COMMERCIO-MALAWI: Nuovo slancio per l’industria del caffè

LILONGWE, 22 novembre 2007 (IPS) – I produttori di caffè del Malawi hanno proposto progetti innovativi per rimettere in moto l’inerte industria del caffè del paese, tra cui la commercializzazione di specialità di miscele uniche del Malawi.

Nonostante il boom del consumo di caffè in diversi mercati, il Malawi ha lottato negli ultimi anni per trovare dei compratori per il suo caffè di produzione locale. Su un volume totale di 2.500 tonnellate metriche prodotte lo scorso anno per il mercato internazionale, gli agricoltori locali sono riusciti ad esportarne solo 1.307.

C’è stata una tendenza al ribasso nella produzione del chicco di caffè del Malawi ogni anno sin dal 1991, quando il paese aveva raggiunto un picco di 7.720 tonnellate metriche di chicchi di caffè. I coltivatori di caffè hanno prodotto solo 3.703 tonnellate metriche nel 2001, scendendo a 2.500 tonnellate metriche nel 2006

L’Associazione del caffè del Malawi (CAMAL), un’organizzazione che rappresenta cooperative e grandi e piccoli agricoltori commerciali, attribuisce il progressivo declino nella produzione all’abbandono dell’industria da parte dei coltivatori, e alla riduzione degli ettari di terra destinati alle coltivazioni.

”Il caffè era in passato uno dei principali prodotti che contribuivano ai profitti dello scambio internazionale, ma adesso non è più così”, sostiene il direttore tecnico e commerciale di CAMAL, Peter Njikho. Attualmente, tra i principali prodotti dello scambio estero del Malawi vi sono il tabacco, il cotone e lo zucchero.

CAMAL vuole invertire la tendenza negativa cercando mercati di maggiore valore per il suo caffè. “Il Malawi deve cercare dei compratori invece di continuare a fare affidamento su uno o due acquirenti che comprano qui da sempre”, secondo Njikho.

I tradizionali compratori del paese sono Olanda, Regno Unito, Germania e Sud Africa. Ma quest’anno, il caffè del Malawi ha il potenziale per raggiungere altri mercati in Svizzera, Usa, Canada e Giappone.

CAMAL è riuscita ad attirare nuovi acquirenti da questi paesi. Una delle peculiarità del caffè del Malawi è che tende ad avere un gusto più morbido, e una minore acidità rispetto allo stesso prodotto africano.

Per promuovere una maggiore consapevolezza del mercato sulla qualità del caffè del Malawi, CAMAL ha unito le sue forze a quelle dell’Agenzia per lo sviluppo investimenti del Malawi (MIPA), del Growing Sustainable Business (GSB) del Programma Onu per lo sviluppo e dell’Agenzia Usa per lo sviluppo internazionale (USAID).

Secondo il broker della GSB Jan Willem van den Broek, i produttori di caffè sono sempre più consapevoli dell’alta qualità dei loro chicchi, e del loro potenziale di vendita sui mercati del caffè più esclusivi. “Dall’anno scorso, CAMAL ha adottato delle misure per trasformare il paese in una delle nazioni produttrici di caffè più specializzate nel mondo”, ha spiegato van den Broek.

Il Malawi, ha proseguito, ha sia il clima sia l’altitudine adatte per produrre un caffè di alta qualità, ma la maggior parte del caffè del paese viene esportato sotto forma di chicchi di caffè verde non lavorati.

Grazie a questa nuova iniziativa, CAMAL ha cominciato a dedicarsi alla lavorazione di miscele ed etichette locali proprie. Una di queste è il Caffè di Mzuzu, che viene prodotto nel Nord del paese dall’Unione cooperativa dei coltivatori di caffè di Mzuzu.

L’unione, che comprende 3.200 agricoltori piccoli proprietari, produce alcune tra le più alte qualità di caffè del Malawi.

“La cooperativa non si limita ad esportare chicchi di caffè, ma si occupa anche della tostatura e etichettatura del suo caffè di eccellenza col nome di “Caffè verde Malawi Mzuzu Special”. Nel 2005, il caffè tostato di Mzuzu ha vinto il primo concorso di caffè del paese, e da allora ha partecipato a numerosi concorsi internazionali”, ha segnalato van den Broek.

La maggiore visibilità sul mercato di CAMAL ha persino attirato esperti e compratori di caffè internazionali come David Roche del Coffee Quality Institute negli Usa, e di Craig Holt della Atlas Coffee Importers. Il Coffee Quality Institute è un’organizzazione no profit che lavora per migliorare la qualità del caffè nel mondo.

Roche e Holt hanno incontrato di recente i produttori di caffè del Malawi.

L’iniziativa di CAMAL punta a migliorare le esportazioni, e quindi lo scambio con l’estero, incrementando al tempo stesso i profitti dei produttori di caffè.

Come i produttori di altri paesi africani, i produttori del Malawi temono di dover fare i conti con barriere non tariffarie potenzialmente dannose imposte dall’Unione europea (Ue).

Secondo alcuni ambientalisti europei, trasportare prodotti da vendere in altri paesi per via aerea produce inquinamento, e perciò danneggia l’ambiente. Questo potrebbe vanificare gli sforzi del Malawi di aprire nuovi mercati per il suo prodotto.

CAMAL sta perciò lavorando anche a stretto contatto con altri nove paesi (Burundi, Etiopia, Kenya, Ruanda, Sud Africa, Tanzania, Uganda, Zambia e Zimbabwe) per poter commercializzare il caffè a livello globale nonostante le eventuali barriere poste dall’Ue.

I paesi africani stanno combattendo le sfide su un unico fronte attraverso l'organizzazione Eastern African Fine Coffees Association (EAFCA). In una recente visita, il direttore esecutivo di EAFCA, Philip Gitao, ha elogiato i produttori di caffè locali per il loro impegno a lavorare insieme.

Gitao ha partecipato al concorso “Test of Harvest”, volta ad incoraggiare i coltivatori a produrre un caffè in grado di competere sul mercato internazionale. Il vincitore del concorso ha ricevuto una piena sponsorizzazione per utilizzare i laboratori di Ginevra, Svizzera. L’unione cooperativa dei coltivatori di caffè di Mzuzu ha conquistato i primi due posti.