SVILUPPO-AMERICA LATINA: L’Italia vuole fare la sua parte

ROMA, 22 ottobre 2007 (IPS) – L’Unione Europea potrebbe contribuire ad una distribuzione più equa dei benefici della crescita economica in America Latina, secondo le proposte emerse dalla terza conferenza nazionale sui rapporti fra Italia e America e Caraibi.

Uno degli eventi pereparatori a Milano CeSPI-IILA

Uno degli eventi pereparatori a Milano
CeSPI-IILA

La presidente cilena Michelle Bachelet, in apertura della conferenza tenutasi a Roma il 16 e 17 ottobre, ha dichiarato che la collaborazione dell'Ue è 'molto importane, per raggiungere una maggiore coesione sociale'.

La conferenza è stata organizzata dal Ministero degli Affari Esteri, l’Istituto Italo-Latino Americano (IILA) con sede a Roma e il Centro Studi di Politica Internazionale (CeSPI), associazione indipendente di ricerca anch’essa con sede a Roma.

L’incontro è il risultato di una dichiarata politica del governo italiano, ribadita alla conferenza dal Primo Ministro Romano Prodi, che considera “le relazioni con l’America Latina una priorità per la nostra politica estera”.

Hanno partecipato al vertice rappresentanti di 11 paesi di America Latina e Caraibi, e di diversi paesi europei. Il summit è stato preceduto da altri 11 incontri tenutisi in diverse città italiane dall’inizio dell’anno, ciascuno rivolto ad un aspetto chiave della collaborazione tra le due regioni tramite accordi economici, per lo sviluppo di infrastrutture, tecnologia e comunicazioni.

Bachelet ha chiesto il supporto di Italia e Ue per promuovere l’inclusione sociale in America Latina, e ha dichiarato che malgrado i successi del suo governo nella riduzione della povertà, nel 2006 il numero di persone disagiate in America Latina ha sfiorato i 220 milioni, 20 milioni in più rispetto al 1996.

”L’America Latina vive un vero paradosso, dove il periodo di pace e democratizzazione dei suoi governi – un processo iniziato 15 anni fa – non sta tuttavia portando alla coesione sociale”, sostiene Bachelet. “Ora dobbiamo costruire una globalizzazione più giusta, e il percorso richiede una convergenza politica più forte con l’Unione Europea”.

”Negli ultimi cinque anni, il mercato latino americano è cresciuto del 4,5 per cento annuo, e tra il novembre 2005 e la fine del 2006, abbiamo avuto 34 elezioni democratiche nella regione”, ha dichiarato José Miguel Insulza, segretario generale dell’Organizzazione degli Stati Americani (OSA). “Dato che democrazia e sviluppo socio-economico sono collegati, il problema è se questa crescita sia sostenibile”.

L'OSA è un forum multilaterale con sede a Washington che comprende 35 nazioni di America del Nord, America centrale, e America Latina e Caraibi. Il suo mandato è rafforzare la democrazia, promuovere i diritti umani, e affrontare problemi come povertà, terrorismo e corruzione.

America Latina e Caraibi sono fra le aree più violente del pianeta, con un elevato tasso di povertà e disuguaglianza, sostiene l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS). “La domanda di istruzione, assistenza sanitaria, tutela dell’ambiente e sicurezza pubblica può essere soddisfatta solo rinforzando le istituzioni, e la cooperazione congiunta con l’Europa è di grande importanza per questo processo”, ha dichiarato Insulza.

La questione è se l’America Latina rappresenti una priorità per l’Ue. Secondo Insulza, mentre l’Europa ha giocato un ruolo chiave nel processo di stabilità dell’America Latina durante i difficili anni di dittature e crisi interne (1980), negli anni più recenti “ sia Europa che Stati Uniti hanno spostato la loro attenzione verso altre aree del mondo”.

La sola eccezione significativa di questo atteggiamento “distratto” dell’Ue è la Spagna, il cui interesse verso l’America Latina ha trovato la sua espressione in investimenti, progetti di cooperazione e partecipazione politica.

Donato Di Santo, Sottosegretario agli esteri italiano con delega per l’America Latina, ha dichiarato che l’Italia intende diventare “un solido ponte tra Europa e America Latina, ed esserne il secondo interlocutore europeo dopo la Spagna”.

Alcuni passi concreti sono previsti a breve. Prodi ha detto che il suo governo ha avviato i negoziati per entrare nella Corporación Andina de Fomento (CAF), istituzione finanziaria latino americana per lo sviluppo sostenibile. Alcuni progetti congiunti sono invece già stati avviati con la Banca interamericana di sviluppo (IADB), istituzione finanziaria per lo sviluppo dei paesi latino americani.

L’Italia si impegnerà in particolare nella cooperazione per le energie rinnovabili, come lo sviluppo dei bio-combustibili in Brasile e dell’energia geotermica in Cile. Ma senza dimenticare i diritti umani, come ha spiegato Di Santo all’IPS.

”Condividiamo la linea dell’Ue ribadita durante il recente vertice Euro-Latino americano di Santiago”, ha dichiarato. “La linea dell’Ue è di sostenere – non solo formalmente ma praticamente – la lotta contro l’esclusione sociale, combattendo le cause strutturali della povertà, e in difesa di tutti quei cittadini privati della loro libertà e dei loro diritti”.

L’Italia si è recentemente unita ai paesi promotori del dialogo tra il governo della Colombia e l’Esercito di liberazione nazionale (Ejército de Liberación Nacional), nelle cui controversie sono state spesso registrate violazioni dei diritti umani.

Alla vigilia della conferenza di Roma, Yolanda Pulecio, madre dell’ex candidata presidenziale Ingrid Betancourt, sequestrata cinque anni fa dalle Forze armate rivoluzionarie della Colombia (FARC), il principale gruppo di ribelli coinvolto nel decennale conflitto armato della Colombia, ha chiesto aiuto a Prodi e al Ministro degli esteri Massimo D'Alema per il rilascio di Betancourt e degli altri prigionieri politici.