HONG KONG, 23 dicembre 2005 (IPS) – Dietro le quinte della bozza finale di dichiarazione della conferenza ministeriale dell’Organizzazione mondiale del commercio (OMC/WTO) ci sono i TRIP, o diritti di proprietà intellettuale nel commercio (trade-related intellectual property rights). Nascosti tra le righe del linguaggio tecnico, ci sono diverse clausole e provvedimenti vincolanti che potrebbero avere – come denunciano molti attivisti – effetti devastanti sulla vita delle persone, negando l’accesso alle risorse fondamentali.
Il ministro indiano per il commercio Kamal Nath ha pronunciato una forte dichiarazione ufficiale, chiedendo all’incontro ministeriale di “spianare la strada al lancio di seri negoziati sui temi riguardanti la relazione tra i TRIP e la Convenzione sulla diversità biologica”.
“Ci stiamo battendo contro un muro di ostinazione in una manciata di paesi sviluppati”, ha aggiunto, il giorno prima che fosse presentata la dichiarazione finale dell’incontro, durato cinque giorni.
“Il riconoscimento dei diritti alle risorse biologiche e alle conoscenze tradizionali, in quanto opposti ai diritti di proprietà intellettuale privata, è senza dubbio una questione che riguarda lo sviluppo”, ha detto.
Nella bozza finale è praticamente scomparso ogni riferimento alla Convenzione sulla diversità biologica, lasciando indefinito lo status di biodiversità, conoscenza tradizionale, ed espressioni culturali.
Ma il paragrafo sui problemi della salute pubblica è forse l’esempio concreto più immediato almeno per mantenere una sufficiente flessibilit per l’interesse pubblico con l’accordo dei TRIP.
Il rappresentante per il commercio Usa Rob Portman ha annunciato che il suo paese aveva “formalmente accettato un emendamento all’accordo della OMC sui TRIP… un passo importante nello sforzo globale per offrire il migliore accesso ai farmaci salvavita”.
L’emendamento è stato concordato il 6 dicembre, una settimana prima dell’inizio dei colloqui sul commercio a Hong Kong, in modo da alleviare le difficoltà che i paesi con “capacità manifatturiere insufficienti o assenti nel settore farmaceutico avrebbero affrontato per un uso efficace della licenza obbligatoria”.
Un esonero temporaneo approvato il 30 agosto 2003, che permetteva esportazioni e importazioni di farmaci fabbricati con licenza obbligatoria, è stata resa permanente (anche se la deroga rimarrà in vigore finché l’emendamento non sarà approvato).
Nonostante gli Stati Uniti e il direttore generale della OMC Pascal Lamy, come anche Harvey Bale, direttore della Federazione internazionale dei fabbricanti farmaceutici, lo abbiano definito un successo che dimostrava come la OMC stesse contribuendo agli obiettivi umanitari e di sviluppo, molti esperti di salute pubblica e importanti organizzazioni non governative (Ong), compresi i vincitori del Nobel Médicins sans Frontières, erano di diverso parere.
Mentre milioni di persone muoiono di malattie tropicali o prevenibili, di Hiv/Aids in aumento e sono a rischio di una pandemia di influenza aviaria, “la recente decisione del Consiglio generale della OMC di approvare un emendamento difettoso e altamente criticato ai TRIP sulle esportazioni dei farmaci generici dimostra che la OMC sta ignorando i pareri di esperti competenti nel settore della salute pubblica e della proprietà intellettuale”, ha dichiarato Richard Lloyd, capo della Consumers International con sede in Gran Bretagna.
L’ente per il commercio di 149 membri si sta “piegando alle pressioni delle grandi imprese farmaceutiche, che hanno sostenuto il cambiamento”, ha detto.
“La direzione delle politiche sulla proprietà intellettuale all’interno della OMC avrà ripercussioni catastrofiche sulla salute umana in tutto il pianeta”, ha aggiunto Lloyd.
La deroga consente le esportazioni di prodotti farmaceutici nei paesi in via di sviluppo con gravi problemi di salute pubblica ma che non possono produrre farmaci per sé. Molti dei provvedimenti di deroga intendono impedire che i farmaci generici importati in quei paesi vengano reimmessi sui mercati dei paesi ricchi, dove farebbero concorrenza ai farmaci delle etichette originarie.
Secondo le parole del rappresentante Usa per il commercio: “Per assicurare che il regime serva ai propri scopi umanitari, l’emendamento contiene forti precauzioni per assicurare che i farmaci vengano consegnati alla popolazione povera che ne ha bisogno, e non deviati verso altri mercati”.
Ma i requisiti di idoneità, notifica e controllo del sistema erano talmente complessi che non un solo paese ha comunicato l’intenzione di farne uso come importatore negli ultimi due anni.
Secondo la European AIDS treatment group, una Ong tedesca, “l’emendamento va contro la priorità della salute sul commercio, un principio approvato all’unanimità a Doha (alla conferenza ministeriale del 2001) dalla stessa OMC”.
“I TRIP sono stati introdotti contro la volontà dei paesi in via di sviluppo, dietro le pressioni delle imprese multinazionali negli Usa e in Giappone”, ha detto all’IPS Sanya Reid Smith, della Third World Network.
“Adesso sono in vigore. Ma i TRIP non erano abbastanza per loro, così adesso fanno pressioni per i TRIP plus, che comportano una protezione intellettuale ancora più forte”, ha detto l’attivista.
I TRIP plus sono stati attuati con accordi bilaterali sul libero scambio, in cui paesi come gli Stati Uniti richiedono di avere standard più alti di tutela della proprietà intellettuale da parte dei paesi partner, in linea con gli standard Usa.
“L’obbligo di brevettare tutti i prodotti e i processi”, ha proseguito Reid Smith, “avrà un forte impatto sull’accesso della società a medicine, cibo e conoscenza abbordabili. Prima dei TRIP, le leggi internazionali sui brevetti, soprattutto nei paesi in via di sviluppo, non consentivano di brevettare cibo e farmaci e altri prodotti essenziali”.
Se i TRIP plus venissero integrati nei TRIP, la situazione cambierebbe drasticamente.
“Siamo arrivati a un punto”, ha detto Reid Smith, “per cui anche se un paese si attiene alla lettera ai TRIP, segue tutto ciò che ci si aspetta che segua, ma viola lo spirito dell’accordo… cioè, se ad esempio gli Usa si aspettano di ottenere da lui un risarcimento maggiore, puo’ venire citato in giudizio”, e poi deve affrontare sanzioni commerciali sulle sue esportazioni più valide.
Molti membri della OMC si sono espressi contro questo provvedimento, e chiedono che il meccanismo di risoluzione delle dispute dell’organizzazione sia trasparente, prevedibile e imparziale.
Secondo gli attivisti per la giustizia nel commercio, Ii semplice fatto che un membro abbia la possibilità di presentare una rimostranza, anche se l’altro membro adempie pienamente agli accordi della OMC, reintroduce lo squilibrio di potere che c’è con gli accordi bilaterali, che un accordo multilaterale con la OMC dovrebbe poter superare.
C’è stata una moratoria sul provvedimento, messa tra parentesi nella bozza di dichiarazione finale dell’incontro ministeriale di Hong Kong.
I requisiti dei TRIP rendono molto difficile ai governi ottenere medicine, anche in situazioni di emergenza come un’epidemia.
Una possibile pandemia di influenza aviaria è un chiaro caso di minaccia emergente globale per la salute e la vita umana, che sarebbero colpite dal regime ancora più rigido di diritti di proprietà intellettuale, proposti (ma non ancora approvati) nell’attuale round di colloqui sul commercio.
Hoffmann-La Roche (Roche), l’impresa farmaceutica svizzera che produce Tamiflu, il farmaco antivirale raccomandato contro l’influenza aviaria, ha ottenuto la licenza per la commercializzazione internazionale negli Stati Uniti.
Sono molto richieste le scorte di Tamiflu, e Roche è in arretrato per gli anni a venire. Le autorità sanitarie mondiali, tra cui l’Organizzazione mondiale della salute (OMS), sollecitano Roche perché conceda la licenza per produrre il farmaco ad altre imprese.
Ma l’impresa resiste, affermando che il processo di fabbricazione del farmaco richiede un anno, che ai nuovi produttori richiederebbe tre anni per completarlo, e che l‘ingrediente principale ha scorte limitate.
Secondo gli attivisti per la salute, Tamiflu è una sorta di versione aggiornata di un’antica cura cinese per la tosse e l’influenza. Il frutto dell’albero dell’anice stellato è il punto di partenza nella fabbricazione di questo farmaco “moderno”. I medici tradizionali cinesi hanno usato il tè di questa spezia dal sapore di liquirizia per curare i problemi respiratori per centinaia, se non migliaia, di anni.(FINE/2005)

