MARRAKECH, dic 2018 (IPS) – La migrazione sicura, ordinata e regolare ha ottenuto infine l’appoggio di 164 paesi, che lunedì 10 hanno adottato il primo accordo intergovernativo, negoziato sotto l’egida dell’Onu, che mira a coprire tutti gli aspetti delle migrazioni.

Dopo qualche difficoltà dell’ultimo minuto, e alcune dispute e tensioni internazionali di troppo, la conferenza intergovernativa tenutasi nella città marocchina di Marrakech ha concordato il Patto Mondiale per una Migrazione Sicura Ordinata e Regolare, un documento proattivo che orienterà gli Stati su tutte le questioni legate alle migrazioni internazionali.

Il documento è stato approvato giusto in tempo per coincidere con il settantesimo anniversario della Dichiarazione dei Diritti Umani, in un incontro presieduto dal segretario generale dell’Organizzazione Mondiale delle Nazioni Unite (Onu). António Guterres, che ha sollecitato tutti i paesi a considerare il patto come un obbligo verso i diritti umani che porterà benefici a tutti.

“Non stiamo stabilendo un nuovo diritto a emigrare, no”, ha precisato. “Non esiste un diritto per il quale chiunque possa andare ovunque in qualsiasi momento a proprio piacimento”, ha sottolineato Guterres nella cerimonia ufficiale. “Ciò che stiamo stabilendo è l’obbligo di rispettare i diritti umani dei migranti – il che è assolutamente ovvio, nel momento in cui celebriamo contemporaneamente il settantesimo anniversario della Dichiarazione dei Diritti Umani. Sarebbe inconcepibile lasciare i migranti fuori dalla portata della Dichiarazione Universale”, ha sottolineato Guterres.

La conferenza è stata preceduta da crescenti preoccupazioni per il mancato appoggio di alcuni Stati membri dell’Onu al documento. Alcuni avevano deciso di non partecipare né di adottare il patto, mentre per altri la decisione finale dipendeva da ulteriori deliberazioni interne. Gli Stati Uniti sono stati i maggiori detrattori del patto, definendolo una violazione della sovranità nazionale.

“Crediamo che il patto e il processo che ha portato alla sua adozione, inclusa la Dichiarazione di New York, rappresenti lo sforzo dell’Onu di promuovere la governance globale a discapito del diritto sovrano degli Stati di gestire i sistemi migratori secondo le proprie politiche, leggi e interessi nazionali”, si legge nella dichiarazione di Washington circolata alla vigilia della conferenza di Marrakesh.

Altri paesi che hanno imbrigliato il patto o si sono rifiutati di firmarlo sono Ungheria, Australia, Israele, Polonia, Slovacchia, Repubblica Ceca, Austria, Svizzera, Bulgaria, Lettonia, Italia, Svizzera e Cile.

Il documento firmato “avrà un impatto enormemente positivo sulla vita di milioni di persone, degli stessi migranti, delle persone che lasciano dietro di sé e delle comunità che li riceveranno”, ha spiegato Louise Arbour, rappresentante speciale per le migrazioni internazionali dell’Onu.

“Passare all’attuazione delle molteplici iniziative che il patto mondiale permetterà agli Stati membri di realizzare dipenderà ovviamente da quanto si riuscirà a catturare lo spirito dell’evento di lunedì. Sono lieta di riportare le parole del segretario generale: è una splendida occasione, davvero un momento storico e un grande successo per il multilateralismo”, ha detto Arbour.

Il patto adottato stabilisce 23 obiettivi che mirano a coprire tutti gli aspetti relativi alle migrazioni; ognuno include un obiettivo generale e un ventaglio di azioni che possono essere attuate dagli Stati membri. La cancelliera tedesca Angela Merkel è stata molto criticata per la decisione di aprire la frontiera tedesca a centinaia di migliaia di rifugiati di paesi come Siria e Afghanistan.

È una decisione che avrebbe potuto costarle un altro mandato, avendo da poco annunciato l’intenzione di non ripresentarsi alle prossime elezioni. Ma il patto mondiale, ha segnalato la Merkel, “non è altro che la fondazione della nostra cooperazione internazionale”.

È proprio il significato della conferenza ciò che ha attirato, oltre a diplomatici e funzionari, oltre 400 organizzazioni non governative della società civile, del settore privato e del mondo accademico, così come più di 70 giornalisti registrati.

Alla cerimonia di adozione del patto mondiale era presente tra i relatori Cheryl Perera, nota rappresentante delle comunità di migranti e fondatrice di OneChild, una Ong che si batte contro lo sfruttamento sessuale dei minori all’estero. Perera ha chiesto di mettere fine alle migrazioni irregolari su larga scala, e una maggiore tutela dei migranti su piccola scala.

“Dobbiamo fare di più insieme” ha detto. “È importante coinvolgere il settore privato, in particolare le compagnie aeree e gli alberghi, tra gli altri, per proteggere i bambini dal traffico di minori”, ha aggiunto.

 

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