ROMA, 30 gennaio 2008 (IPS) – Con le recenti dimissioni del primo ministro Romano Prodi, dopo appena 20 mesi di mandato, il futuro delle riforme economiche e sociali, alcune delle quali già avviate dal governo di centro-sinistra, appare incerto.
Prodi ha rassegnato le dimissioni il 24 gennaio, dopo un mancato voto di fiducia al Senato. Pochi giorni prima, il ministro della giustizia Clemente Mastella – leader dell’Udeur – aveva abbandonato la coalizione di governo formata da nove partiti, privandola della sua fragile maggioranza.
Mercoledì, dopo quattro giorni di consultazioni con i leader dei partiti, il Presidente Giorgio Napolitano ha chiesto al Presidente del Senato Franco Marini di esplorare il sostegno dei partiti per un governo a tempo il cui mandato sarebbe varare una riforma elettorale prima delle nuove elezioni.
Napolitano ha incaricato Marini di “valutare la possibilità” di riformare la legge elettorale e di costituire un governo che possa sovrintendere il processo. Il controverso sistema di rappresentanza proporzionale — che garantisce una rappresentanza sproporzionata ai piccoli partiti della coalizione — era stato introdotto dal governo dell’ex primo ministro Silvio Berlusconi, a tre mesi dalla scadenza del suo mandato.
Una prolungata impasse politica potrebbe ritardare le attese e necessarie riforme economiche e sociali, in un preoccupante panorama internazionale che prospetta turbolenze e decrescita, e proprio mentre la Commissione Europea (CE) chiede all’Italia sforzi “più ambiziosi” per ridurre il suo debito pubblico per evitare di violare le norme Ue.
Sebbene l’Italia sia riuscita a portare il suo deficit economico “ben sotto il livello consentito del tre per cento nel 2007”, la Commissione Europea ha chiesto di “partire da quel risultato per attuare una finanziaria stabile nel periodo programmato e orientare il debito pubblico su un percorso saldamente in discesa”.
La Commissione ha dichiarato che nel 2008 l’Italia dovrebbe ridurre ulteriormente il deficit rispetto ai livelli del 2007, e realizzare la riforma delle pensioni. Terza maggiore economia nella zona dell’euro, l’Italia ha il debito pubblico più elevato tra i 27 paesi dell’Unione Europea.
Berlusconi aveva concluso il suo mandato con un debito pubblico al 4,3 per cento del prodotto interno lordo (PIL). Per la prima volta dal 2002, l’anno scorso Prodi ha portato il deficit finanziario sotto i livelli europei del 3 per cento del PIL. Il miglioramento delle finanze pubbliche raggiunto dal suo governo è in parte dovuto all’impopolare decisione di aumentare la pressione fiscale.
In meno di due anni di governo, Prodi ha anche inaugurato una nuova fase della politica estera, ritirato le truppe italiane dall’Iraq, guidato la creazione di una forza di pace in Libano, e condotto con successo la campagna Onu per l’approvazione di una moratoria sulla pena di morte.
”Inoltre, negli ultimi due anni l’Italia è entrata nel Consiglio di Sicurezza dell’Onu con solo sette voti contrari, un segnale molto importante dal punto di vista politico”, ha detto all’IPS Sergio Marelli, presidente dell’Associazione delle Ong italiane.
Non solo. “Fra le azioni più significative, per qualità e importanza, ci sono senz'altro le iniziative di dialogo per la pace in Medio Oriente, e poi il risanamento di tutti i debiti con le istituzioni internazionali – prima fra tutte il Fondo Globale per la lotta all’Hiv/Aids, la tubercolosi e la malaria – ereditati dal governo Berlusconi; oltre al raddoppio dei contributi alle ONG nell'ultima finanziaria, e all'importante processo di riforma dell’attuale legge italiana per la cooperazione allo sviluppo”.
Un processo che non dovrebbe interrompersi nel caso della formazione di un governo tecnico, anche se – precisa Marelli – tutto dipenderà dalla sua attenzione e sensibilità a questi temi e dalle priorità che gli saranno assegnate.
Molti Italiani avevano anche sperato che cinque anni di stabilità politica avrebbero finalmente portato le riforme lungamente attese della giustizia, dell'istruzione e del sistema sanitario.
”C'è una distanza preoccupante che separa il mondo politico italiano e la realtà economica del paese”, riferisce il rapporto 2008 dell’Eurispes, il più importante istituto italiano di analisi politica ed economica.
”In soli cinque anni, tra il 2001 e il 2005, le famiglie italiane hanno ridotto i loro risparmi annuali di circa il 40 per cento”, ha detto all’IPS il direttore dell’Eurispes Gian Maria Fara. “E una nuova categoria sta emergendo, i lavoratori poveri, coloro il cui standard di vita – pur avendo un impiego fisso – è molto vicino a quello dei disoccupati, perché sono sottopagati”.
”Nel nostro paese i salari sono inferiori del 10 per cento rispetto alla Germania, del 20 per cento rispetto alla Gran Bretagna, e del 25 per cento rispetto alla Francia”.
Spetterebbe al governo provvisorio portare avanti le politiche progressiste necessarie per riguadagnare la sempre più debole fiducia della popolazione nelle istituzioni.
”Ho sempre apprezzato l’impegno di Marini nel promuovere il dialogo tra le parti politiche in parlamento, e il grande equilibrio dimostrato nello svolgimento del suo lavoro”, ha dichiarato martedì al TG1 ministro degli esteri Massimo D'Alema.
”So che non è un compito facile…ma agirò in fretta”, ha detto Marini stasera durante la conferenza stampa congiunta con Napolitano al Quirinale.
Marini ha avviato le consultazioni per costituire un governo che abbia l'appoggio del Parlamento – prospettiva che si annuncia difficile viste le dichiarazioni ferme di Berlusconi e dei suoi alleati, che accetteranno “solo elezioni anticipate”.

