BRUXELLES, 20 ottobre 2005 (IPS) – L’Unione Europea (Eu) viene sottoposta a una crescente pressione perché riveda la sua attuale posizione riguardo asilo e immigrazione, dopo che diversi migranti dell’Africa sub-sahariana sono morti nel tentativo di raggiungere il territorio spagnolo.
Nelle ultime due settimane, circa 2000 persone hanno cercato di attraversare il confine a Ceuta e Melilla, sul suolo spagnolo, prendendo d’assalto le barriere che circondano queste due cittadine adiacenti al Marocco sulla costa nord-africana.
Quando militari spagnoli e marocchini hanno tentato di fermarle, circa 14 persone sono morte e altre sono rimaste ferite. Attualmente, in centinaia sono alloggiati in un campo di fortuna a Melilla, considerata la cittadina più a sud dell’Unione Europea.
Il leader dell’Unione Africana (UA) Alpha Konaré, presente a Bruxelles per promuovere una nuova politica dell’Ue sull’Africa, ha chiestoto ai funzionari Ue che il blocco non comporti la costruzione di barriere carcerarie intorno all’Africa.
”Misure di sicurezza, prigioni a Madrid e muri in Africa non risolveranno il problema. Gente giovane sta sfidando imponenti reticolati, e dobbiamo capire perché. Questi africani non sono criminali, chiedono soltanto solidarietà”, ha dichiarato Konaré ai giornalisti.
Il leader africano ha anche criticato i media europei per aver dipinto un quadro parziale e ingiusto di questa crisi dei diritti umanitari. ”La stampa ha il dovere di spiegare perché i migranti agiscono in un certo modo. La questione non è circoscritta, tutta l’Africa è chiamata in causa”, ha dichiarato.
José Manuel Barroso, presidente della Commissione Europea, ha ammesso che i migranti africani hanno bisogno di aiuto, riconoscendo la necessità di guardare alle “motivazioni strutturali” che costringono la gente a migrare seguendo queste strade. “Abbiamo assistito al sopraggiungere di tale situazione, adesso stiamo vedendo gli effetti e dobbiamo agire”, ha proseguito.
”Il problema dell’immigrazione, le conseguenze drammatiche di cui siamo testimoni, possono essere realmente affrontate solo attraverso una cooperazione allo sviluppo straordinaria e strutturata, che combatta le cause alla radice”, ha aggiunto.
La situazione dei migranti che assalgono la “fortezza Europa” è stata anche oggetto di attenzione del Parlamento Europeo, l’unica istituzione dell’Ue eletta democraticamente.
Secondo Enrique Baron, capogruppo dei socialisti spagnoli, la crisi dell’immigrazione è di proporzioni “bibliche”. “Nessuno a questo punto può dire quanta gente si trovi in queste condizioni, cercando di attraversare il Sahara a piedi”, ha dichiarato.
La discussione ha anche appannato i dialoghi dei ministri degli interni e della giustizia dell’Ue la scorsa settimana a Lussemburgo. La riunione ministeriale avrebbe dovuto concentrarsi sulla questione se conservare i dati internet e delle telecomunicazioni per la lotta al terrorismo; tuttavia, a seguito degli incalzanti problemi umanitari ai confini meridionali dell’Europa, l’attenzione si è spostata sull’argomento immigrazione.
Nell’evidenziare la dimensione del problema che l’Ue si trova a fronteggiare, Franco Frattini, commissario europeo per la sicurezza, ha avvertito i ministri degli interni e della giustizia che circa 30.000 potenziali migranti in Algeria e Marocco stanno aspettando di entrare nell’Ue.
“Secondo l’intelligence”, ha dichiarato Frattini, “circa 20.000 migranti in Algeria attendono di poter intraprendere il loro viaggio in direzione del Marocco, per poi proseguire verso Ceuta e Melilla, mentre altri 10.000 sarebbero già pronti in Marocco.”
I gruppi per i diritti umani chiedono e Spagna e Ue di garantire protezione ai rifugiati dentro e fuori dal blocco.
Medici senza frontiere, due settimane fa, riportava il ritrovamento nel deserto marocchino di centinaia di migranti provenienti dall’Africa sub-sahariana, tra cui donne incinta e bambini.
Da quanto è stato riferito, il governo del Marocco ha iniziato a trasportare in convogli di autobus centinaia di uomini, donne e bambini verso il confine con l’Algeria, dichiarando che i migranti sono passati da lì prima di entrare in Marocco.
Secondo Amnesty International, lo sforzo collettivo per assicurare protezione ai rifugiati è minimo, e le proposte dell’Ue, ad oggi, sono inadeguate ad affrontare le cause alla radice.
”Piuttosto che aumentare la protezione dei rifugiati nel mondo, la direzione globale della politica Ue sembra essere principalmente rivolta a mantenere la gente lontano dall’Ue ad ogni costo”, ha detto all’IPS Dick Oosting, direttore dell’ufficio Ue di Amnesty International.
Amnesty sta sollecitando i governi dell’Unione europea a intraprendere passi solleciti per la realizzazione di misure di protezione per i rifugiati.
”È una vergogna che gli stati membri dell’Ue stiano trasferendo il peso dell’aiuto ai rifugiati verso altri paesi, spesso impreparati a trattare con il numero sempre crescente di profughi. L’effetto globale non è solo il danneggiamento della credibilità dell’Unione, ma una minaccia all’integrità stessa del sistema internazionale di protezione dei rifugiati”, ha aggiunto Oosting.
Human Rights Watch (HRW) sostiene che riportare la gente in Marocco non è la risposta alla crisi. Secondo Holly Cartner, direttrice di HRW per l’Europa e l’Asia centrale, ”proteggere queste persone estremamente vulnerabili dovrebbe essere una priorità del governo spagnolo. Il Marocco deve lavorare ancora molto per i diritti umani fondamentali dei migranti, prima che si possa considerare un paese sicuro cui affidare i rimpatri. È ancora lontano il momento buono per discutere un accordo con il Marocco sui rimpatri dall’Ue”.
Secondo Peer Baneke, segretario generale del Consiglio europeo per i rifugiati e gli esiliati, l’Europa sta delegando ai suoi vicini la responsabilità per il controllo delle frontiere e la protezione dei rifugiati.
”Assistiamo a un tentativo di costruire nuovi muri di Berlino intorno all’Europa, il che avrà tragiche conseguenze e non funzionerà. I paesi alla periferia dell’Europa continueranno ad essere portati a negare ai rifugiati il loro diritto alla protezione, mentre la gente in fuga per la propria vita e libertà sarà costretta a prendere rischi sempre maggiori” ha proseguito Baneke. Il funzionario ha detto di considerare vitale che l’Ue venga vista appoggiare i suoi stessi valori, “cominciando con il garantire che chiunque rivendichi il proprio diritto alla protezione, abbia ascolto attivo ed imparziale”.

