ECONOMIA: "Democratizzare la finanza"

ST.AUGUSTINE, Florida, 7 aprile 2009 (IPS) – La crisi finanziaria generata a Wall Street e dalla cultura del “too
big to fail”, troppo grandi per fallire, di finanzieri e banche
centrali globali, sta portando alla nascita di iniziative locali e a
nuove esigenze di decentralizzare e democratizzare la finanza.

Hazel Henderson, presidente di Ethical Markets Media e autrice di

Hazel Henderson, presidente di Ethical Markets Media e autrice di “Ethical Markets: Growing the Green Economy” (2006)
IPS/Ethical Markets Media

Mentre i tagli al bilancio portano al disfacimento delle reti di sicurezza nazionali, cresce la leadership locale, che offre diverse alternative creative alla comunità per alimentare economie “home-grown” più sane:

– Proliferano i “barter club” locali, organizzazioni commerciali di baratto, come Freecycle.com, Craigslist e LETS, così come i sistemi monetari complementari, come sempre accade quando i banchieri centrali e il Fondo monetario internazionale falliscono o finiscono per peggiorare la situazione. Tra quelli più efficaci, la moneta WIR in Svizzera, e i Berkshares negli Stati Uniti, in circolazione per un equivalente di 2 milioni di dollari Usa, e accettate da banche e imprese in Massachusetts. Analoghe forme di moneta complementare funzionano in Gran Bretagna, Canada, Australia, Argentina, Brasile e altri paesi.

– I progetti di prestito e di microfinanza people-to-people stanno vivendo un vero e proprio boom in molti paesi: la Women’s World Banking (WWB), o Banca mondiale delle donne, e la Grameen Bank in Bangladesh, oggi vengono emulate in diversi paesi, come Finca e Accion in America Latina, ma anche in nuove versioni on-line. Le cooperative di credito, attive da un secolo in Europa e in Nord America, oggi rispondono a nuovi bisogni locali, rivolgendosi alle persone più povere e introducendo servizi di prestito e di micro-finanza per le piccole imprese.

– Associazioni di piccole banche e imprese locali assumono un maggiore peso politico, così come le cooperative di credito. Negli Stati Uniti, chiedono un trattamento uguale nei fondi statali di salvataggio attualmente riversati sulle grandi banche i cui prestiti sconsiderati hanno scatenato l’attuale caos finanziario. Il capitale a rischio e il cosiddetto “filantrocapitalismo”, incarnati ad esempio dalla Rudolf Steiner Foundation, Acumen, e le fondazioni dei creatori di Ebay, Pierre Omidyar e Jeffrey Skoll, stanno investendo in imprese sociali che rispondono ai bisogni sociali ricavando profitti modesti. Questo capitale sociale oggi sta creando in molte economie un nuovo settore ibrido.

– La New Economics Foundation (NEF) in Gran Bretagna sta generando sia iniziative locali, come il movimento delle Transition Towns, le “città di transizione”, e il “New Deal verde” con indicatori alternativi per correggere il PIL, misurando benessere e sostenibilità ecologica. La proposta della NEF per salvare 11.500 uffici postali in Gran Bretagna aggiungendo nuove funzioni di local banking, è appoggiata da sindacati, piccole imprese, gruppi di interesse pubblico, e pensionati.

– La banca del tempo, nata da un’idea di Edgar Cahn negli Usa, oggi mette in contatto le popolazioni locali per condividere servizi in Giappone, Europa e altri paesi. I vicini possono entrare in contatto attraverso un “banchiere del tempo” locale, per fornire pasti o un aiuto alle persone disabili costrette a rimanere in casa, o per scambiare servizi di babysitting, per sorvegliare una proprietà, falciare l’erba, o per uno scambio di elettrodomestici in prestito. Anche l’attività del car-sharing, “l’auto in condivisione”, oggi ha portato alla creazione di diverse nuove imprese.

– La Cina ospita diverse iniziative locali di questo tipo, collegando piccole imprese in reti, come Baidu.com, Alibaba.com, o Qifang.com, che offre prestiti accessibili ai 25 milioni di studenti cinesi. Circle Pleasure, un’impresa privata che vende carte prepagate per i consumatori, ha formato una joint venture con Qifang per servizi bancari people-to-people, la prima impresa privata a ricevere una licenza bancaria dalla Banca centrale cinese. In diversi paesi dell’Africa, sono decollati i servizi bancari tramite telefono cellulare. I cellulari sono alla base delle “phone ladies” nei villaggi indiani e del Bangladesh, che noleggiano i loro cellulari ad altri villaggi, così che agricoltori e pescatori possono consultare i prezzi dei villaggi e dei mercati vicini per ottimizzare le vendite.

Fino a che punto la finanza people-to-people è in grado di bypassare le grandi banche ingorde, e i finanzieri di Wall Street privi di senso etico, o i loro alleati politici? In ampia misura, grazie a tutti gli strumenti della comunicazione oggi disponibili. L’utilizzo di questi strumenti di condivisione delle informazioni oggi aiuta la gente a capire nuovamente cosa è davvero il denaro: solo una forma di informazione. Oggi è possibile commerciare utilizzando il puro scambio di informazioni. Per esempio, nella Florida rurale, esistono programmi radio call-in, interattivi, dove, ad esempio, un agricoltore può proporre di scambiare l’uso del trattore con una certa quantità di semi. Analogamente, la crescita della vendita diretta degli agricoltori permette ai consumatori locali di comprare prodotti freschi direttamente dagli agricoltori di zona.

Perciò, come abbiamo potuto permettere alle grandi banche e alla finanza centralizzata di crescere a tal punto da diventare predatori delle economie reali che producono la ricchezza reale globale? Le popolazioni locali di tutto il mondo cominciano a capire che possono semplicemente bypassare le grandi banche e la borsa valori, e produrre gli stessi servizi a livello locale. Il vecchio settore finanziario gonfiato deve ridimensionarsi, tagliare i propri bonus e addossarsi le perdite prodotte dai giochi d’azzardo praticati nei loro casinò globali. Un settore di servizi finanziari davvero efficace non dovrebbe rappresentare più del 10 per cento del PIL nazionale. In Gran Bretagna e Stati Uniti, è cresciuto fino al 25 per cento del PIL, diffondendosi come metastasi grazie agli “ingegneri finanziari” che hanno saccheggiato l’economia reale. Adesso, gli studenti cercano lavoro come ingegneri reali, insegnanti, dottori e imprenditori reali.

In realtà, noi esseri umani non stiamo vivendo una crisi finanziaria, ma una crisi della percezione. Cominciamo a vedere il nostro mondo con occhi diversi rispetto a come i media del mainstream lo dipingono. Vediamo le nostre scelte con uno sguardo nuovo. Mentre guardiamo in TV le banche centrali stampare denaro, impariamo che la vera ricchezza non è il denaro: la vera ricchezza è generata dalla gente che produce, utilizzando le risorse della Terra in modo saggio. Il denaro è un utile mezzo di scambio, se gestito correttamente, a livello locale, nazionale, globale, o elettronico. Accaparrare denaro non è più una riserva affidabile di valore. Stiamo tutti riscoprendo le tante riserve di valore all’interno delle nostre stesse comunità. Troviamo la ricchezza al di là del denaro. Possiamo cambiare i nostri valori per i nuovi tempi in cui viviamo, e restituire all’“economia dell’amore” la sua centralità nella nostra vita.