GINEVRA, giu 2018 (OIM) – William Lacy Swing, direttore generale dell’Agenzia delle Nazioni Unite per le migrazioni (OIM), si è detto “seriamente preoccupato” per il destino dei migranti rimasti bloccati e lasciati a se stessi nel deserto, terra di nessuno, tra Algeria e Niger.

“I migranti irregolari, fra cui donne incinte e minori, non dovrebbero essere lasciati senza acqua né cibo, o a camminare per chilometri con temperature di 30 gradi in cerca di un luogo sicuro nel deserto”, ha avvertito.

I media raccontano come migliaia di migranti si sono addentrati attraverso un arido tratto di deserto lungo 15 chilometri (9 miglia) tra Niger e Algeria fino all’insediamento di Assamaka. L’IOM invia regolarmente missioni di ricerca e soccorso per raccogliere i migranti gravemente disidratati e disorientati dopo aver cercato rifugio per giorni e giorni. Secondo alcuni fonti, diversi migranti muoiono nel deserto dopo aver perso la strada sfiniti o stremati dal caldo.

I funzionari dell’IOM nell’avamposto remoto di Assamaka riferiscono di migranti che spuntano a migliaia dal deserto. All’arrivo di ogni nuovo gruppo, l’IOM organizza missioni di ricerca e soccorso per aiutare i più vulnerabili rimasti indietro.

Una volta nella città di confine, l’IOM invia degli autobus per coloro che scelgono di tornare a casa. Ma la sfida è sempre più impegnativa, perché il numero di migranti che arrivano dopo un duro viaggio attraverso il deserto è in aumento.

“Una buona gestione della migrazione è l’unica risposta”, ha affermato l’ambasciatore Swing. “Si tratta di garantire che i migranti di tutto il mondo siano trattati con dignità e in modo sicuro e ordinato. Questi sono elementi fondamentali che chiediamo a tutti i paesi del mondo.”

Il numero di migranti che attraversano il deserto dall’Algeria al Niger è in aumento. Nel maggio 2017, 135 migranti sono stati lasciati al valico di frontiera e il numero di attraversamenti ha raggiunto 2.888 nell’aprile 2018. L’IOM calcola che circa 11.276 migranti, tra cui donne e bambini, hanno superato il confine. (FINE/2018)

Per maggiori informazioni contattare Leonard Doyle presso la sede IOM, Tel: +41 79 2857123, Email: ldoyle@iom.int

(Traduzione e editing a cura di Francesca Buffo)

 

Comments are closed.