ROMA, 14 maggio 2008 (IPS) – Alla sua quinta edizione, torna a Firenze Terra Futura, la mostra convegno internazionale delle buone pratiche di sostenibilità ambientale, economica e sociale, dal 23 al 25 maggio alla Fortezza da Basso.

Terra Futura
Energie rinnovabili, agricoltura biologica, raccolta differenziata e riciclo, tutela dell'ambiente, bioedilizia, finanza etica, commercio equo e responsabilità sociale di impresa, i temi dominanti. E poi pace, cooperazione, diritti umani.
Sfide che il tema di quest'anno raccoglie insieme, in un'unica risposta possibile: alleanze. Che sono diventate imprescindibili, per progettare un futuro sostenibile, come spiega Ugo Biggeri, presidente della Fondazione culturale Responsabilità Etica e tra i fondatori di 'Terra Futura'. “La globalizzazione, con la complessità che ha portato con se”, spiega Biggeri, “ha dimostrato che i grandi problemi non si possono affrontare separatamente: in un mondo fatto di interconnessioni sempre più fitte, la risposta alle grandi questioni globali viene dalle alleanze”.
Alleanze per l'agricoltura, i cambiamenti climatici, per la pace e i diritti umani, per la democrazia e la difesa dei beni comuni, da realizzare in una logica di rete. Tra associazioni, movimenti, sindacati, ong, enti locali, amministrazioni pubbliche, imprese, cooperative.
Seppure indispensabile, “la costruzione delle alleanze non può essere un processo forzato”, spiega ancora Biggeri. “L’accelerazione e l’aggravarsi delle crisi globali può dare un forte impulso, ma le alleanze si costruiscono in un ambiente predisposto favorevolmente ad esse, dove la disponibilità all’apertura della propria visione, la comprensione dell’interconnessione dei problemi, la necessità delle alleanze anche per affrontare efficacemente il proprio specifico obiettivo, possono consentire di superare i tanti particolarismi che rischiano di snaturare il movimento e di farci perdere la storica occasione che ci viene data qui ed ora – e non domani e altrove – per cambiare il corso autodistruttivo di uno sviluppo globale che assomiglia purtroppo ad una macchina che senza freni e senza autista ha imboccato una ripida discesa”.
A Firenze, per tre giorni, si discuterà di come invertire questa tendenza autodistruttiva, e costruire una società solidale, basata su un’economia civile, nel rispetto delle persone e dell’ambiente. Le buone prassi per un modello di sviluppo diverso.
Secondo Biggeri, “oggi molte realtà dell'associazionismo italiano hanno compreso l’interconnessione dei problemi sociali e ambientali, che era uno dei messaggi innovativi della rete e di personaggi, come Susan George, che oggi ripetono che da soli gli ecologisti non possono salvare l’ambiente, o i contadini l’agricoltura, oppure i sindacati l’industria e i diritti dei lavoratori, né i dipendenti pubblici i servizi, e così via”.
E lo spazio, quest'anno, sarà riservato ai protagonisti delle nuove alleanze, organizzazioni del no profit, imprese eticamente orientate, enti locali e istituzioni, ciascuno con la propria esperienza di 'condotta sostenibile'. Come i comuni italiani che si auto-alimentano con pannelli solari o pale eoliche, a dimostrazione del fatto che “un altro mondo non solo è possibile, ma già esiste, come ha sottolineato Giuseppe Gallo della Cisl, che di Terra Futura è partner.
“Terra Futura è la dimostrazione pratica che un domani sostenibile è già una realtà”, ha dichiarato Paolo Beni, presidente dell'Arci, nel corso della conferenza stampa, ospitata alla FAO dalla Millennium Campaign delle Nazioni Unite. “Una realtà che si può diffondere solo se si costruiscono alleanze serie e consapevoli, che devono partire dalle comunità locali e dall'incontro tra nord e sud del mondo, sperimentando buone pratiche dal basso”.
La presa di coscienza, individuale e collettiva delle interconnessioni fra le grandi sfide globali, non è più prorogabile. Ne è convinto Biggeri, che spiega come “non affrontare per tempo le crescenti problematiche ambientali e i loro effetti su una situazione sociale già difficile a livello mondiale, avrà un effetto negativo non solo sulla salute del pianeta ma sulla sicurezza dei cittadini in ogni parte del mondo”.
“L'ipotesi di forme di apartheid ambientale, già in atto ma sempre più crude, potranno causare conflitti pericolosi. Ovviamente questo scenario negativo non dipende solo dal fatto che si riesca o non si riesca a costruire alleanze nuove e significative tra imprese, cittadini, enti e istituzioni, ma anche dalla capacità di reazione dell'attuale sistema economico e politico”.
Da questo punto di vista, conclude Buggeri, “Terra Futura e' una palestra, un laboratorio in cui opera chi crede in una società capace di relazioni sociali, di equilibri ambientali, di un'economia equa e giusta. Chi crede nel dialogo e nell'incontro tra le differenze”.
Terra Futura è promossa e organizzata da Fondazione culturale responsabilità etica onlus per conto del sistema Banca Etica (Banca Etica, Consorzio Etimos, Etica SGR, Rivista ”Valori”) e Adescoop-Agenzia dell’Economia Sociale, e realizzata in partnership con Acli, Arci, Caritas italiana, Cisl, Fiera delle Utopie Concrete, Legambiente, in collaborazione con Regione Toscana, Provincia di Firenze, Comune di Firenze, Firenze Fiera SpA, e numerose altre realtà nazionali e internazionali.
La manifestazione, quest’anno alla sua quinta edizione, ha registrato negli anni un costante trend di crescita confermato anche dai numeri del 2007: 83 mila visitatori, 500 aree espositive, oltre 4 mila enti rappresentati, 190 appuntamenti culturali con mille relatori coinvolti, 100 fra momenti di animazione e laboratori di “buone pratiche”.

