PENA DI MORTE: L’Onu approva la moratoria ‘simbolica’

NAZIONI UNITE, 19 dicembre 2007 (IPS) – La giornata di martedì ha registrato un’altra vittoria per il movimento globale contro la pena di morte. Com'era successo a novembre per la Terza Commissione dell’Onu, anche l’Assemblea Generale ha adottato la risoluzione non vincolante per una moratoria sulla pena capitale.

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Centoquattro paesi hanno votato in favore della bozza di risoluzione, 54 hanno votato contro e in 29 si sono astenuti.

Yvonne Terlingen, rappresentante di Amnesty International alle Nazioni Unite, ha descritto il voto come un “passo storico”.

”Ci aspettavamo questo risultato, perché la Terza Commissione aveva già votato largamente a favore. I paesi raramente cambiano il loro voto tra la Terza Commissione e la plenaria, ma il risultato è stato anche migliore rispetto alla Terza Commissione”, ha riferito Terlingen all’IPS.

In una dichiarazione, Sergio D'Elia, segretario generale di Nessuno tocchi Caino, ha riferito: “Dopo 15 anni di campagne, l’approvazione della moratoria sulla pena di morte da parte dell’Assemblea Generale rappresenta un risultato storico e, crediamo, l’inizio della fine dell’’omicidio di stato’”.

”Con questa risoluzione, le Nazioni Unite, per la prima volta, dichiarano che la pena capitale è una questione di diritti umani e il suo graduale ritiro rappresenta un importante progresso per il mondo in questo campo”, ha proseguito.

Prima che il presidente dell’Assemblea Generale Srgjan Kerim chiamasse a votare gli stati membri dell’Onu, i rappresentanti di Antigua e Barbuda, Barbados, Nigeria, Singapore e Messico hanno preso la parola per esprimere il loro dissenso.

A nome di 13 stati caraibici, la rappresentante di Antigua e Barbuda ha dichiarato che “data la situazione reale nei Caraibi, i paesi che sottoscrivono questa dichiarazione sono costretti a mettere in dubbio quanto stabilito dai coautori della risoluzione”.

”Gli oppositori caraibici della risoluzione non contravvengono a nessuna legge, né internazionale né nazionale, mantenendo la pena di morte tra le loro leggi”, ha proseguito.

Secondo il rappresentante di Barbados, qualunque tentativo da parte di un paese o di un gruppo di paesi di imporre i propri valori su altri stati membri dell’Onu sarebbe una violazione della sovranità nazionale.

Singapore, che è stata molto chiara nel difendere il diritto di mantenere la pena capitale, è d’accordo sul fatto che “per molte delegazioni sia una questione di giustizia penale, e non esclusivamente un problema di diritti umani, come affermano l’Unione Europea e i suoi alleati. Questa risoluzione non cambierà niente nelle politiche di Singapore. Noi continueremo a mettere in atto politiche che funzionano per noi e a servire al meglio l’interesse della nostra popolazione”.

Terlingen ha nuovamente evidenziato che “esiste una tendenza mondiale verso l’abolizione della pena di morte. Dove il dibattito non arriva oggi, arriverà domani. Si guardi il caso dell’Africa, dove c’è una divisione nei voti. Ci sono paesi islamici dell’Africa settentrionale che hanno votato in favore della risoluzione”. ”Significa che anche in quel blocco di paesi c’è una tendenza, e che si discuterà. È motivo di stimolo per il dibattito, perché il prossimo anno succederà la stessa cosa essendo una risoluzione annuale”, ha proseguito Terlingen.

Secondo le cifre di Amnesty International, 133 paesi hanno abolito la pena capitale per legge o di fatto. L’anno scorso, solo in 25 paesi sono state effettuate esecuzioni capitali, il 91 per cento delle quali in Cina, Iran, Iraq, Pakistan, Sudan e Stati Uniti.

Paragonate alle 2.148 pene eseguite nel 2005 in tutto il mondo, le statistiche mostrano una diminuzione delle esecuzioni capitali, con 1.591 casi registrati nel 2006.

”Questo [risultato della votazione] dovrà essere riferito ai paesi e il prossimo anno il Segretario Generale riporterà all’Assemblea Generale l’operato dei singoli stati rispetto alla risoluzione. Gli stessi paesi dovranno fornire una risposta su quanto hanno fatto e sul perché delle loro decisioni”, ha detto Terlingen.

In una dichiarazione da Algeri, dove sta visitando il luogo dell'attentato della settimana scorsa in cui sono rimaste uccise 41 persone, il Segretario Generale dell’Onu Ban Ki-moon ha detto di essere stato “particolarmente incoraggiato dal sostegno espresso per la sua iniziativa da tante diverse regioni del mondo”.

”Questa è un’ulteriore prova della tendenza verso l’abolizione definitiva della pena capitale”, ha detto.

Alla domanda circa l’impatto reale della risoluzione sul mondo, Terlingen ha risposto: “Credo che sarà graduale”.

”Anche se non si prevedono cambiamenti immediati dopo questa risoluzione, credo che negli anni vedremo una modifica della pena di morte. Questo è successo solo perché esiste una tendenza che va verso l’abolizione, che accelererà l'inclinazione in tutto il pianeta”.