BRUXELLES, 14 dicembre 2007 (IPS) – L’Aids è ormai una “malattia dimenticata” nell’Unione Europea, secondo il responsabile europeo per la sanità pubblica.
Secondo Markos Kyprianou, commissario europeo per la salute, mentre negli anni ‘90 le informazioni sull’Aids venivano divulgate attraverso campagne “aggressive”, che si servivano di slogan del tipo “Non morire di ignoranza”, oggi intere generazioni di giovani non ricevono quegli stessi messaggi.
Una “mancanza di conoscenza” tra i giovani era stata evidenziata dai sondaggi di opinione sull’argomento, ha aggiunto il funzionario. Alcuni (degli intervistati) pensano di non doversi preoccupare affatto dell’Aids, mentre altri non sanno neanche come si trasmette la malattia, pensando erroneamente che il contagio possa avvenire per contatto con un sieropositivo, o con un bacio, oppure semplicemente utilizzando lo stesso bicchiere.
Rivolgendosi ai membri del Parlamento Europeo (MEP), Kyprianou ha riferito di avere “aperto gli occhi” visitando una scuola durante la Giornata Mondiale dell’Aids (1 dicembre). Gli alunni incontrati “sanno che i preservativi sono la miglior protezione possibile”, però i ragazzi “sono troppo imbarazzati o troppo timidi” per comprarli.
Secondo gli ultimi dati delle Nazioni Unite, sono almeno 760 mila i cittadini dell’Ue sieropositivi, e dal 2002 il numero di contagi è aumentato. In Europa e in Asia Centrale, negli ultimi sei anni il numero di persone infette è raddoppiato: da 1,25 a 2,4 milioni.
Nel 2005, l’Ue ha registrato circa 27 mila nuovi casi diagnosticati di Hiv.
Malgrado gli appelli per l’Aids fossero al primo posto dell’agenda politica, Kyprianou ha detto che la Commissione Europea non ha avuto il potere per intraprendere tutte le azioni necessarie. Le responsabilità su molti temi di politica sanitaria sono state gelosamente custodite come capitale nazionale dei 27 paesi dell’Ue.
Il conservatore britannico John Bowis ha dichiarato che in tutto il mondo 2,3 milioni di bambini sono contagiati dall’Hiv, e un terzo dei neonati infetti muore prima del secondo anno di età.
Oltre 15 milioni di persone sotto i 18 anni hanno perso uno o entrambi i genitori a causa dell’Aids, e le cifre potrebbero salire a 20 milioni entro la fine del decennio.
”Negli ultimi cinque anni, il livello della conoscenza di base in Europa si è abbassato, mentre sono cresciuti incomprensioni e miti”, ha aggiunto Bowis. “Una persona su cinque non sa che il virus si può trasmettere con rapporti sessuali senza preservativo”.
Bowis ha anche espresso preoccupazione sul problema del rifiuto di asilo ai sieropositivi, che potrebbero far valere il loro status di 'deprivati delle cure mediche'.
I MEP socialisti hanno recentemente lanciato una campagna perché venga fissata a livello di Ue la tassa sul valore aggiunto (IVA) per i preservativi.
Svezia e Danimarca tassano i preservativi al 25 per cento – la quota più elevata dell’Unione – e l’Irlanda applica il 21 per cento.
I socialisti hanno chiesto di esaminare la questione dei livelli variabili dell’IVA nell’Ue durante la revisione del sistema che si farà nel 2008, e chiedono che non venga superato il minimo legale del 5 per cento. La Gran Bretagna ha recentemente deciso di ridurre l’IVA sui preservativi dal 17,5 al 5 per cento.
”Ci sono 23 milioni di persone contagiate dall’Hiv-Aids nel mondo”, ha dichiarato il socialista olandese Jan Wiersma. “Ma molti non ne vogliono parlare perché significherebbe affrontare la questione del sesso”.
Il democratico cristiano tedesco Holger Krahmer ha proposto un approccio del tipo “meglio avere coraggio” per le campagna di consapevolezza.
Vittorio Agnoletto, parlamentare europeo, ha detto che si sarebbe aspettato “proposte più concrete e pratiche” dalla Commissione Europea rispetto a quelle ascoltate finora. L’esecutivo dell’Ue, ha aggiunto, dovrebbe insistere sull’educazione sessuale obbligatoria nelle scuole in tutta l’Unione.
Agnoletto ha anche rivelato i suoi timori circa i diritti di proprietà intellettuale sui farmaci per il trattamento dell’’Aids, troppo cari per le vittime, soprattutto nei paesi poveri. Le grandi case farmaceutiche vorrebbero come norma un brevetto di 20 anni sui nuovi farmaci, ha aggiunto.
Il parlamentare ha protestato contro il sostegno a queste aziende da parte di Peter Mandelson, commissario europeo per il commercio.
La scorsa estate, Mandelson aveva scritto al governo tailandese, lamentando l’utilizzo di licenze obbligatorie per annullare le patenti sulle medicine in modo da garantire alle persone affette dall’Aids o da altre malattie l’accesso a farmaci generici più economici.
Pierre Schapira, socialista francese, ha descritto l’Aids come “una delle piaghe del XXI secolo”.
Migliorare l’accesso ai farmaci è fondamentale, ha aggiunto il politico francese, perché chi è affetto da Aids sviluppa spesso una resistenza ai trattamenti e può sempre avere bisogno di nuovi farmaci; secondo il parlamentare non dovrebbe essere inserita alcuna clausola nei nuovi accordi commerciali per limitare la possibilità dei paesi di rinunciare ai brevetti sui farmaci in una situazione di emergenza sanitaria.

