BANGKOK, 9 ottobre 2007 (IPS) – In un momento di rara sincerità, alcuni funzionari di un ente regionale delle Nazioni Unite e della Banca asiatica di Sviluppo (ADB) hanno ammesso che le stime dei progressi sugli Obiettivi di sviluppo del millennio (MDG) sono rese difficili da informazioni non aggiornate.

IRIN
Le rivelazioni sono arrivate durante la presentazione di un rapporto sull’avanzamento degli obiettivi da parte dei paesi nella regione dell’Asia pacifica, a metà strada dalla scadenza del 2015. I dati disponibili più completi nella regione risalgono al 1999, l’anno prima del Millennium Summit tenutosi nel settembre 2000, quando i leader mondiali si impegnarono su una serie di traguardi da raggiungere nei successivi 15 anni.
”In molti paesi, i dati forniti a livello nazionale non sono affidabili”, ha detto all’IPS Raj Kumar, primo funzionario della Commissione economica e sociale delle Nazioni Unite per l'Asia e il Pacifico (ESCAP), con sede a Bangkok. “Le cifre più complete e confrontabili che abbiamo per la regione dell’Asia pacifica sono del 1999”.
Queste dichiarazioni hanno confermato la visione di Pietro Gennari, capo della divisione di statistica dell’ESCAP, che ha presentato la pagella degli MDG nella regione. “Ci sono ancora molte lacune nel database degli MDG. I dati sono sparsi nel tempo e tra i vari paesi”, ha detto alla presentazione del rapporto di 56 pagine pubblicato da ESCAP, dall’ADB con sede a Manila e dal Programma di sviluppo delle Nazioni Unite (UNDP).
”Può essere più difficile raccogliere i dati sociali nei paesi quando gli organismi non sono presenti”, ha dichiarato in un’intervista Jean-Pierre Verbiest, direttore nazionale dell’ADB per la Tailandia.
La rivelazione del buco nero relativo a queste informazioni ha fatto registrare risposte caustiche da parte delle organizzazioni della società civile che hanno monitorato la campagna Onu sugli obiettivi del millennio. “Non siamo sorpresi da questa ammissione circa la carenza di informazioni”, riferisce Anoop Sukumaran, ricercatore del Focus on the Global South, organizzazione con sede a Bangkok. “Da sempre continuiamo a porre la questione dell’affidabilità delle informazioni”.
”Adesso ci rispondono che le cifre e i dati disponibili sono incerti, e vengono sollevate le domande fondamentali sullo stato degli MDG”, ha spiegato l’esperto all’IPS. “Significa che le basi su come risolvere il problema e raggiungere gli MDG sono traballanti“.
Un ulteriore timore delle organizzazioni della società civile riguarda il fatto che la confessione arriva dopo l’investimento di grosse quantità di denaro e la creazione di una burocrazia globale intorno alla campagna che procede dal 2000. È significativo il ruolo di supporto dell’UNDP per formare le autorità nel mondo in via di sviluppo alla raccolta di dati relativi agli MDG. Inoltre, gli obiettivi sono stati usati dalle agenzie dell’Onu e dell’ADB come un mantra popolare per presentare rapporti periodici sugli ultimi sette anni ed applaudire alla campagna.
L’appello degli MDG nasce dall’esigenza di stabilire obiettivi vincolati nel tempo in aree specifiche, e migliorare così la qualità della vita dei più deboli ed emarginati nel mondo in via di sviluppo, dove risiede la maggiore parte degli abitanti del pianeta. Con il primo obiettivo, si stabiliva di dimezzare il numero di persone che vivono nella povertà estrema – ovvero, con meno di un dollaro Usa al giorno – entro il 2015.
Il secondo e terzo obiettivo riguardano l’istruzione, per cui tutti i bambini, maschi e femmine, potranno completare la scuola primaria, e la disuguaglianza di genere sarà eliminata nell’istruzione primaria e secondaria entro il 2015.
Vi sono inoltre obiettivi finalizzati alla riduzione della mortalità infantile – ridurre di due terzi i tassi di mortalità dei bambini sotto i cinque anni di età tra il 1990 e il 2015 – e al miglioramento della salute materna, abbattere di tre quarti il tasso di mortalità materna.
Gli ultimi tre degli otto MDG chiedono azione per fermare la diffusione di malattie letali come Hiv/Aids e malaria, garantire la sostenibilità ambientale, e creare una nuova “alleanza globale” per lo sviluppo tra mondo industrializzato e mondo in via di sviluppo.
Il rapporto di questa settimana sulla regione dell’Asia pacifica rivela che la mortalità infantile, la malnutrizione e la salute materna rimangono una sfida straordinaria, con un progresso minimo sulla riduzione della malnutrizione infantile, che riporta numeri confrontabili con quelli dell’Africa sub-sahariana. La regione conta 100 milioni di bambini malnutriti, il 65 per cento sul totale del pianeta. “Solo l’Asia meridionale conta 80 milioni di bambini sottopeso”, ha detto Gennari.
Sulla spinta dell’obiettivo relativo all’istruzione primaria universale, vi sono risultati misti. “La regione dell’Asia pacifica è andata abbastanza bene, con circa il 94 per cento di iscrizioni per bambini in età scolare – pur rimanendo ancora indietro rispetto ad America Latina e Caraibi, regione che vanta un tasso quasi universale del 97 per cento, ma abbastanza avanti rispetto al 70 per cento dell’Africa sub-sahariana”, riferisce il rapporto. “Ciononostante, in questa regione vive uno su tre dei bambini del mondo esclusi dall’istruzione scolastica”.
Riconoscere l’insufficienza di dati recenti globali rappresenta un ostacolo per il quadro relativo ai traguardi intermedi sugli MDG. I funzionari hanno ammesso con IPS l’imbarazzo dei governi della regione, di fronte alla necessità di raccogliere dati e condividere informazioni sugli indicatori sociali locali.
”Ottenere informazioni sulle questioni sociali è molto più difficile rispetto ai dati economici”, sostiene Kumar, funzionario di ESCAP. “Non sono temi con priorità elevata per la maggior parte dei governi, e non è un bene rivelare informazioni sulla mortalità infantile e la malnutrizione del proprio paese”.
Il buco di informazioni rappresenta uno dei fattori che gli MDG avrebbero dovuto risolvere. “Quando sono stati presentati, gli MDG rappresentavano il primo tentativo di misurare realmente politiche e obiettivi”, ha detto Verbiest dell’ADB. “In quel periodo sapevamo che quei dati mancavano, e uno dei risultati avrebbe dovuto essere quello di ottenere dati accurati e misurarli”.

