MARRAKECH, dic 2018 (IPS) – Il Patto Mondiale per una Migrazione Sicura, Ordinata e Regolare continua a generare forti controversie. Evans Tekenge Manuika, direttore dell’Associazione marocchina per l’integrazione degli immigrati in Marocco (ATIMA, dall’acronimo francese), intervistato dall’IPS, ha ammonito che il documento sarà lettera morta se non si raggiungerà la pace in Africa.

Inter Press Service (IPS): Come associazione che lavora con i migranti, cosa ne pensa del Global Compact sulle Migrazioni da poco adottato?

Evans Tekenge Manuika (ETM): Il Global Compact sarà inutile finché resteranno zone di conflitto in Africa. Siamo venuti qui come società civile perché si adottino misure concrete, non limitandosi alle parole. Abbiamo parlato molto. È il momento che le migrazioni siano sicure, ordinate e regolari. Abbiamo portato idee perché le grandi potenze facciano una campagna per la pace nelle aree di conflitto in Africa. Dobbiamo anche dare speranza alla gente, intervenendo a monte a livello dei paesi responsabili delle espulsioni.

IPS: Come deve essere attuato il patto?

ETM: Abbiamo chiesto all’Onu di adottare misure concrete, invece di limitarsi a denunciare. Dobbiamo fare una campagna per la pace nelle aree dove sono presenti conflitti di interesse tra le grandi potenze.

Dobbiamo promuovere lo sviluppo e anche pensare al futuro dei giovani in Africa. Chiediamo anche, come soluzione alla questione delle migrazioni, di agire su scala nazionale nei paesi di origine e di partenza, non solo nei paesi nei quali arrivano i migranti.

Se affrontiamo il tema delle migrazioni nei paesi di arrivo, sarà solo una perdita di tempo. Bisogna agire a monte. Se nel paese di partenza ci sono ancora guerre, ci saranno sempre persone che emigreranno. I giovani africani sono sacrificati, il loro futuro non è chiaro, e per questo la gente continua a emigrare.

IPS: Crede che gli Stati africani, che sono in genere criticati per non rispettare le loro leggi nazionali, saranno in grado di rispettare le disposizioni del Patto Mondiale?

ETM: È vero che i capi di Stato africani sono spesso criticati in questo senso, ma cerchiamo di dar loro una opportunità con il patto e di sederci allo stesso tavolo dei negoziati per trovare soluzioni adeguate alla migrazione.

Diamo loro l’opportunità di realizzare degli sforzi per mettere in atto le disposizioni del patto, per una migliore gestione delle migrazioni nel nostro continente. Aspettiamo e stiamo a vedere, prima di giudicare.

* Questo articolo è stato scritto grazie all’appoggio della Fondazione delle Nazioni Unite. IPS ha organizzato workshop per giornalisti su questo tema a Marrakech.

(Traduzione e editing di Francesca Buffo)

 

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