WASHINGTON, 1 settembre 2005 (IPS) – Nonostante il calo della fertilità nella maggior parte dei paesi e la riduzione della speranza di vita dovuta all’epidemia di Hiv/Aids in alcune nazioni africane, la popolazione globale raggiungerà i 6,5 miliardi di persone entro la fine di quest’anno e addirittura i sette miliardi entro il 2012, avverte un rapporto presentato la scorsa settimana a Washington dal Population Reference Bureau (PRB).
Il rapporto, ultima edizione del “Documento statistico (annuale) della popolazione mondiale” (World Population Data Sheet) del PRB, evidenzia che la continua crescita della popolazione globale è dovuta in parte allo “stallo” di alcuni paesi nella transizione prevista da un alto ad un basso tasso di fertilità.
Perciò, i tassi di fertilità in alcuni paesi, come Repubblica Dominicana, Ghana, Kenya e Turchia, dove dagli anni ’80 c’erano stati progressi sostanziali nella riduzione del numero medio di nati per ogni donna, hanno visto una ripresa negli ultimi anni.
Citando una ricerca del demografo John Bongaarts del Population Council, l’ultimo rapporto ha riscontrato che la mancata realizzazione dei cali previsti può essere dovuta ad alcuni fattori in particolare, come i ritardi nello sviluppo socioeconomico e l’inadeguata domanda di contraccezione.
Nel frattempo, la fertilità in alcuni dei paesi più poveri del mondo – quasi tutti africani – è rimasta sostanzialmente invariata negli ultimi 25 anni.
Il Niger, dove la carestia provocata dalla siccità e dall’invasione di locuste dell’anno scorso adesso minaccia di fame tre milioni di persone, ha il più alto tasso di fertilità con una media di otto nascite per donna; seguito dal Mali, un altro paese colpito dalla siccità, e dalla Guinea-Bissau, con 7,1 nascite per donna; dalla Somalia, con 7,0; l’Uganda, con 6,9, e Afghanistan, Angola, Burundi e Liberia, tutti con 6,8 nati per ogni donna.
Al contrario, i tassi di fertilità più bassi – ben al di sotto dei 2,1 figli per donna considerati il “livello di rimpiazzo” nei paesi in via di sviluppo – si riscontrano oggi in Europa centrale e orientale e in Asia orientale.
Con un tasso di appena 1,2 nascite per donna, Bielorussia, Bosnia-Erzegovina, Repubblica ceca, Moldavia, Polonia, Slovacchia, Slovenia, Corea del Sud, Taiwan e Ucraina, assisteranno molto probabilmente a un calo della popolazione entro i prossimi decenni.
Il nuovo Documento statistico, che include le ultime statistiche su una varietà di indicatori di salute, reddito e popolazione, oltre alla fertilità, per 207 paesi e territori, stima la popolazione globale a 6,477 miliardi a metà del 2005, di cui 5,266 miliardi di persone nei paesi in via di sviluppo. La Cina, con 1,304 miliardi di abitanti, è la nazione più popolosa del mondo.
Entro il 2050, tuttavia, la Cina, le cui severe politiche sulla popolazione hanno contribuito a ridurre il tasso di fertilità ai livelli dell’Europa occidentale, con 1,6 figli per donna, verrà superata dall’India, dove il tasso di fertilità è di 3,0 (la media complessiva di tutti i paesi in via di sviluppo). Per quella data, l’India avrà una popolazione di 1,628 miliardi di persone, mentre per la Cina il rapporto prevede 1,437 miliardi di abitanti.
Si stima anche che gli Stati Uniti manterranno la loro posizione di terzo paese più popoloso nel mondo, con 420 milioni di persone, rispetto agli attuali 296 milioni; e così l’Indonesia, al quarto posto con 222 milioni di persone, manterrà la sua posizione con 308 milioni, entro 45 anni.
La posizione dei seguenti sei maggiori paesi, tuttavia, dovrebbe cambiare: come il Pakistan, che occupa il sesto posto con 162 milioni di persone, ma di cui si prevede un raddoppiamento, superando il Brasile (attualmente a 184 milioni) e passando in quinta posizione.
Anche la Nigeria, attualmente al nono posto con 132 milioni di persone, dovrebbe quasi raddoppiare la sua popolazione nello stesso arco di tempo, passando al settimo posto subito dietro al Brasile e spodestando il Bangladesh, di cui si prevede un aumento di popolazione da 144 milioni a 231 milioni.
Quanto a Russia e Giappone, ora all’ottava e decima posizione, rispettivamente con 143 e 120 milioni di persone, saranno eliminati dalla lista dei primi 10 paesi e sostituiti da due delle nazioni africane più povere: Repubblica Democratica del Congo ed Etiopia, con una popolazione stimata rispettivamente di 183 e 170 milioni di persone.
L’attuale tasso di fertilità del Giappone è di 1,3 nati per ogni donna, mentre in Russia è di 1,4 nati, secondo il Documento statistico. Perciò, si prevede che la popolazione di entrambi questi paesi subirà un netto calo: la Russia, dagli attuali 143 milioni a poco più di 110 milioni; il Giappone, dai 128 milioni oggi a poco più di 100 milioni, entro il 2050.
Tra gli altri paesi di cui si prevede una popolazione maggiore di 100 milioni di persone nel 2050, ci sono: Filippine (142 milioni); Messico (139 milioni); Uganda (131 milioni); Egitto (126 milioni); Vietnam (115 milioni); e Turchia (101 milioni).
Nell’insieme, si calcola che la popolazione dei paesi sviluppati crescerà in totale solo di circa il tre per cento, tra il 2005 e il 2050, passando da 1,211 miliardi a 1,249 miliardi, laddove Stati Uniti e Canada dovrebbero contribuire all’intera crescita. Si stima che l’Europa perderà il 10 per cento della sua popolazione, con le maggiori perdite in Europa orientale e meridionale.
Al contrario, nei paesi in via di sviluppo, esclusa la Cina, la popolazione totale dovrebbe aumentare, passando dagli attuali 3,963 miliardi a 6,576 miliardi entro il 2050: una crescita del 66 per cento basata in parte su un tasso di fertilità medio stimato di 3,5 nascite per ogni donna.
La popolazione dell’Africa sub-sahariana vedrà il maggiore aumento: da 752 milioni di abitanti oggi a 1,729 entro il 2050 – cioè del 130 per cento. A livello regionale, l’Africa centrale dovrebbe sperimentare la crescita maggiore (salendo del 175 per cento), mentre la popolazione dell’Africa meridionale rimarrà invariata nello stesso periodo, a causa soprattutto dell’epidemia di Hiv/Aids, che ha ridotto l’aspettativa di vita in molte nazioni africane a meno di 40 anni – la media più bassa del mondo.
La popolazione di America Latina e Caraibi dovrebbe aumentare del 44 per cento, dagli attuali 559 milioni a 805 milioni, nello stesso periodo. Haiti, il paese più povero della regione, tuttavia, dovrebbe crescere a un tasso più veloce, passando dagli 8,3 milioni di abitanti attuali a 18,8 milioni nel 2050.
Escludendo la Cina, per la popolazione dell’Asia si prevede un aumento di circa il 50 per cento fino a quasi quattro miliardi di abitanti, e la subregione occidentale, che comprende gran parte del Medio Oriente e la Turchia, dovrebbe tenere il passo con una crescita prevista di quasi il 90 per cento, da 214 milioni a oltre 400 milioni di abitanti.

