SVILUPPO: Le donne c’entrano. In tutti gli Obiettivi del Millennio

BUENOS AIRES, 24 agosto 2006 (IPS) – Per avanzare verso il raggiungimento degli Obiettivi di sviluppo del Millennio (MDG), l´uguaglianza di genere non può limitarsi esclusivamente a obiettivi specifici, ma deve essere considerata la lente attraverso la quale guardare tutti gli obiettivi, sostengono esperte e rappresentanti dei movimenti femminili in Argentina.

“In America Latina riusciremo a sconfiggere la crescente disuguaglianza sociale solo se includeremo la prospettiva di genere in tutti gli otto obiettivi, senza limitarla ad uno soltanto”, ha detto all´IPS Nieves Rico, che rappresenta l´Ufficio per le donne e lo sviluppo della Commissione economica per l´America Latina e i Caraibi (ECLAC).

Gli otto MDG sono stati approvati dai paesi membri delle Nazioni Unite nel 2000 per combattere la disuguaglianza e la povertà nel mondo e devono essere raggiunti entro il 2015.

Al seminario organizzato il 16 agosto dalle agenzie Onu in Argentina, “Obiettivi del millennio e uguaglianza di genere”, hanno partecipato rappresentanti di gruppi femminili e funzionarie donne, per discutere le proposte di un approccio agli MDG che introduca la prospettiva di genere in tutti gli obiettivi.

Gli MDG intendono dimezzare il numero di persone colpite da fame e povertà estrema, assicurare l´istruzione primaria universale, ridurre drasticamente i tassi di mortalità infantile e materna, e combattere l´Aids e altre malattie.

Uno degli obiettivi si propone di “promuovere l´uguaglianza di genere e l'emancipazione femminile”. Tuttavia, attivisti e organizzazioni femminili in quasi tutti i paesi ritengono che questo obiettivo, sebbene di per sé valido, dovrebbe essere incluso nella fase di definizione delle strategie di policy anche per tutti gli altri obiettivi.

Per esempio, per sradicare la povertà estrema, non è sufficiente contare il numero di persone che ne sono colpite, ma si dovrebbe analizzare la grande vulnerabilità delle donne in quel determinato gruppo di popolazione, così come il loro accesso differenziato a servizi fondamentali, tra cui alloggio, sanità o istruzione.

Riguardo al lavoro, non è sufficiente prendere in considerazione solo l´impatto della disoccupazione su uomini e donne, ma anche le cause alla radice che chiariscano la disparità nelle opportunità di lavoro, come il gravoso onere delle responsabilità domestiche o le discriminazioni che impediscono alle donne di essere promosse a posizioni più elevate e meglio retribuite.

In base a queste riflessioni, l´ECLAC e il Fondo di sviluppo delle Nazioni Unite per le donne (UNIFEM) hanno proposto di guardare quanto è stato fatto finora dai paesi dell´America Latina per soddisfare gli MDG, attraverso la lente della prospettiva di genere.

In Argentina, la prospettiva di genere è stata presentata con il lavoro di due esperte, che suggeriscono ed evidenziano quanto resta ancora da fare.

Uno degli studi, condotto da Claudia Giacometti – “Obiettivi del millennio e uguaglianza di genere. Il caso dell´Argentina” – evidenzia la mancanza di indicatori adeguati per rivelare la disuguaglianza di genere, molti aspetti della quale rimangono nascosti.

Secondo Giacometti, c'è un´assenza sistematica di informazione nelle aree sensibili per il monitoraggio dei problemi di genere e del loro rapporto con la povertà.

L´esperta ha puntato il dito verso le grandi disparità tra le condizioni di vita delle donne nelle città – dove il Sondaggio permanente delle famiglie dell´Istituto nazionale di statistica e censimento rileva i suoi dati – e quelle di coloro che vivono nelle aree rurali.

Ha inoltre osservato la carenza di analisi dell´utilizzo del tempo, per osservare quanti degli oneri legati al lavoro domestico ricadono sulle donne; la mancanza di dati sistematici sulla salute sessuale e riproduttiva; e l´assenza di statistiche suddivise in base al genere per mostrare in che proporzione le donne ricoprono ruoli decisionali nelle sfere del pubblico e del privato.

Tuttavia, non è sufficiente suddividere i dati in base al sesso. Secondo i partecipanti al seminario, è necessario che definire nuovi indicatori, e che tutti i problemi dello sviluppo sociale siano discussi concentrandosi sull´uguaglianza di genere. “Questo non significa che le donne debbano essere considerate vulnerabili, bensì dei soggetti con dei diritti”, ha detto Rico.

Negli ultimi tre anni, l´Argentina ha frenato i suoi allarmanti indici di povertà e miseria estrema, e ha migliorato i suoi servizi sanitari. Anche l´obiettivo dell'istruzione primaria universale è vicino, come in gran parte dell´America Latina. Inoltre, la partecipazione delle donne nell´impiego produttivo è cresciuta, anche se questo non è vero in tutti i settori.

La presidente del Consiglio nazionale delle donne, María Colombo, ha detto all´IPS che il governo sta facendo progressi verso il raggiungimento degli MDG, e che ha in programma di includere le proposte dei gruppi femminili nel suo secondo rapporto nazionale. “Sappiamo di dover andare oltre ciò che dichiarano gli obiettivi, ma essi rappresentano un punto di partenza”, ha riferito Colombo.

“Gli MDG sono come una carta di navigazione, un´opportunità per progredire. Ma dobbiamo sottolineare che le disuguaglianze sociali vengono acuite se si sovrappongono alle disuguaglianze di genere, e che questo costituisce una sfida importantissima”, ha detto all´IPS Ana Falú, direttrice dell´UNIFEM per il Brasile e la regione del Cono sud.

“Le donne hanno ancora difficoltà ad entrare nel mercato del lavoro, e non solo le più povere, ma anche quelle con un'istruzione superiore, il che significa che l´istruzione universale da sola, dopo anni investiti nello studio, non garantisce lo stesso risultato per uomini e donne”, ha proseguito Falú.

Per evidenziare il peso che la cura dei bambini impone alle donne, e il suo legame con la povertà, Giacometti ha osservato che il 65 per cento delle famiglie senza figli sotto i cinque anni non sono state classificate come povere. Tuttavia, solo il sette per cento delle famiglie con tre o più bambini sotto i cinque anni non figurano nella categoria di famiglie povere.

Giacometti ha ricordato inoltre che la copertura dei servizi per bambini sotto i cinque anni è buona a Buenos Aires, ma è meno soddisfacente nelle aree dove sarebbe più necessaria (zone rurali) per rafforzare le donne e migliorare il loro accesso a lavoro, istruzione e servizi sanitari.

Un´altra esperta, Eleonor Faur, ha presentato il suo studio sulla necessità di rendere esplicito il collegamento tra diritti umani e MDG, e l´inter-relazione tra tutti gli MDG, rivelando quanto sia importante che la società civile controlli i programmi adottati dallo Stato per adempiere ai propri impegni.

Secondo Faur, la crescente partecipazione femminile nella forza lavoro in Argentina avviene proprio in un periodo di aumento della precarietà nel mercato del lavoro, e bisogna chiarire se davvero l´occupazione femminile soddisfi i principi di lavoro dignitoso.

Anche l'esperta ha insistito sul fatto che i problemi come l'Aids o la mortalità infantile e materna non possono essere affrontati con successo se non secondo una prospettiva di genere.