OUAGADOUGOU, 29 ottobre 2005 (IPS) – Per Zenabo Nikieme, una donna del Burkina Faso che dal 2000 è positiva all’Hiv, il futuro offre adesso un lume di speranza. L’anno scorso le cose stavano andando diversamente: una situazione che l’ha spinta a scrivere una lettera aperta al ministro della salute del suo paese. “Sono vedova e positiva all’Hiv, e ho tre figli”, ha scritto una donna trentacinquenne che lavora nel commercio della frutta nella capitale Ouagadougou, alla quale avevano consigliato di cominciare una terapia con i farmaci antiretrovirali (ARV).
“Il dottore mi aveva assicurato che quei farmaci erano disponibili, e che potevano averli tutti i pazienti senza discriminazioni. Ma la realtà di questo paese è completamente diversa”, dice nella lettera, pubblicata sulla stampa locale.
Grazie ad una nuova iniziativa per le terapie, però, le medicine di cui Nikieme ha un bisogno urgente non sono più irraggiungibili. Grazie al Progetto per un trattamento veloce (TAP, Treatment Acceleration Project), un programma pilota lanciato in tre paesi africani, lei e altre persone colpite dell’Aids possono disporre dei farmaci ARV, che prolungano la durata della vita.
Oltre al Burkina Faso, anche Ghana e Mozambico stanno beneficiando dello stesso programma triennale.
Il TAP è stato lanciato ufficialmente nel Burkina Faso a marzo, mentre le prime cure nell’ambito del progetto sono partite a luglio; da allora, grazie a questa iniziativa, circa 800 pazienti hanno ricevuto i farmaci gratuitamente. Da adesso fino a dicembre 2007, il TAP fornirà le terapie a 7.000 persone che vivono con l’Hiv/Aids.
Secondo le statistiche per il 2004 del Programma congiunto delle Nazioni Unite per l’Hiv/Aids (Unaids), l’incidenza dell’Hiv nel Burkina Faso è del 4,2 per cento. Si calcola che 700.000 persone siano infette dal virus dell’Aids, di cui il 15 per cento – circa 100.000 – gravemente malate e bisognose di cure urgenti.
Ma i funzionari sanitari sostengono che solo il 5 per cento di coloro che hanno bisogno di una terapia sono riusciti a cominciare il trattamento, una situazione attribuita agli alti costi degli ARV.
“Non solo le terapie antiretrovirali costano troppo, nonostante tutte le riduzioni, ma il prezzo delle… analisi cliniche impedisce alle persone colpite di fare i test”, dice Elise Sawadogo di Hope Aids, un’organizzazione non governativa (Ong).
La terapia con i farmaci ARV costa in media 19 dollari al mese. Aggiungendo poi le spese dei test di laboratorio, la cifra sale a 62 dollari: una somma enorme per molti nel Burkina Faso, dove il 45 per cento della popolazione vive con meno di un dollaro al giorno.
Il TAP, finanziato da una concessione di 18 milioni di dollari da parte dell’Associazione internazionale per lo sviluppo della Banca mondiale, promette di migliorare le cose, anche fornendo servizi legati all’Aids, come il test dell’Hiv, la cura delle infezioni opportunistiche, e la prevenzione della trasmissione dell’Hiv da madre a figlio.
Secondo il ministero della salute, sotto gli auspici del TAP, 22 distretti sono stati equipaggiati per distribuire la terapia con gli ARV.
Anche una ventina di associazioni e Ong che lavorano con i malati di Aids assisteranno il ministero nel coordinare il TAP, compresa l’Associazione del quartiere Alavi: situato nella periferia di Ouagadougou, questo gruppo è attivo anche in altri otto centri fuori della capitale.
“Il TAP contribuisce a ridurre il tasso di mortalità della popolazione di persone con l’Hiv/Aids (che muoiono) per la mancanza di farmaci e terapie. Inoltre… permette a migliaia di persone di fare il test di controllo”, dice Inoussa Zabsonre, un medico di Alavi, dove l’avvio del TAP ha visto un aumento nel numero di persone che richiedono assistenza, consulenza e informazione.
Anche Zakaria Zoungrana, vice coordinatrice dell’Ong Aidseti, sempre situata nella capitale, ha espresso concetti analoghi.
“L’obiettivo del TAP è aiutare a sviluppare in larga scala e realizzare un programma di terapia completo per le persone con l’Hiv/Aids, offrendo allo stesso tempo servizi di qualità che siano efficaci, accessibili ed equi”, ha osservato.
Guardando oltre il TAP, il governo afferma che il suo obiettivo è vedere il costo mensile degli ARV scendere a 15 dollari.
Un funzionario di Unaids che ha preferito l’anonimato ha dichiarato che, se possibile, gli ARV dovrebbero essere dati gratuitamente.
“L’ideale per Unaids sono i farmaci gratuiti”, osserva il rappresentante, ma aggiunge che Unaids non può “imporre formule agli Stati”.
“Non possiamo imporre questa visione… È tutta una questione di organizzazione, così che i meno fortunati abbiano accesso agli ARV…”.
Issa Kindo, specialista della sanità pubblica, ritiene che le cure gratuite siano solo il punto di partenza, in ogni caso.
“Credo che sia necessario istituire le terapie gratuite per tutte le persone colpite, tutelando il loro posto di lavoro (e) occupandosi dell’educazione dei bambini rimasti orfani”.(FINE/2005)

