ROMA, 6 Luglio 2006 (IPS) – Il giornalista iracheno Alaa Hassan, che lavorava per l’agenzia di stampa internazionale IPS (Inter Press Service), è stato assassinato a Baghdad.
Hassan è stato ucciso il 28 giugno da uomini armati mentre guidava per andare a lavoro. Pare che non fosse un obiettivo, ma che si trovasse al momento sbagliato nel posto sbagliato, a riprova dell’insensata violenza che sta investendo l’Iraq dall’inizio dell’invasione guidata dagli Usa nel marzo 2003.
Hassan era uno dei corrispondenti IPS in Iraq. Con il collega Aaron Glantz, riportava la crescente violenza e le divisioni settarie che stanno divorando Bassora, nel sud dell’Iraq; le storie non raccontate di Haditha, colpita lo scorso anno dai raid dall’esercito Usa; e le reazioni locali all’uccisione di Abu Musab al-Zarqawi, il giordano leader di al-Qaeda in Iraq.
Originario di Babilonia, nell’Iraq centrale, Hassan viveva a Baghdad, dove lascia la moglie sposata da poco, e incinta del loro primo figlio.
Secondo la Federazione internazionale dei giornalisti (IFJ), la morte di Alaa Hassan porta a 131 il numero totale di giornalisti e lavoratori dell’informazione uccisi in Iraq dall’inizio della guerra condotta dagli Usa.
”La morte di un altro giornalista iracheno ci riempie di dolore e di rabbia”, ha dichiarato il segretario generale della IFJ, Aidan White.
La IFJ chiede al governo iracheno di “agire velocemente per consegnare gli assassini alla giustizia”.

