WINDHOEK, 24 ottobre 2006 (IPS) – “Dio ha visto il mio lavoro e gli è piaciuto. Ma quando ha visto il mio stipendio, ha pianto”, è scritto su un poster stampato al computer e appeso nell’ufficio di Norbert Booi, nella scuola secondaria statale A. Shipena del quartiere più vecchio di Windhoek, Katutura.
Il poster dice chiaramente cosa passa per la testa dell’insegnante di inglese, alle prese con l’impaginazione del “Republikein”, uno dei tre quotidiani della Namibia.
”Serve un miracolo per fare lezione quando mancano gli strumenti fondamentali per l'insegnamento”, osserva, facendo riferimento alle difficili condizioni in cui si lavora.
Tuttavia, Booi è fortunato perché insegna nella capitale. La sua controparte, Martin Natangwe, professore di scienze dello Zambia espatriato nella regione Kavango lungo il confine settentrionale della Namibia, non lo è altrettanto.
La capanna che condivide con sua moglie e la figlia di quattro anni sembra venire dall’età del ferro – fatta di soli pali e cemento. La stessa scuola non ha acqua corrente né servizi igienici, libri di testo e materiale di cancelleria scarseggiano, e manca un laboratorio per le esercitazioni di scienze.
”È difficile fare lezione. Non c’è da stupirsi se la percentuale dei promossi al diploma finale è tanto bassa”, dice Natangwe.
La regione del Kavango è anche soggetta a inondazioni, e gli insegnanti devono prepararsi per far fronte alla stagione delle piogge. A parte l’assenteismo crescente, alcuni devono fare lezione sotto gli alberi e altri si contendono classi sommerse o fatiscenti, in strutture che non sono in grado di resistere a un simile clima.
Tuttavia, Natangwe non può andare via perché il suo contratto vieta agli stranieri di cambiare lavoro.
Pasilius Haingura, segretario generale di un’associazione di educatori, la National Association of Namibian Teachers' Unions (NANTU), conferma che molti dei 20.000 docenti del paese vogliono abbandonare quella professione.
Pur riconoscendo che in Namibia gli insegnanti sono meglio retribuiti rispetto ad altri impiegati statali, secondo Haingura, date le condizioni in cui operano non hanno altra speranza che cercare un altro impiego. Sono pochi gli incentivi per trattenere i docenti qualificati.
”Gli insegnanti non solo stanno lasciando gli istituti statali per le scuole private, ma anche per essere assunti da compagnie parastatali e private”, ha proseguito. “Le condizioni di lavoro sono tragiche”. I docenti ricevono sussidi per alloggio e trasporti, ma non bastano per compensare.
Devono vedersela anche con classi sovraffollate. “Nella maggior parte delle scuole statali, alcuni dei docenti sono privi di risorse e hanno classi con 50 studenti, 15 in più rispetto al numero previsto a livello mondiale”, dice Haingura.
Secondo NANTU, ogni anno circa 2.000 insegnanti che operano nel pubblico lasciano il sistema, ma nei licei e all’università sono consentite solo 1.200 sostituzioni annuali.
Il governo della Namibia riconosce che non tutto funziona nel campo dell’istruzione. Il vice primo ministro Libertina Amathila ha recentemente manifestato i timori del governo circa gli insegnanti qualificati, che lasciano la professione per cercare situazioni migliori.
A marzo il settore dell’istruzione ha ricevuto la fetta più grossa – circa 52 milioni di dollari Usa – del budget nazionale 2006-07 di quasi due miliardi di dollari Usa. Tuttavia, il denaro è ancora insufficiente per soddisfare tutte le richieste.
In tutto, il 90 per cento dei soldi riservati all’istruzione va agli stipendi, lasciando pochissimo per edifici, materiale e attrezzature. Il corpo docente qualificato è dunque scarso e mal distribuito, e il numero delle classi è insufficiente rispetto alla quantità crescente di studenti. Spesso, alunni impreparati vengono promossi alle classi successive.
La Namibia ha adottato una politica per promuovere automaticamente gli studenti fino alla nona classe, e anche dalla decima all’undicesima, dato che nelle scuole manca lo spazio per i ripetenti.
Quest’anno, vista la percentuale minima di studenti che hanno superato l’esame finale, in Namibia è richiesta a gran voce una riforma del settore dell’istruzione. Su 13.850 studenti che nel 2005 hanno frequentato l’ultimo anno della scuola superiore, solo 2.840 sono stati ammessi all’Università o al Politecnico.
L’università e il politecnico, che rilascia anche il diploma, sono costretti ad ammettere studenti che non sanno nemmeno parlare o scrivere in inglese.
Dallo scorso anno, il governo ha iniziato a studiare nuove strade per ridare vita al settore dell’istruzione, evidenziando la necessità di selezionare insegnanti qualificati di scienze e inglese.
Con il nuovo Education and Training Sector Improvement Programme (ETSIP), si spera di “dare ai cittadini un’istruzione superiore di buona qualità, per creare gente in grado di applicare le scienze e di usare l’informazione, e dar loro gli strumenti per guadagnare di più”, ha detto il ministro dell’educazione Nangoloh Mbumba.
L’iniziativa sottolinea la necessità di alzare la qualità dell'insegnamento e lo sviluppo delle capacità scientifiche che il mercato del lavoro richiede.
Haingura di NANTU non è soddisfatto del programma. “La nostra preoccupazione è che le risorse non siano sufficienti per invogliare gli insegnanti”, ha detto.
Ha qualche dubbio che lo stato riesca a finanziare l’ETSIP. Il governo pensa di stanziare circa 322 milioni di dollari Usa nei prossimi cinque anni per finanziare il progetto.
Secondo Toivo Mvula, funzionario addetto alla stampa e all’informazione del Ministero dell’Educazione, “il problema è che i nostri licei sono insufficienti per produrre un numero adeguato di docenti”.
Ha raccontato all’IPS che, come parte dell’ETSIP, il governo manda insegnanti nello Zimbabwe e a Cuba per specializzarsi in inglese, matematica e scienze.
A Windhoek sono state costruite cinque scuole nuove e qualche altra è stata rimodernata per compensare la mancanza di aule riscontrata all’inizio di quest’anno.

