VANCOUVER, 3 Luglio 2006 (IPS) – Mentre il World Urban Forum di Vancouver si concludeva con la promessa di “lavorare di più” per risolvere la crisi globale della casa, alcune donne presenti al meeting sottolineavano che la sensibilità di genere dovrebbe essere inclusa tra le politiche per il miglioramento delle terribili condizioni di vita in cui versano milioni di esseri umani.
La conferenza, che ha riunito circa 10.000 persone provenienti da 100 paesi, è stata organizzata per cercare soluzioni alternative alla così rapida urbanizzazione e al problema degli alloggi.
Si prevede che, nei prossimi trent'anni, la popolazione urbana dei paesi in via di sviluppo raddoppi, salendo da due a quattro miliardi. La concentrazione nelle mega-città sarà elevata; entro il 2015, saranno all’incirca 23 le città con una popolazione superiore ai 10 milioni, di cui 19 nei paesi in via di sviluppo.
Marni Kellison, di Power Camp National/Filles D'Action, organizzazione non governativa con sede a Montreal, sostiene che le vittime della rapida urbanizzazione sono per lo più donne e bambini, e che “le donne devono essere riconosciute come le principali garanti della sostenibilità urbana”.
Il ruolo femminile è quasi sempre fondamentale nell’educazione dei bambini, e garantisce spesso le risorse necessarie per soddisfare i bisogni dei piccoli in fatto di nutrizione, sanità e scuola. Inoltre, le donne che vivono negli slum rischiano maggiormente di contrarre l’Hiv/Aids, rispetto alle loro controparti rurali.
Secondo gli esperti, le donne che partecipano alle migrazioni dalle aree rurali a quelle urbane sono spesso più vulnerabili allo sfruttamento economico e sessuale, ma possono anche usufruire di nuove opportunità in termini di diritti per l’istruzione e la procreazione.
Tuttavia, per chi abita negli slum, inquinamento, acqua sporca e sovraffollamento rendono la vita quotidiana una mera lotta per la sopravvivenza.
L’inadeguatezza degli alloggi e delle principali infrastrutture, come acqua ed elettricità, e l’insufficiente risposta del governo, rappresentano le preoccupazioni fondamentali di Iyabo Ogunyannwo, funzionaria per lo sviluppo urbano di Abuja, Nigeria.
Dopo aver chiesto ai governi di rendere la vita nelle città “meno estenuante”, Ogunyannwo ha dichiarato che il suo paese, come molti altri del mondo in via di sviluppo, sta ancora lottando per le sfide dell’urbanizzazione e i relativi sforzi legati ai servizi municipali.
”Si parla di popolazione e di risorse come se fossero questi i problemi, ma non sono d’accordo. Credo che le risorse ci siano”, ha detto all’IPS. “Il problema è che i politici non capiscono che le città sono il motore di ogni nazione. Abbiamo bisogno di investire nelle nostre città e di renderle più interessanti per gli investitori stranieri, migliorando così la vita degli abitanti”.
Amministratrice del governo federale nigeriano, Ogunyannwo è irritata perché i progettisti delle città non stanno ottenendo l’aiuto necessario da parte dei politici del paese.
”Prima di utilizzare qualunque spazio bisogna fare dei progetti, in modo da massimizzare i benefici”, ha fatto notare, aggiungendo che donne e bambini restano i più vulnerabili di fronte alle malattie e all’insicurezza che domina in questi ambienti ostili. “È il motivo per cui siamo preoccupati, il ritmo al quale si forniscono le case ai più bisognosi è troppo lento”.
Ogunyannwo ha dichiarato che secondo un piano nazionale presentato di recente, il governo sta provvedendo a fornire 500 unità abitative per lavoratori a basso reddito in tutte le capitali di stato.
Tuttavia, la funzionaria è preoccupata: la popolazione del paese è di circa 130 milioni, e questo non basterà a risolvere il problema, “a meno che l’operazione non venga ripetuta più volte e non sia estesa oltre le capitali di stato”. La Nigeria ha 36 capitali, ma i centri urbani sono migliaia.
Maryanne Kimuyi del Kenya ha raccontato una storia simile. Il lavoratore medio non può permettersi le case costruite dai privati, e le abitazioni a basso reddito offerte dal governo costano circa 1.300 scellini keniani, mentre in media un lavoratore a basso reddito guadagna appena 21.000 scellini l’anno.
”La situazione migliorerebbe un po’ se i lavoratori avessero delle agevolazioni sui mutui”, ha proseguito Kimuyi. “Purtroppo, si sa che nelle economie pseudo-capitaliste, quando si va in banca a chiedere un prestito, è difficile che venga dato del denaro a chi non dispone già di un certo capitale”.
Kimuyi ritiene che il governo possa e debba fare di più per rendere possibile ai poveri, soprattutto a donne con figli, di ottenere mutui per l’acquisto di una casa.
Winifred David, che lavora per la Port of Spain Corporation di Trinidad e Tobago, ha detto che il suo paese, insieme a tre stati vicini dei Caraibi, ha appena costituito un ente che lavora per rendere accessibile su larga scala l’acquisto di un’abitazione. Secondo lei, le donne saranno particolarmente favorite.
Jennifer Pepall, del Centro ricerche per lo sviluppo internazionale (IDRC) con sede in Canada, sostiene che il suo gruppo considera prioritaria l’assistenza alle donne nei progetti. L’IDRC sta attualmente lavorando in cinque città del mondo, con l’obiettivo di accelerare lo sviluppo urbano.
Tra le città, Dakar in Senegal; Kampala in Uganda; Colombo in Sri Lanka e Giakarta in Indonesia; e Moreno in Argentina. Prima della fine dell’anno saranno scelte altre quattro città in Medio Oriente, Nord Africa, America Latina e Caraibi.
La portata di questi problemi aumenta, mentre funzionari e attivisti per lo sviluppo valutano i progressi compiuti in direzione degli Obiettivi di sviluppo del millennio (MDG), approvati nel settembre 2000 al vertice delle Nazioni Unite da 189 leader mondiali, e che includono l’uguaglianza di genere e “il miglioramento delle condizioni di vita di almeno 100 milioni di abitanti urbani entro il 2020”.
Sisa Njikelana, membro del parlamento sudafricano, ha concluso che le soluzioni “non si dovrebbero limitare all'offerta di infrastrutture e servizi, malgrado anche questi siano importanti. Piuttosto, lo stile di “vita urbana” sana del quale stiamo parlando è quello più vicino all’uomo, quello in cui il denaro non viene prima della nostra umanità”.

