ROMA, 6 aprile 2004 (IPS) – Sarà un diverso Forum Sociale Mondiale quello che da Mumbai tornerà a Porto Alegre il prossimo anno.
”E’ tempo di dare risposte concrete ai problemi”, ha detto Flavio Lotti dell’Assemblea dell’ONU dei Popoli, che mette insieme gruppi della società civile per promuovere la pace.
Gli incontri annuali del Forum Sociale Mondiale (FSM) hanno riunito cittadini, attivisti e organizzazioni della società civile insieme per immaginare un “altro mondo possibile”. Ora cambiamenti nei temi e nei piani sono in discussione nella riunione del Consiglio Internazionale del Forum Sociale Mondiale all’isola Polvere sul lago Trasimeno (Perugia) dal 4 al 7 aprile.
Il Consiglio è stato creato nel 2001 dopo il primo Forum per coordinare le edizioni future del FSM, nonché i forum tematici e regionali. Più di 150 organizzazioni della società civile fanno parte del Consiglio, che si riunisce due volte all’anno, di cui una durante il forum stesso. ”Dopo l’ultimo FSM, ritornare a Porto Alegre sarà molto diverso”, spiega Vittorio Agnoletto, portavoce del Forum Sociale Italiano e membro del Consiglio Internazionale. Il Forum tornerà di nuovo a coincidere con il Forum Economico Mondiale (WEF) di Davos, Svizzera, per “sottolineare in modo chiaro le alternative che il genere umano ha di fronte”, ha spiegato Agnoletto. Il FSM di Mumbai in India quest’anno è stato invece indipendente dal WEF per sottolineare l’autonomia dell’evento dai poteri economici mondiali, e preparare un messaggio da portare a Davos.
Per globalizzare ulteriormente l’evento, il FSM 2006 è previsto in Africa, nonostante sia ancora incerto se qualche paese del continente sia preparato ad ospitare l’evento. Il Consiglio Internazionale deciderà anche se il FSM dovrà essere o meno un evento annuale, o dovrà tenersi ogni due anni. Si cercherà di rendere l’evento il più possible influente.
”Dobbiamo trovare il modo di influenzare le scelte dei governi”, spiega Lotti. “Dobbiamo avere concrete responsabilità e chiare linee di azione”. IL FSM si occuperà anche di altri temi, oltre alla critica alla globalizzazione, come la pace e il terrorismo, la riforma delle istituzioni finanziarie internazionali e delle Nazioni Unite, di agricoltura e acqua, del diritto di ognuno ad un lavoro decente e di comunicazione – come tema universale correlato a tutti gli altri. “Il FSM sarà uno spazio di coordinazione per decidere un’agenda comune, ma rispettando il pluralismo”, spiega Agnoletto. “Non quindi documenti finali ma una nuova forma: due giorni di dibattito per stabilire le sinergie, due giorni poi per decidere le azioni. Il quinto e ultimo giorno invece organizzeremo le campagne”. I partecipanti che proporranno i temi per il dibattito dovranno anche promuovere azioni concrete. “Dobbiamo collegare la discussione all’azione”, ha detto Agnoletto. Alcuni di questi cambi derivano dall’esperienza indiana. Più di 75.000 delegati di organizzazioni della società civile hanno partecipato alle conferenze a Mumbai, ma migliaia di persone hanno anche creato un forum parallelo. Erano di “dalit”, le persone tradizionalmente considerate intoccabili nella società indiana. Alla fine il forum ha incontrato la gente della strada. “Ora il movimento per un’altra globalizzazione è veramente globale”, ha ditto Agnoletto. “Prima di Mumbai era occidentale, con un’ampia partecipazione di organizzazioni brasiliane ed europee”. La crescita del movimento ora ha portato dei cambiamenti nel Consiglio Internazionale, secondo Agnoletto. “Dobbiamo includere più persone per rappresentare i movimenti sociali di tutto il mondo”.
Il Consiglio ora conta su sei gruppi di lavoro interni per discutere le strategie. Dal 2003 anche le organizzazioni statunitensi hanno cominciato a partecipare alle riunioni del Consiglio Internazionale. Il Consiglio si aprirà presto a nuovi gruppi della società civile. ”C’è stata un’evoluzione dopo Mumbai”, ha detto Agnoletto. “Il movimento per un’altra globalizzazione ha scelto di darsi una struttura”. Il FSM avrà quindi nuovi temi e una nuova forma.

