Giornata mondiale dell’acqua: Dono divino

NEW YORK, 21 marzo 12011 (IPS) – La rapida crescita delle città, che vede al fianco di esuberanti opere architettoniche un continuo aumento degli insediamenti irregolari, richiede una pianificazione urbana ragionata, per un uso più efficiente dell’acqua.

Il segretario generale delle Nazioni Unite Ban Ki-moon ha ricordato che ogni 20 secondi nel mondo un bambino o una bambina muore per una malattia causata dalla mancanza di acqua potabile, e che in questo modo “perdiamo 1,5 milioni di giovani vite ogni anno”.

Nel 2025, 1,8 miliardi di persone vivranno in paesi o regioni colpite da una grave scarsità di acqua, e due terzi della popolazione mondiale in condizioni di carenza estrema, ha segnalato “Onu-Acqua”, una coalizione formata dai rappresentanti di 24 organizzazioni del Forum Mondiale dell'Acqua.

Oggi, il 70 percento dell’acqua dolce è destinata all’irrigazione, il 22 percento all’industria e circa l’otto percento all’uso domestico.

Più di 884 milioni di persone nel mondo non hanno acqua potabile, mentre 2,6 miliardi, sui 6 miliardi che popolano il pianeta, non hanno sistemi igienico-sanitari adeguati, secondo il Fondo Onu per l’Infanzia (Unicef).

La richiesta supera la fornitura, ma “questo 22 marzo, Giornata mondiale dell’acqua, dobbiamo impegnarci a instaurare una nuova relazione con questo bene”, ha affermato Maude Barlow, cofondatrice di Blue Planet Project, che si batte per il diritto universale di accesso a questa risorsa preziosa.

Bisogna “conservarla, recuperare i corsi d’acqua, evitare l’inquinamento delle fonti – un atto che deve essere considerato un crimine -, e farne un uso più equo per il bene e il futuro dell’umanità e delle altre specie viventi”, ha commentato.

“Persone, idee e merci si muovono dalle periferie ai centri economici, dove meraviglie architettoniche si innalzano verso il cielo, mentre sotto la loro ombra proliferano insediamenti irregolari”, ha detto Anders Bernetll, direttore esecutivo del Stockholm International Water Institute.

Nel 2050 vivranno più persone nelle città rispetto al numero di abitanti che popolano oggi l’intero pianeta.

Il tema di fondo delle commemorazioni della Settimana mondiale dell’acqua (21-27 marzo), sarà “rispondere ai cambiamenti globali: l’acqua in un mondo urbanizzato”.

Una migliore pianificazione urbana per l’utilizzo e il riutilizzo dell’acqua può contribuire in modo significativo a ridurre le tensioni sociali ed economiche all’interno delle città, fra le diverse città e nelle periferie urbane, ha detto Berntell.

L’iniziativa WASH, con sede a Washington, ha lodato un progetto di legge approvato dal Senato degli Usa giovedì scorso che potrebbe dare al paese un ruolo di primo piano nella risposta alla crisi dell’acqua potabile e del sistema sanitario.

La legge “Water for the World” del senatore Paul Simon, impegna gli Stati Uniti a fornire acqua potabile e impianti igienico-sanitari in modo sostenibile, sicuro e accessibile a 100 milioni di persone in sei anni, si aggiunge nel comunicato diffuso venerdì 18.

“L’iniziativa metterà in prima linea gli Stati Uniti negli sforzi per raggiungere gli Obiettivi di sviluppo del Millennio dell’Onu in materia di acqua potabile e sanità”, si sottolinea nel comunicato.

La causa principale della crisi attuale è che “oggi gli esseri umani considerano l’acqua come una grande risorsa per il nostro piacere, convenienza e beneficio, e non un elemento fondamentale di un ecosistema vivente che ci dà la vita”, ha detto Barlow all’IPS.

“Inquiniamo e gettiamo ogni anno una quantità di rifiuti industriali e umani nei corsi d’acqua equivalente al peso di tutti gli esseri umani. La estraiamo da fiumi e torrenti per trasportarla nelle grandi città; se la città si trova vicina all’oceano, la riversa qui come rifiuto, una delle cause principali dell’aumento del livello dei mari”, ha spiegato.

“Irrighiamo zone desertiche per l’agricoltura, inquiniamo l’acqua con attività minerarie, energia nucleare, spiagge incatramate, e lasciamo che si disperda per tubature vetuste perché non abbiamo denaro per investire in infrastrutture pubbliche”, ha lamentato Barlow, ex consulente dell’Onu su questo tema.

“Il Forum mondiale ha riconosciuto che l’accesso all’acqua e a misure igienico-sanitarie è un diritto umano, e i governi devono tracciare un piano di azione basato sull’obbligo di tutelare, rispettare e soddisfare questo diritto”.

L’Onu deve concentrarsi sulla conservazione di questa risorsa vitale, ripristinare i corsi d’acqua e fare in modo che sia un mezzo per promuovere la pace, ha sottolineato.

“Dobbiamo dichiarare l’acqua patrimonio comune, un bene e un servizio pubblico, e dobbiamo sostenere il governo della Bolivia nella sua iniziativa di dichiararla una risorsa da proteggere come un diritto, e non permettere la sua distribuzione a scopo di lucro”, ha proseguito Barlow.

“Abbiamo bisogno dell’acqua. Può insegnarci a vivere in armonia fra di noi e con più leggerezza sulla Terra, se avremo occhi per vedere e orecchie per ascoltare”, ha concluso. © IPS