SVILUPPO: I principali donatori riducono gli aiuti

PARIGI, 6 aprile 2006 (IPS) – Nel 2006 l'aiuto pubblico sviluppo (ODA) dei principali donatori del mondo è diminuito del 5,1 per cento rispetto al 2005, secondo quanto riferito dall’OCSE.

Con la riduzione delle operazioni previste nel 2007 per la cancellazione del debito, i paesi donatori dovrebbero cercare altre tipologie efficaci di aiuto allo sviluppo, se vogliono mantenere le loro promesse ai paesi poveri, così dichiara in un rapporto preliminare l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE), raggruppamento di 30 nazioni ricche.

La riduzione dell'ODA a 103,9 miliardi di dollari nel 2006 è stata annunciata dal Comitato di aiuto allo sviluppo (DAC) dell’OCSE. Nel 2005, le operazioni di cancellazione del debito per Iraq e Nigeria avevano portato artificialmente l'ODA al suo massimo livello con 106,6 miliardi di dollari. Secondo le regole dell’OCSE, i paesi possono includere tra gli aiuti allo sviluppo anche i debiti annullati. Nel 2006, i donatori hanno dedotto poco più di 3 miliardi di dollari per l’Iraq e circa 11 miliardi di dollari per la Nigeria.

Gli aiuti all’Africa sub-sahariana sono aumentati solo del 2 per cento, se si esclude la cancellazione del debito per la Nigeria. All’incontro del G8 tenutosi nel 2005 a Gleneagles, in Scozia, i leader delle economie più ricche del mondo e dell’Ue si sono impegnati a raddoppiare il loro aiuto all’Africa tra il 2004 e il 2010. Il G8 è il gruppo degli otto paesi più industrializzati (Stati Uniti, Canada, Gran Bretagna, Italia, Francia, Germania, Giappone e Russia).

Lo scorso anno, altre forme di aiuto sono diminuite dell’1,8 per cento.

”Il quadro generale è assolutamente statico, in un momento in cui si dovrebbe invece vedere un passo avanti”, ha dichiarato ad una recente conferenza stampa Richard Manning, presidente del DAC.

Secondo Manning, le cancellazioni del debito nel 2007, soprattutto per la Repubblica democratica del Congo e la Liberia, potrebbero non avere lo stesso impatto delle operazioni di cancellazione del 2005 e 2006.

”Se l’Ue e il G8 ce la faranno, dovranno sostituire tra gli ODA la cancellazione del debito con altri strumenti di aiuto significativi”, ha detto Manning. “I membri del DAC devono iniziare a investire subito per realizzare una progressione armonica fino al 2008 e al 2009”.

Nel 2006, l'ODA netto degli Stati Uniti è stato di 22,7 miliardi di dollari, con una riduzione del 20 per cento dovuta soprattutto al fatto che nel 2005 gli Stati Uniti hanno cancellato all’Iraq tutto il restante debito.

I 15 paesi della “vecchia” Ue hanno contribuito con 59 miliardi di dollari in aiuti. Questa somma rappresenta lo 0,43 per cento del Prodotto interno lordo (PIL) degli EU-15, superando l’obiettivo dello 0,39 per cento che l’Ue si era auto-imposta per il 2006 alla Conferenza Onu “Finanza per lo sviluppo”, tenutasi a Monterrey, in Messico, nel 2002.

Grecia, Italia, Portogallo e Spagna non sono riuscite a raggiungere l’obiettivo dello 0,33 per cento del PIL stabilito per i singoli paesi.

“I dati pubblicati dall'OCSE – ha affermato Silvia Francescon, coordinatrice italiana della Campagna del Millennio delle Nazioni Unite – sono molto preoccupanti. Sebbene con l'ultima finanziaria il governo italiano abbia aumentato gli aiuti alla cooperazione, questi sono pur sempre insufficienti per onorare gli impegni internazionali”.

L’aumento del 2,7 per cento degli aiuti dell'EU-15 è rappresentato per lo più da provvedimenti di cancellazione. A parte le operazioni sul debito, gli aiuti dell’Ue rappresentano solo lo 0,36 per cento di PIL, riferisce Manning.

CONCORD, confederazione europea di Ong per la cancellazione e lo sviluppo, sostiene che gli ODA dell’Ue sono stati gonfiati con 11 miliardi di euro (14,7 miliardi di dollari) di cancellazione del debito, le spese di istruzione per gli studenti stranieri in Europa (1,6 miliardi di dollari) e gli alloggi per i rifugiati in Europa (1,3 miliardi di dollari). Tutte queste spese in termini di risorse legate agli aiuti erano destinate ai paesi in via di sviluppo, ha denunciato CONCORD in una conferenza stampa.

Secondo la confederazione delle Ong, solo lo 0,3 per cento del PIL dell’Ue è stato speso in aiuti reali. La responsabilità maggiore per aver gonfiato le cifre relative agli aiuti nel 2006 va ad Austria e Francia (rispettivamente 57 e 52 per cento), seguite da Italia (44 per cento), Germania (35 per cento), Gran Bretagna (28 per cento) e Belgio (25 per cento), ha detto all’IPS Lucy Hayes, della rete europea di Ong Eurostep.

Manning ha detto ai giornalisti che, considerata la somma relativamente bassa prevista per la cancellazione del debito, discutere se includerla o meno nell’ODA non è più tra le priorità in agenda. “I paesi che hanno stabilito i loro obiettivi lo hanno fatto sulla base delle condizioni esistenti”, ha detto. “Sarà estremamente difficile cambiare ora quelle regole”.