BROOKLIN, Canada, 3 aprile 2008 (IPS) – Le nostre dita sono incollate al termostato globale, e lo spingono sempre più in alto, mentre la catastrofe climatica ha già iniziato a rimodellare l'umanità.
Siccità. Inondazioni. Ondate di calore. Tornado e uragani. Un tempo prodotti esclusivi delle forze naturali, oggi sono amplificati dalle massicce quantità di calore addizionale imprigionato dall’atmosfera a causa della combustione di combustibili fossili, è l’allarme degli scienziati.
Simili calamità non sono più lontane nel tempo e nello spazio. Negli ultimi vent’anni, decine di milioni di persone sono già state colpite da climi estremi, violenti, e innaturali.
Le emissioni annuali di diossido di carbonio (CO2) che trattiene calore, oggi sono tre volte più elevate rispetto agli anni ‘90. Se anche si potesse fare l’impossibile – interrompere adesso tutte le emissioni di CO2 – la media della temperatura globale continuerà a crescere dagli attuali 0,8 gradi C sopra i normali 1,6 – 1,8 gradi, dimostrano i dati. E la nuova temperatura media globale rimarrebbe più elevata rispetto alla temperatura normale per i successivi 500 anni, a causa del tempo che ci impiegherebbero gli oceani surriscaldati a raffreddarsi.
Per proteggere la Terra da un riscaldamento superiore a 2,0 gradi C, punto estremo potenzialmente catastrofico, le emissioni di diossido di carbonio dovrebbero essere completamente eliminate in pochissimo tempo, ribadiscono i ricercatori in un recente studio pubblicato a marzo dalla rivista Geophysical Research Letters.
Proprio come una padella, che rimarrebbe rovente e inizierebbe a raffreddarsi solo dopo aver spento i fornelli, il calore trattenuto dagli oceani manterrà caldo il clima anche se diminuisse l’effetto di riscaldamento dei gas serra. Aggiungendo altri gas serra, anche a un tasso inferiore rispetto a oggi, la situazione peggiorerebbe e gli effetti persisterebbero nei secoli, riferiscono allarmati gli scienziati.
Tuttavia, il tasso di utilizzo dei combustibili fossili sale vertiginosamente. Lo scorso autunno, l’Agenzia internazionale dell’energia (AIE) ha riferito l’attuale tendenza di crescita, legata ai nuovi impianti energetici di combustione del carbone, che porteranno la temperatura media globale fino a 3,0 gradi entro il 2030, con il rischio che salga fino a 6,0 gradi C nei successivi decenni.
”Cosa succederebbe se scoprissimo domani l’imminenza di una catastrofe climatica, nel caso in cui il nostro pianeta si riscaldasse ulteriormente? Per ridurre sufficientemente le emissioni ed evitare la catastrofe, dovremmo tagliare quasi a zero tutte le emissioni – e immediatamente”, ha dichiarato Ken Caldeira, ricercatore climatico alla Carnegie Institution della Stanford University, e co-autore del rapporto.
Tuttavia, non potremmo raggiungere lo zero in un anno, e la Terra si trasformerebbe in una gigantesca palla di fuoco.
Gli effetti del clima fanno accadere gli eventi molto velocemente, osserva Ted Scambos, ricercatore e scienziato al National Snow and Ice Data Centre di Boulder, in Colorado.
Dieci anni fa, l’Artico era un’enorme calotta ricoperta di ghiaccio e neve. In meno di un decennio, nei mesi estivi e autunnali diventerà un oceano torbido e aperto con frammenti bianchi di ghiaccio galleggiante.
In Antartica, a causa del riscaldamento globale, quest’inverno si è staccato un pezzo di ghiaccio dell’asse di Wilkins, grande 414 chilometri quadrati, riferiscono gli scienziati del British Antarctic Survey.
”Vedremo grandi cambiamenti in tutto il mondo. Questo mi fa paura”, ha detto Scambos all’IPS. “Il riscaldamento dei gas serra non si fermerà se non saremo noi a fermarlo”.
Con l'imponente cambiamento in atto verso una società globale che utilizzi i combustibili fossili in maniera drasticamente ridotta, le sfide tecnologiche non sono così difficili.
”Possiamo sviluppare e produrre turbine a vento, macchine elettriche, etc., e vivere bene senza offendere l’ambiente”, riferisce Caldeira.
La maggior parte dei passi richiesti, per esempio migliorare l’efficienza energetica, sono anche azioni intelligenti ed economicamente vantaggiose. Invece, gli enormi cambiamenti climatici costeranno miliardi di dollari, avverte Scambos. Bisognerebbe indurre a nuova consapevolezza dei costi reali nel consumo di gas e petrolio.
”Il futuro potrebbe essere migliore del presente, ma sono necessari subito alcuni passi che cambiano le abitudini con gli CO2, solo così non saremo costretti in seguito a correre ai ripari”, ha detto Caldeira.
La maggior parte dei governi rimangono fermi ai cancelli di partenza, indifferenti o incapaci di intraprendere quei primi passi. Nel 2007 le vendite negli Usa dei SUV, gli insaziabili sports utility vehicles sono salite, e più grandi sono i veicoli, meglio è. Ci sono motivazioni recondite per questo, come l’incertezza psicologica e le barriere istituzionali.
*Questo articolo è parte di una serie di analisi pubblicate dall'IPS sui cambiamenti di carattere psicologico e comportamentale necessari per tenere a freno le temperature globali.

