LONDRA, 12 ottobre 2005 (IPS) – Secondo un medico pakistano impegnato nel campo della salute materna, si parla pochissimo addirittura di quasi metà degli Obiettivi di sviluppo del millennio.
La salute materna è prevista negli Obiettivi di sviluppo del millennio (Millennium Development Goals, MDG) numero tre, quattro e cinque, ha detto all’IPS la dottoressa Farkhanda Ather del Pakistan, impegnata attivamente in questo settore. I tre obiettivi si riferiscono alla promozione della parità di genere e al rafforzamento del potere delle donne, alla riduzione della mortalità infantile e, più specificamente, alla promozione della salute materna.
La dottoressa Ather si è recata a Londra per assistere ad un incontro su “Le donne dimenticate dal mondo”, promosso dall’organizzazione non governativa (Ong) Interact Worldwide.
“In Pakistan, l’obiettivo cinque intende ridurre la mortalità materna entro il 2015 di tre quarti rispetto al 1990”, ha spiegato. “Ma in questi anni non c’è stato nessun grande cambiamento. Sono rimasti solo nove anni, e non siamo sulla buona strada”.
Nel 1990, in Pakistan la mortalità materna era tra 340 e 500 ogni 100.000 nascite”, ha segnalato. “In alcune zone, come il Baluchistan, è ancora superiore, pari a 700 morti. In Afghanistan, è di oltre mille”.
Gli altri obiettivi sono sradicare la povertà estrema e la fame, raggiungere l’educazione universale di base, combattere Aids/Hiv, malaria e altre malattie, assicurare la sostenibilità ambientale, e più ampiamente, sviluppare un partenariato globale per lo sviluppo. I capi di governo che hanno concordato gli obiettivi nel 2000, hanno fissato al 2015 la scadenza per questi traguardi specifici.
Le mete relative alle salute materna sembrano avere minore priorità; e il vertice delle Nazioni Unite (Onu) lo scorso mese è stato solo un segno di ciò, ha dichiarato Ather.
“Siamo piuttosto insoddisfatti di ciò che è avvenuto”, ha spiegato. “Sono stati altri punti ad avere la precedenza, questo tema non ha avuto l’attenzione che meritava”. L’Onu si è occupata di altre questioni come il terrorismo, che non rientrano negli MDG. “Si tratta di questioni importanti, ma non dovrebbero essere affrontate a discapito degli MDG”, ha detto.
Considerati dalla prospettiva di una professionista che lavora da vicino sui temi degli MDG, gli obiettivi hanno un’immagine piuttosto distante.
“Il novantanove per cento delle morti materne avvengono nei paesi in via di sviluppo”, ha ricordato. “L’emergenza e le cure ostetriche nei paesi sviluppati funzionano molto meglio”. Eppure i nuovi aiuti ai paesi in via di sviluppo in questa sfera sono stati scarsi.
“Dimenticando di dover fare di più, i paesi non stanno nemmeno facendo ciò che avevano stabilito finora”, ha poi osservato Ather.
“E non dimentichiamo – ha proseguito – che per ogni caso di morte, ce ne sono altri 30 che incorrono in complicanze, alcune che si ripercuotono per tutta la vita”. “La fistola (un’apertura anomala della cavità vaginale o anale), per esempio, rende molto difficile l’accettabilità sociale, perché le donne perdono il controllo di urine e feci, e la gente non accetta questa condizione. Le donne sono portate alle infezioni per tutta la vita, e diventano sterili”.
In Pakistan, ha detto Ather, “ci sono moltissime gravidanze indesiderate, e moltissimi aborti insicuri a causa di ciò, quindi perché non cercare di evitare le gravidanze indesiderate”.
Solo il 34 per cento delle coppie pakistane usa contraccettivi, ha detto. E questo numero non sta aumentando abbastanza velocemente.
“Il vertice di New York poteva essere centrato su come generare più fondi, promuovere, fare pressioni”, ha detto. “Perché le persone non sanno molto di questi temi, e dunque, come possono essere raggiunti gli obiettivi?”.
In Bangladesh la situazione è migliore, perché gli aborti insicuri sono stati affrontati adeguatamente”, ha segnalato.
Ma il Pakistan ha fatto progressi su altri fronti, ha detto Ather. “La mortalità infantile nel 1990 era di 110 ogni 1000 nati, mentre adesso è al di sotto di 79. Il tasso di nascita è sceso da 3,9 e 1,9 dal 1990 al 2005, il che è molto positivo”.
È possibile fare progressi significativi in questo campo, se gli verranno rivolte l’attenzione e le risorse necessarie, ha detto.
“Cinque anni fa, le nazioni del mondo hanno sottoscritto gli Obiettivi di sviluppo del millennio dell’Onu, volti a dimezzare la povertà mondiale entro il 2015”, ha dichiarato Ros Davies, capo esecutivo di Interact Worldwide.
“Gli obiettivi sono ambiziosi, ma sono semplici e raggiungibili. Nei paesi ricchi, una donna su 4000 muore durante la gravidanza, mentre nei paesi poveri il rapporto è di una donna ogni 17”.
Davies ha poi aggiunto: “Assicurare che questo vertice onori le promesse fatte cinque anni fa, lo dobbiamo alle 529.000 donne che muoiono ogni anno per complicanze legate alla gravidanza. Saranno i leader mondiali a prendere le decisioni in grado di salvare la vita di queste donne, ma sono i cittadini comuni come noi che devono renderli responsabili”.

