BONN, 19 maggio 2005 (IPS) – L’OCSE ha preso una decisione controversa la scorsa settimana, giudicando in termini favorevoli i prestiti per la costruzione di grandi dighe.
L’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE), un raggruppamento di 30 nazioni ricche, ha temporaneamente deciso di considerare i prestiti per progetti idroelettrici restituibili su 15 anni, al posto dell’attuale tetto di otto anni e mezzo.
L’OCSE al momento concede prestiti con rimborsi in 15 anni ai programmi per impianti nucleari, perciò la decisione presa metterebbe sullo stesso piano progetti idroelettrici e nucleari.
La disposizione provvisoria sarà sottoposta nei prossimi sei mesi alle discussioni dei funzionari dell’OCSE e di esperti in diversi campi. Le organizzazioni non governative (Ong) avvertono esperti e funzionari di tenere in particolare considerazione le raccomandazioni della Commissione mondiale sulle dighe (World Commission on Dams, WCD).
Non ci sono ancora elementi per capire fino a che punto i nuovi termini per la restituzione dei prestiti potranno significare più dighe, né dove.
Le Ong che sollecitavano termini più favorevoli per i finanziamenti ai progetti per l’energia rinnovabile sono rimaste sorprese dall’inclusione dei progetti idroelettrici nell’energia rinnovabile.
“Siamo preoccupati dei forti danni che potrebbero causare le dighe su larga scala”, ha detto all’IPS Bob Thomson, operatore della Campagna internazionale delle Ong sulle agenzie di credito all’esportazione (Campaign on Export Credit Agencies), a Parigi.
“Non siamo contrari alle dighe in assoluto”, ha detto Thomson. “Ma all’OCSE sono stati evasivi sulle dighe; dovevano dare una definizione degli standard”.
Non c’è stato nessun accordo sul fatto che verranno o meno presi in considerazione i criteri stabiliti dalla WCD, ha detto Thomson. “Molti paesi si sono rifiutati di avere a che fare con i criteri della WCD”. Perciò, l’OCSE ha deciso di lasciare fuori da ogni accordo qualsiasi accenno alla WCD.
“Le grandi dighe comportano gravi problemi ambientali e sociali, come lo sfratto coatto di 40-80 milioni di persone”, ha dichiarato Thomson. “Per di più, molti progetti idroelettrici, in particolare quelli situati in grandi bacini tropicali, emettono più gas-serra rispetto agli impianti termici. Favorire gli impianti idroelettrici nel tentativo di incoraggiare lo sviluppo di energie rinnovabili trasforma un’iniziativa positiva in un cavallo di Troia per i finanziamenti ai mega-progetti idroelettrici”.
Le Ong insistono sul fatto che la rivalutazione da parte dell’OCSE delle migliori prassi internazionali sulle dighe idroelettriche nei prossimi sei mesi, debba prevedere consultazioni con gli esperti e i governi che oggi stanno applicando le linee guida della WCD.
Sottolineano che i principali valori e le priorità strategiche della WCD sono stati ufficialmente sostenuti dalla Banca mondiale, da altre organizzazioni internazionali, dai governi, dalla principale associazione dell’industria idroelettrica, e dalla società civile.
Inoltre, l’Unione europea (Ue) ha stabilito che i crediti di carbonio dai progetti idroelettrici che superano i 20 megawatt possono rientrare nel Sistema commerciale europeo (European Trading System, ETS) solo se tali progetti rispettano i principi e le linee guida della WCD.
Le Ong non sono neanche riuscite a garantire l’appoggio dell’OCSE per una più elevata partecipazione locale nei progetti. L’Ue ha raccomandato all’OCSE di aumentare il massimo consentito di costi locali per il finanziamento all’esportazione, dal 15 al 30 per cento del valore del contratto di esportazione. Le Ong hanno chiesto il 50 per cento, ma si sono trovate di fronte la mossa dell’Ue.
“È solo un’altra forma di aiuti vincolati”, ha detto Thomson.
Una politica per la maggiore promozione della partecipazione locale “faciliterebbe il trasferimento di tecnologia e migliorerebbe l’impatto in termini di sviluppo dei finanziamenti delle ECA (agenzie di credito all’esportazione), permettendo all’OCSE di rispettare l’impegno preso per il raggiungimento degli Obiettivi di sviluppo del millennio (MDG)”, ha dichiarato il gruppo ECA Watch con sede a Parigi.
Secondo il gruppo, l’OCSE ha annunciato l’approvazione dei sussidi de facto per i grandi progetti idroelettrici.
L’Organizzazione internazionale dovrebbe prendere la decisione finale a dicembre.

