FORUM SOCIALE MONDIALE: Partire dagli slum per arrivare a ‘un altro mondo’

NAIROBI, 22 GENNAIO 2007 (IPS) – Sono partiti dalla più grande baraccopoli della regione per marciare fino a Uhuru Park e ripetere insieme che “Un altro mondo è possibile”: si è aperto così, sabato, il settimo Forum Sociale Mondiale (FSM).

Il forum del 20-25 gennaio raccoglie migliaia di delegati da tutto il mondo, per portare “giustizia sociale, solidarietà internazionale, uguaglianza di genere, pace e difesa dell’ambiente” al centro dell’agenda mondiale.

Il FSM si svolge proprio mentre la società civile globale affronta le crescenti sfide della “Guerra al terrore”, le disuguaglianze economiche alimentate dalla globalizzazione, e gli appelli della società civile per una maggiore legittimità, trasparenza e affidabilità.

Un mare di partecipanti ha riempito l’Uhuru Park – indossando magliette colorate e decorate con slogan, e sventolando bandiere e cartelli – in una marcia contro la povertà iniziata alla baraccopoli di Kibera, circa sette chilometri a sud ovest di Nairobi.

Popolato da oltre 700.000 persone, questo slum è il più esteso dell’Africa orientale. I delegati si sono trovati qui, faccia a faccia con una povertà soffocante: fragili capanne di fango; un odore asfissiante di fognature a cielo aperto; niente acqua, strade o servizi di alcun genere.

Al parco, tutti i relatori hanno accusato gli stati ricchi di favorire, attraverso le loro politiche, la crescita della povertà per i paesi del Terzo Mondo.

”Sappiamo qual è il mondo che vogliamo – un mondo che non sia dominato, ma rispettato dall’Occidente; e un mondo dove non siano i debiti la conseguenza ultima di questa dominazione”, è l’accusa di Chico Whitaker, membro del Consiglio internazionale del FSM.

Ha dominato la discussione il problema dell'Hiv/Aids, che secondo i relatori rappresenta ancora oggi la sfida più importante dei paesi in via di sviluppo.

”Meglio la prevenzione che la cura”, ha dichiarato l’ex presidente dello Zambia, Kenneth Kaunda. “Dobbiamo ricordare i Centri per test volontario e consulenza (Voluntary Counselling and Testing)”. “Testare le condizioni di ognuno e parlarne apertamente servirà a ridurre il pregiudizio. Non devo raccontare quello che ho fatto”, ha detto Kaunda, che si era offerto volontario per il test nel 2002, dopo la morte di suo figlio a causa dell’Hiv/Aids.

Il FSM si svolge all'insegna dello slogan “Le lotte dei popoli, le alternative del popolo”.

Oduor Ong’wen, membro del comitato organizzativo ha riassunto così le aspettative del Forum per TerraViva: ”Ci aspettiamo che la gente decida di mettere in discussione il mondo di oggi così com’è, e che arrivi a creare delle alternative per costruirne uno migliore”.