SVILUPPO: Cosa è utile a una utile informazione alternativa?

HELSINKI, 13 settembre 2005 (IPS) – Il mondo ha bisogno di media alternativi, e media alternativi significano credibilità, è stata la dichiarazione degli esperti durante un incontro sulla comunicazione in apertura della Conferenza di Helsinki. L'informazione alternativa viene da molti riconosciuta sempre più come una forza crescente.

Anuradha Mittal, direttrice esecutiva dell'Oakland Institute negli Stati Uniti, durante una tavola rotonda organizzata dall'IPS, ha dichiarato che questo tipo di informazione si sarebbe già dovuta estendere a un maggior numero di persone in molte parti del mondo. Per media alternativi, in genere si intendono blogger (individui o piccoli gruppi che pubblicano le loro opinioni in rete) e avventurieri con videocamera portatile.

La discussione su comunicazione, media e cittadini ha messo insieme blogger e registi indipendenti in rappresentanza dei cosiddetti media alternativi, e giornalisti dei media tradizionali, come la BBC.

Di solito, ha dichiarato Mittal, i media alternativi non sono ritenuti capaci di competere con emittenti del tipo della BBC, tuttavia, hanno dimostrato la loro forza in diverse occasioni, come per la raccolta di prove su videocamere portatili personali per testimoniare la brutalità della polizia al G8 di Genova, o attraverso proteste coordinate su siti web, o ancora con telefoni cellulari alla convention del Partito repubblicano negli Stati Uniti. “Un africano dice che finché i leoni non potranno raccontare le loro storie, i racconti di caccia onoreranno sempre il cacciatore”, assicura Mittal, ammettendo che vi è tuttavia “un reale bisogno di buon giornalismo” in questo coraggioso nuovo mondo della comunicazione.

Secondo Nick Fraser, della BBC, i media alternativi non sono la soluzione. “Negli anni '70 si credeva fosse possibile creare un contrappeso alla supremazia giornalistica del nord del mondo”, ha dichiarato. “Tuttavia, la vita è troppo corta per riuscire in quest'impresa, piuttosto, ci dovremmo concentrare per realizzare programmi che possano essere mostrati in tutto il mondo”.

Fraser ha attualmente commissionato dieci film sulla democrazia a diversi paesi. I primi sono stati già richiesti a Cina e America Latina.

Internet potrebbe offrire un ampio spazio di informazione libera, ma la maggior parte delle sue notizie non sono affidabili, ha proseguito Fraser. “Nell'era dell'informazione, molti falliscono a un livello base. Abbiamo bisogno di media credibili”.

Alcuni hanno concordato sulla questione che media veritieri sono necessari quanto le emittenti d'informazione come la BBC, e che il mondo dovrebbe tenere presente la BBC per dare una voce credibile a chi è senza voce.

Al-Jazeera, agenzia di notizie con sede nel Qatar, era nata come mezzo di opinione del mondo arabo alternativo all'informazione internazionale, ma oggi è tra le emittenti più influenti. “In Medio Oriente, non si racconta nulla senza far riferimento ad Al-Jazeera”, ha spiegato Alejandro Kirk dell'IPS. “Loro hanno le notizie in esclusiva, e quando hai un'esclusiva, guadagni visibilità e credibilità”.

Alcuni rappresentanti dei media alternativi hanno riconosciuto che la parte difficile era trovare il pubblico per le loro opere. Il regista Naeem Mohaiemen, il cui documentario “Disappeared in America” indaga la detenzione di immigrati musulmani dopo l'11 settembre, si è detto insoddisfatto del pubblico che è riuscito a raccogliere con la proiezione a un festival del cinema e la programmazione su qualche televisione locale.

Mohaiemen ha anche allestito un'esposizione al museo d'arte di Queens, a New York, con fotografie sul tema del film. “Alcuni erano disgustati, ma molti si sono fermati; è questo ciò che volevamo”, ha dichiarato. Tuttavia, la quantità di spettatori è rimasta molto limitata. Il regista indipendente Andre Vltchek ha detto di aver avuto difficoltà analoghe per trovare un pubblico al suo documentario sull'Indonesia, che guarda con occhi critici la politica statunitense in quel paese.

“Il film ha aperto il Festival del cinema indipendente a New York nel 2004”, ha raccontato. “La risposta della critica è stata estremamente positiva, ma non siamo stati capaci di convincere le reti televisive a distribuire il film. È difficile, quando un film è critico nei confronti della politica estera degli Stati Uniti”.

Secondo Fraser, potrebbe non essere necessariamente questo il problema. “Penso che oggi sarebbe più difficile produrre un film dal titolo 'Amo George Bush'”.

La questione della comunicazione è stata sollevata in apertura della conferenza di Helsinki, organizzata dal governo finlandese in cooperazione con la Tanzania.

Più di 600 rappresentanti di organizzazioni non governative (Ong) in 70 paesi si sono riuniti per partecipare alla conferenza di tre giorni a Helsinki del 2005, intitolata “Mobilitare la volontà politica”, puntata a cercare delle strade per realizzare una globalizzazione più inclusiva e più giusta. Erano presenti anche funzionari di diversi paesi per dare un seguito alle raccomandazioni delle Ong.