue) ad usare gli aiuti come arma di politica estera, per appoggiare i paesi alla frontiera con l’Europa e non i paesi che ne hanno più bisogno”.
Il 60% degli aiuti assegnati lo scorso anno dalla Commissione Europea è stato destinato a paesi a reddito medio.
Mollett ha attribuito la confusione tra le diverse modalità di aiuti alla “evidente lotta di potere” tra il commissario delle Relazioni Esteriori, Chris Patten, e il sottocommissario incaricato degli aiuti allo sviluppo, Paul Nielsen.
D’altra parte, lo scorso martedì, l’Associazione delle Organizzazioni non governative tedesche per lo Sviluppo (VENRO), che riunisce 100 entità, ha messo in questione l’iniziativa di lasciare tutti gli strumenti della Commissione Europea, compresi gli aiuti, in mano al futuro ministro delle Relazioni Esteriori dell’Ue.
Il presidente di VENRO, Reinhard Hermle, ha ritenuto “essenziale che anche con il nuovo Trattato (Costituzionale) manteniamo una commissione indipendente per la cooperazione allo sviluppo e gli aiuti umanitari”.
La commissione dovrà essere membro pieno della Commissione Europea, ha spiegato Hermle all’IPS da Bonn, che ha concluso: “La politica per lo sviluppo non deve essere subordinata alla politica per la sicurezza e la difesa. Non può convertirsi in uno strumento degli interessi politici ed economici dell’Ue”.

