PECHINO/LONDRA, 15 aprile 2010 (IPS) – Il caratteristico taxi londinese, nero e arrotondato, è molto più di
un semplice taxi. E’ un’icona che appartiene all'immagine stessa
della città.

Un taxi inglese all’areoporto di Heathrow
Wikipedia commons
L’acquisizione cinese di quote di maggioranza nell’azienda inglese Manganese Bronze, produttrice dei taxi di Londra, mostra l’altra faccia della medaglia, quella dell'industria cinese che avanza e prevale, ora anche sul simbolo di Londra.
Geely, la casa automobilistica indipendente cinese, ha iniziato nel 2006 a produrre componenti per Manganese Bronze con un contratto di collaborazione; quattro anni dopo, il 17 marzo, ha annunciato l'intenzione di diventarne azionista di maggioranza.
E’ certo un effetto della globalizzazione se ora il taxi londinese verrà costruito in Cina e trasporterà passeggeri in ogni parte del mondo. Ma la globalizzazione “alla cinese” genera vantaggi quasi sempre solo per la Cina.
L’azienda ha fatto un passo coraggioso, anche se non ai livelli di un’altra acquisizione cinese avvenuta a marzo, quella della sofferente produzione di modelli Volvo, che la Ford ha ceduto per un miliardo e 800 milioni di dollari.
L’acquisto della società di taxi neri è una piccola operazione, ma con essa il fondatore della società Geely, Li Shufu, ha mandato un segnale importante. Li è una leggenda in Cina, la sua vita è stata raccontata mille volte. È’ un uomo che è partito dal nulla ed è diventato uno dei più ricchi affaristi cinesi. Viene dalle campagne della provincia di Zhejiang, da dove partì con l’ambizione di soddisfare i desideri di molta gente: poter acquistare un’auto a prezzi accessibili.
I modelli più economici della Geely si vendono in Cina a soli 40.000 RMB (5.670 dollari americani). “E 'economica, consuma poco, e ho pensato che fosse l'ideale come prima auto”, ha detto Feng Wencong, uno dei curatori del Salone della Mostra Nazionale di Pechino.
E’ qui che i modelli di punta saranno messi in mostra durante la fiera dell’auto di aprile. “Ma è la Geely l’auto che la gente comune vuole” ha dichiarato Feng.
Invece di vendere auto a buon mercato all'estero – come sta cercando di fare, per esempio, la società indiana Tata con le sue Nano – la Geely intende soddisfare la domanda interna sostituendosi ad alcuni marchi molto popolari e costruendo in Cina.
La società inizialmente ha seguito la strategia usata da Tata per le Nano, esportando auto di piccole dimensioni nei paesi in via di sviluppo. Ma nei tredici anni della sua esistenza le ambizioni di Geely e dei suoi amministratori sono cresciute così rapidamente che la società si è guadagnata la fama di azienda all’avanguardia nel settore dell’auto.
La Geely ha avuto l’intuizione, che poi si è dimostrata vincente, di copiare dai modelli stranieri. Li ora chiaramente vuole separarsi da quell’ immagine così poco lusinghiera e portare la sua società nel mercato mondiale.
Ma se il taxi nero è in parte un simbolo di tradizione, come si modificherà la sua immagine ora che è diventato una produzione cinese?
“L'accordo con la società cinese non ha scalfito l’immagine dei taxi londinesi”, ha detto a IPS un portavoce di Manganese Bronze. “Il taxi è'molto più che un marchio inglese. Stiamo cercando di vendere lo stile britannico all'estero, non di diminuirlo nel Regno Unito”.
Il classico taxi di Londra, il TX4 per essere precisi, sta cominciando a essere utilizzato anche all’estero – ce ne sono circa duecento in giro negli Stati Uniti, e un po’ di più a Cipro, in Sud Africa, in Israele e a Singapore. Ma sono più che altro il simbolo retrò dell’Inghilterra al di fuori dei suoi confini: è Londra la loro vera casa.
“Ci sono regole molto rigide per qualificare un vero taxi qui a Londra, e Manganese Bronze le rispetta”, dice la portavoce. Ora anche la Geely dovrà rispettare questi standard.
Molti hanno dei dubbi, alcuni scrivono sui siti web cinesi per appassionati di automobili: “Un carro funebre”, dice un visitatore di autohome.com.cn a proposito della Geely. “Geely è un servitore straniero”, ha detto un altro. “Il taxi nero non ha niente a che fare con l'estetica e il design cinese. E 'solo una questione di tempo prima che vada fuori produzione.”
Geely ha intenzione di spostare la maggior parte della produzione dallo stabilimento di Coventry (UK) in Cina. I più critici credono che Geely stia cercando di arrivare troppo in alto, ma Li ha chiaramente altri piani.
Per la Gran Bretagna, si tratta dell'ultimo duro colpo a quella che un tempo era una fiorente industria automobilistica. Dopo che l'azienda indiana Tata ha acquisito le storiche Jaguar e Land Rover nel 2008, Manganese Bronze, piccola com'è, era rimasta l’unica vera casa automobilistica britannica sul mercato.
E aveva bisogno di aiuto. Il produttore della vernice protettiva per l’interno dei taxi è fallita, creando un’interruzione del ciclo di produzione automobilistico inglese. La riduzione delle vendite lo scorso anno aveva già messo la società in difficoltà, con una perdita operativa di circa 10 milioni di dollari.
Il taxi di Manganese Bronze si trova ormai ad affrontare la concorrenza di Eco City, distribuita dal gruppo Mercedes Vito. Il TX4 possiede ancora l'80 per cento circa del mercato dei taxi di Londra. Geely vorrà tenerselo stretto, e per fare questo deve mantenere le vendite intorno almeno alle 2.000 unità ogni anno.
E’ più o meno come un francobollo cinese su una cartolina inglese: vedremo quanto dura.

