WASHINGTON, 2 aprile 2004 (IPS) – Importanti figure del mondo imprenditoriale del nordest degli Stati Uniti (Usa) hanno esortato il governo e il Congresso a triplicare gli aiuti per lo sviluppo internazionale, con l’obiettivo di eliminare la povertà estrema nel mondo.
L’Iniziativa di Seattle per lo Sviluppo Mondiale ha chiesto personalmente ad alcuni funzionari dell’amministrazione di George W. Bush e ai legislatori Usa di triplicare fino a 30.000 milioni di dollari i fondi che oggi vengono destinati allo sradicamento della povertà.
A questo scopo, i rappresentanti dell’organizzazione si sono riuniti a fine gennaio 2004 a Washington con il consigliere presidenziale per la Sicurezza Nazionale, Condoleezza Rice, ed alcuni legislatori.
Hanno inoltre incontrato personalità del mondo governativo e legislativo a Washington, come il rappresentante per il commercio degli Stati Uniti, Robert Zoellick, e il segretario per il commercio Dan Evans.
L’Iniziativa, cui partecipano 64 membri tra cui ex dirigenti generali, presidenti e vicepresidenti di importanti imprese della città nord-occidentale di Seattle e due ex governatori dello Stato di Washington, è volta a fornire un maggiore sostegno da parte di imprenditori e leader civili di tutto il paese.
“Un tema centrale è l’importanza di alleviare la povertà estrema come problema economico e relativo alla sicurezza nazionale”, ha dichiarato uno dei co-fondatori dell’Iniziativa, Bill Gates, padre dell’omonimo fondatore e presidente della società informatica Microsoft.
“Dal mio punto di vista, però, si tratta di un problema umanitario. La gente sta morendo, molte persone muoiono di fame. Hanno bisogno del nostro aiuto”, ha affermato Gates, che prima di andare in pensione è stato uno dei maggiori avvocati di Seattle.
Oggi, Bill Gates-padre è co-presidente della Fondazione Bill and Melinda Gates, fondata dal figlio. Con un fondo di 26.000 milioni di dollari, l’istituzione è la principale fondazione privata del mondo, ed ha già donato centinaia di milioni di dollari per combattere l’Aids e altre malattie.
L’Iniziativa di Seattle nasce tra le crescenti preoccupazioni sulla salute fiscale del governo statunitense.
I tagli fiscali per la popolazione più ricca, le spese dell’occupazione militare in Iraq e Afghanistan e altre misure per la sicurezza nazionale hanno trasformato il surplus fiscale ereditato da Bush nel 2001 in un deficit senza precedenti, che quest’anno sfiorerà i 500.000 milioni di dollari.
La proposta rientra anche nell’ambito di un intenso dibattito sulle misure migliori per lottare contro il terrorismo.
Fino ad oggi, il governo e i suoi simpatizzanti hanno sostenuto che il terrorismo non sarebbe il risultato della povertà estrema, poiché i suoi principali esponenti provengono dalla classe media o anche più agiata, e sono mossi dalla mancanza di libertà politica ed economica.
I firmatari dell’Iniziativa di Seattle non concordano con questa posizione, ma avvertono che i paesi più colpiti dalla povertà sono un brodo di coltura per le organizzazioni terroristiche.
Secondo tale prospettiva, i terroristi potranno non essere, di per sé, il risultato della povertà, ma certo approfitterebbero dei paesi che ne soffrono.
“I terroristi trovano un terreno fertile in aree estremamente povere e dove la gente non ha più speranze”, ha detto uno dei firmatari dell’Iniziativa, il generale in pensione John Shalikashvili, capo di Stato Maggiore del governo di Bill Clinton (1993-2001).
“L’eliminazione di una tale povertà quotidiana renderebbe più stabile il resto del mondo”, ha aggiunto Shalikashvili, che ha partecipato agli incontri di Washington.
“Sradicare la povertà estrema è il mezzo più efficace per affrontare le sfide mondiali, dall’Aids al terrorismo, dal degrado ambientale all’instabilità regionale”, ha osservato un altro firmatario, l’ex governatore di Washington Dan Evans, dell’ala moderata del Partito repubblicano al governo.
Secondo la Banca mondiale, tra gli 800 e i 1200 milioni di persone vivono al di sotto della soglia di povertà estrema, dovendo sopravvivere con meno di un dollaro al giorno. La grande maggioranza vive nell’Africa subsahariana e in Asia meridionale.
Gli imprenditori di Seattle sono considerati relativamente progressisti rispetto al contesto statunitense. La città ha gran parte degli abitanti di origine scandinava e una opulente classe media.
Per la sua natura di porto sull’oceano Pacifico, Seattle è sede di grandi industrie d’esportazione, come la Boeing per l’aviazione e la Weyerhaeuser per il legname. Per questo, i suoi imprenditori hanno una mentalità più internazionalista rispetto ai loro colleghi nel resto del paese.

