BUENOS AIRES, 24 agosto 2007 (IPS) – L’area occidentale della provincia argentina di La Pampa era una vera oasi 50 anni fa, con vegetazione naturale, raccolti floridi e bestiame abbondante. Tuttavia, la gestione arbitraria della corrente del fiume Atuel nella vicina provincia di Mendoza ha trasformato quelle che una volta erano paludi e fertili terreni agricoli in un deserto.

Asociación Alihuen
Asociación Alihuen
Il problema risale a molti anni fa, ma oggi un vasto gruppo di politici, accademici, imprenditori, agricoltori, ambientalisti e studenti di La Pampa, stanchi del tergiversare del governo provinciale di Mendoza, ha deciso di rivolgersi alla Corte Suprema.
“Il popolo di La Pampa chiede giustizia per l’Atuel”, è il tema di un’assemblea organizzata all’inizio di questo mese, i cui partecipanti hanno deciso di intraprendere una nuova battaglia in tribunale.
“Non vogliamo semplicemente registrare un’altra protesta; vogliamo fermare i danni, e chiediamo una risoluzione che costringa le parti a negoziare”, ha detto all’IPS Leandro Altolaguirre, della Associazione Alihuen.
Secondo gli ambientalisti di La Pampa, che confina a ovest con Mendoza e a est con la provincia di Buenos Aires, oggi si alternano periodi fino a otto mesi in cui manca completamente l’acqua nel letto del fiume Atuel di La Pampa, ad altri periodi in cui il fiume improvvisamente straripa. Questi cambiamenti radicali sono il risultato della gestione attuata da Mendoza sulle proprie dighe e impianti idroelettrici.
Fonti provenienti da Mendoza fanno sapere all’Associazione Alihuen che negli ultimi sette anni, i centri idrici di Los Nihuiles e Valle Grande, costruiti sul fiume Atuel in quella provincia, hanno accumulato acqua per generare elettricità tre ore al giorno, nelle ore di massima richiesta, quando il prezzo è più alto.
“È una questione seria, perché, con l’obiettivo di alzare il prezzo, viene manipolata una fonte energetica, causando ulteriori danni alla popolazione che vive lungo il fiume”, ha detto Altoalguirre. Le dighe, che in Argentina producono il due per cento dell’energia, sono controllate da società private che hanno ottenuto concessioni.
Il problema è molto antico. Il geografo Walter Cazenave dell’Università Nazionale di La Pampa ha detto all’IPS che in passato il fiume Atuel scorreva nella provincia attraverso “una sorta di delta interno con laghi e paludi”.
Il fiume Atuel emerge per 3.500 metri sul livello del mare dalle montagne delle Ande, è alimentato dai ghiacciai e attraversa diverse aree geografiche dalla sua sorgente a Mendoza fino alla distesa finale nelle pianure o pampas, dove in passato formava vaste paludi.
Le paludi ricoprivano 5.000 chilometri quadrati, ed erano descritte dai viaggiatori del XVII e XIX secolo come “le impenetrabili paludi dell’Atuel”.
Tuttavia, quest’area di enorme biodiversità si è trasformata in deserto, e diverse specie locali sono scomparse, come il giaguaro, il capibara (o maiale acquatico) e il lupo crinito, denuncia l’Associazione Alihuen.
“Le prime secche e interruzioni sono iniziate nel 1917”, ha detto Cazenave, raccontando la storia della lotta per l’acqua nella zona.
In seguito, la cattiva gestione del fiume e la successiva siccità hanno asciugato diverse diramazioni del fiume, e nel 1948, dopo la costruzione della diga di El Nihuil a Mendoza, il letto principale ha iniziato a seccarsi.
A quei tempi, La Pampa non era ancora una provincia, ma un territorio dipendente dal governo nazionale, il che rendeva più deboli le richieste degli abitanti dell’area, ha spiegato l’esperto.
La compagnia di stato che controllava la diga avrebbe dovuto distribuire l’acqua tre volte all’anno per soddisfare le esigenze della popolazione che viveva lungo il fiume, ma “ciò non è mai accaduto”, riferisce Cazenave.
Nel 1973, dopo che per 25 anni il letto del fiume era stato asciutto, l’Atuel ha iniziato nuovamente a scorrere nella provincia di La Pampa, non grazie alla generosità della provincia vicina, bensì a causa dei cambiamenti climatici, ma il flusso è comunque irregolare.
“Da allora si sono verificate interruzioni e inondazioni, eventi anomali che si manifestano senza alcun avviso, causando diversi problemi”, prosegue l’esperto.
La gestione arbitraria del fiume in un’area in cui le piogge sono scarse ha modificato l’ecosistema. Alcune specie si sono adattate, ma la maggior parte sono notevolmente ridotte o completamente scomparse dalla zona.
Il letto del fiume è stato delimitato con sponde sabbiose, e in quelle che un tempo erano paludi hanno iniziato a crescere foreste aride, mentre le lagune si sono trasformate in pantani salati.
La colonia agricola di Santa Isabel era stata fondata nel 1910, quando erano iniziate le coltivazioni nella zona, riferisce Cazenave. C’è stato un momento in cui il numero di pecore superava i due milioni, mentre oggi sono meno di 10.000.
La costruzione delle dighe alla sorgente del fiume e la derivante siccità hanno determinato lo spostamento di molti agricoltori verso le città.
70 agricoltori che vivono lungo l’Atuel e gli altri fiumi che si ramificano, colpiti dalle interruzioni e inondazioni irregolari, hanno chiesto all’Associazione Alihuen di rappresentarli presso la Corte Suprema “ per fermare la desertificazione, la salinizzazione dell’acqua del sottosuolo, la distruzione delle paludi, e la perdita della flora e fauna nella regione”.
Lo stesso governo della provincia di La Pampa, attraverso funzionari per l’acqua e per l’ambiente, è coinvolto in una causa legale. I politici presenti all’assemblea tenutasi all’inizio del mese hanno dichiarato che il Governatore Carlos Verna sostiene l’azione legale.
Tuttavia, secondo Cazenave, Mendoza non ha intenzione di rispondere alle richieste di azione.
Una decisione della Corte Suprema nel 1987 chiedeva a Mendoza di riconoscere l’acqua del fiume Atuel come proprietà di entrambe le province, esigendo l’accordo su un piano di gestione congiunto. Tuttavia, non è mai stata imposta l’applicazione della sentenza.
“Negli ultimi 12 mesi, Mendoza non ha nemmeno risposto alle richieste di La Pampa di riunire una commissione interprovinciale per discutere la questione”, ha aggiunto Cazenave.
“Con un pretesto qualunque, hanno ostinatamente rifiutato di cedere sul problema dell’acqua”, e non si accorderanno nemmeno sulle alternative per un utilizzo razionale del fiume, ha proseguito.
Secondo Cazenave, se il letto del fiume fosse stato riempito per essere reso impermeabile, si sarebbe recuperata l’acqua necessaria alla zona occidentale di La Pampa, e all’area sarebbe stata garantita tutto l’anno una quantità d’acqua costante, senza interferire sul consumo di Mendoza.
Purtroppo, nessuno ascolta la corrente, e la provincia porterà ancora una volta il suo caso di fronte alla Corte Suprema, come accadde 20 anni fa.

