KARACHI, Pakistan, 17 aprile 2005 (IPS) – Con meraviglia dei suoi colleghi uomini, un giorno, Ayesha Solangi, consigliera locale, ha deciso di imparare a leggere e scrivere, e si è iscritta a un programma di alfabetizzazione per adulti coordinato da un’organizzazione non governativa nella sua cittadina di Sanghar, una zona a circa 250 chilometri dalla città portuale di Karachi, nel sud del Pakistan.
“Dal giorno in cui ho imparato a scrivere il mio nome, ho iniziato a firmare tutti i documenti ufficiali anziché timbrarli con la mia impronta”, ha raccontato entusiasta all’IPS.
Ma i suoi colleghi uomini non sono così contenti.
“L’istruzione mi ha trasmesso una fiducia nuova, che prima mi mancava, e che in un certo senso li ha irritati”, ha detto Ayesha.
La Sindh Agricultural and Forestry Workers Coordinating Organisation (Safwco), una Ong, e il Servizio di soccorso cattolico hanno avviato un programma di alfabetizzazione per adulti di otto mesi, per dare alle donne le nozioni base di lettura, scrittura e calcolo aritmetico, realizzando, ad oggi, 10 centri di alfabetizzazione per 400 donne.
In un paese dove, secondo i dati Onu, il tasso di alfabetizzazione delle donne adulte è appena del 28 per cento, questi centri sono una benedizione.
Ummat, 30 anni, è madre di quattro figli nel vasto deserto di Aachro Thar, nel Sind, a 334 chilometri da Karachi, ma a soli 50 chilometri dalla più vicina città indiana di confine, dove vivono i suoi parenti.
Sta aspettando il giorno in cui potrà comunicare con loro.
“La prima cosa che voglio fare è scrivere una lettera ai miei parenti che vivono in India”, ha detto, sottolineando con passione la sua vicinanza a persone che non ha mai incontrato.
Ummat è tra le 125 donne iscritte nei cinque centri di alfabetizzazione per adulti aperti di recente nell’area del deserto.
Suo marito le ha permesso di iscriversi solo a condizione che non avrebbe trascurato le faccende domestiche, i bambini e il bestiame.
“Avreste dovuto vederla al suo primo giorno”, ha detto il marito di Ummat, anche lui analfabeta e oramai senza alcuna motivazione ad imparare. “Tremava d’eccitazione e rifiutava di portare i suoi libri temendo che i parenti potessero vederla e prenderla in giro. Nostro figlio l’ha accompagnata”.
“Ora non solo sa scrivere il suo nome, ma aiuta nostro figlio a fare i compiti. Sono davvero molto orgoglioso di lei”, ha dichiarato, guardando fiero la moglie e rendendo merito alla sua fatica.
Ummat ha anche notato in sé una differenza.
“Ero estremamente timida”, ha detto con franchezza. La fiducia che ho guadagnato in questi pochi mesi, è veramente grande”, ha aggiunto, sorridendo felice.
“Sarebbe stato difficile anche parlare con voi”, ha detto all’IPS.
Ma non è tutto. Ummat ha imparato anche altre cose, soprattutto su questioni di igiene personale.
“Faccio il bagno ai miei bambini ogni giorno, mi ricordo di tagliare loro le unghie, lavo le mie mani e le loro prima di mangiare”, ha dichiarato. La sua preoccupazione più recente è stata quella di persuadere il marito a costruire un bagno per la famiglia.
Sughra Khatoon, invece, non ha la fortuna di avere il supporto del marito, come Ummat.
“La prima volta che sono tornata a casa, tutta eccitata, e gli ho mostrato che ero finalmente capace di scrivere il mio nome, lui non voleva essere disturbato; non gli piaceva essere svegliato mentre riposava. Poi ha stretto le spalle e si è girato dall’altra parte”, ha raccontato, con un’espressione delusa del viso.
Nonostante ciò, Sughra sembra in grado di motivarsi da sé. Imparare a leggere e scrivere l’ha portata a desiderare di studiare il corano.
Ogni sera frequenta classi di corano a casa dell’insegnante del villaggio. “Il mio obiettivo è poter capire che cosa è scritto nel Santo Corano. So leggere l’arabo, ma non capisco il significato”.
Suresh Kumar, direttore del programma d’istruzione alla Safwco, ha ammesso che quando hanno istituito i centri di alfabetizzazione per adulti, c’era una forte resistenza maschile nelle comunità.
Kumar ha usato la gentile arte della persuasione per dissipare i timori degli uomini secondo cui le donne li avrebbero presto superati.
“Abbiamo spiegato agli uomini e ai più anziani del villaggio che, se le donne avessero imparato a leggere e scrivere, sarebbero diventate mogli migliori, più capaci”, ha dichiarato in un’intervista.
“Alla fine gli uomini si sono convinti che ciò avrebbe facilitato la conduzione della famiglia e le donne sarebbero state in grado anche di fare i conti. Quando hanno capito che ciò non avrebbe intaccato il loro ego maschile, sono diventati più aperti all’idea”, ha aggiunto Kumar.
Tuttavia, ci sono state difficoltà iniziali per la realizzazione dei centri di alfabetizzazione per adulti nel territorio.
“Una considerazione importante per l’approvazione degli uomini era che le insegnanti fossero donne e appartenessero ai loro villaggi“, ha dichiarato Kumar. “È molto difficile riuscire ad istruire le donne locali. Nell’area di Aachro Thar, abbiamo dovuto correggere la nostra politica di assunzione femminile, perché in questi villaggi non c’erano donne istruite”.

