AMBIENTE-CUBA: Più medici contro gli uragani

L’AVANA, 29 settembre 2005 (IPS) – Il contingente internazionale di medici specializzati in situazioni di disastri naturali ed epidemie creato da Cuba potrebbe rafforzare i sistemi di gestione dei rischi nella regione caraibica, secondo un’esperta funzionaria dell’Organizzazione delle Nazioni Unite (Onu). “Si tratta della prima esperienza di questo tipo nel mondo, e senza dubbio la promuoveremo nei Caraibi”, ha commentato all’IPS Margherita Vitale, direttrice dell’Iniziativa caraibica di gestione dei rischi (CRMI, la sigla in inglese), un organismo dell’Onu.

La squadra sanitaria è stata formata ufficialmente lunedì 19 settembre, nel mezzo dei preparativi per fronteggiare la tempesta tropicale Rita, che il giorno dopo si era già trasformata in un uragano di categoria 2, passando molto vicino alla capitale e ad altre province occidentali del paese.

L’organizzazione, battezzata col nome di Henry Reeve, uno statunitense che lottò nella guerra per l’indipendenza cubana alla fine del XIX secolo, sarà formata da professionisti preparati per affrontare emergenze epidemiologiche e malattie associate alle catastrofi.

La squadra sarebbe un’estensione del gruppo già formato il 4 settembre, con 1586 medici, per assistere le persone colpite dall’uragano Katrina, che il 29 agosto ha colpito gli Stati della Louisiana, Mississippi, Alabama e Florida, a sud e sudest degli Stati Uniti, causando almeno un migliaio di morti.

Washington ha evitato di rispondere al presidente Fidel Castro, il quale ha ribadito che la sua offerta, di personale e medicine, “rimane in piedi per oggi o per domani”, attribuendo a “un falso orgoglio e pregiudizi” la decisione di ignorarla.

“Non potevamo restare indifferenti. Nessuno crederebbe che tale aiuto possa essere considerato un’offesa o un’umiliazione”, ha osservato Castro in una cerimonia di consegna dei diplomi a 1.905 nuovi medici cubani.

La missione della squadra Henry Reeve sarà di cooperare immediatamente con qualsiasi paese che subisca una catastrofe naturale, in particolare quelli sottoposti a forti calamità come uragani, inondazioni o altri disastri naturali.

Il governante cubano ha segnalato che, oltre ad appoggiare la popolazione colpita, la squadra potrebbe anche collaborare nella lotta alle epidemie come il dengue emorragico o il virus di immunodeficienza umana (Hiv, causa dell’Aids).

Nel corpo medico potrebbero entrare anche i laureati della Escuela Latinoamericana de Medicina, dove studiano gratuitamente 12.000 giovani della regione e di altri paesi del mondo, compresi gli Stati Uniti.

In questa istituzione si sono laureati due mesi fa 1.610 medici, impegnatisi a tornare nei propri paesi per lavorare in comunità remote dove siano necessari i loro servizi.

Secondo Vitale, la squadra sanitaria si colloca “molto all’avanguardia” nelle strategie per far fronte ai disastri.

Cuba possiede un sistema di prevenzione che si attiva con un forte anticipo per evitare le morti causate da fenomeni abituali nella regione del mar dei Caraibi, come i cicloni tropicali.

Lo scorso luglio, l’uragano Dennis causò la morte di 16 persone, abbatté o danneggiò 120.000 abitazioni e provocò perdite stimate intorno ai 1400 milioni di dollari.

Per prevenire l’uragano Rita, fino alla scorsa settimana, erano state evacuate 109.000 persone, tra turisti, studenti e residenti nelle zone costiere a rischio inondazioni.

La protezione della popolazione e dell’economia è di competenza della Defensa Civil, dipendente dal Ministero delle forze armate, che attiva il sistema di prevenzione ogni qualvolta si intraveda la formazione di una depressione tropicale nell’area.

Le fasi che vengono stabilite – di informazione, allerta, emergenza e recupero – permettono di avviare una serie di misure.

Cuba fa parte di una rete per la gestione di questi rischi, istituita lo scorso giugno dai rappresentanti della Asociación de Estados del Caribe (AEC), per rafforzare le capacità nazionali e regionali nel mitigare i rischi di fronte a cataclismi naturali.

L’accordo è stato adottato nel cosiddetto Consenso dell’Avana, sottoscritto dai rappresentanti di AEC al termine di un seminario per le autorità nazionali su politiche, sistemi ed esperienze di gestione del rischio nei Caraibi.

La rete appartiene alla CRMI, il cui scopo è congiungere e rendere coerenti le diverse iniziative e i progetti già esistenti nella regione caraibica.(FINE/2005)