BENTO GONÇALVES, Brasile, 31 agosto 2009 (IPS) – Nel 1875, diverse famiglie italiane provenienti del Veneto emigrarono in Brasile, per sfuggire alla fame e alla penuria economica. Sbarcarono a Porto Alegre, e avanzarono per cento chilometri verso le colline di Serra Gaúcha, ottocento metri sopra il livello del mare.

Andrew Fluck
Andrew Fluck
Ogni famiglia di pionieri ricevette gratuitamente tra i 25 e i 50 ettari di terra nella zona dello stato meridionale di Rio Grande do Sul, che l’imperatore Dom Pedro II (1831-1889) aveva denominato Dona Isabel, in onore di sua figlia.
Questa politica imperiale, adottata dopo l’abolizione della schiavitù nel 1871, aveva l’obiettivo di popolare la terra e renderla produttiva.
Nell’economia di Rio Grande do Sul erano già in atto importanti cambiamenti. Arrivarono i treni, per collegare le zone rurali con Porto Alegre, capitale e porto principale dello stato, e le navi a vapore: dunque trasporti più veloci ed economici, che favorirono le esportazioni.
Tra il 1872 e il 1890, Rio Grande do Sul raddoppiò la popolazione, che passò da 434.813 abitanti a 897.455, secondo gli archivi dell’Instituto Brasileño de Geografía y Estadística.
Questo fu dovuto, in parte, all’immigrazione. In quel periodo, circa 60mila immigrati, principalmente italiani, si trasferirono nella regione di Serra Gaúcha, e continuarono ad affluire numerosi nelle decadi successive.
Si stima che i discendenti di italiani rappresentino 25 dei 190 milioni di abitanti del Brasile. Nel sud del paese costituiscono circa il 35 per cento della popolazione.
Gli immigrati portarono con sé i loro vitigni, memoria dei paesaggi veneti che avevano dovuto abbandonare, e le coltivarono insieme al mais, frumento, frutta e verdura, modificando quel territorio originariamente impervio.
La cima delle colline e i versanti più scoscesi della regione, dove gli inverni possono essere molto rigidi, sono ancora ricoperte dai boschi originari.
Bento Gonçalves, come venne chiamata in seguito Dona Isabel, oggi è una fiorente cittadina di 100mila abitanti, 650 metri sopra il livello del mare. Qui, monumenti, musei e spettacoli celebrano la saga dei primi immigrati italiani e la loro cultura, che si esprime attraverso cibi, artigianato, danze, canzoni, festival e, soprattutto, il vino.
Nella regione di Serra Gaúcha si concentra il 90 per cento delle cantine del Brasile. Per la qualità dei suoi prodotti, Bento Gonçalves è la capitale vinicola ufficiale della zona.
Cinque generazioni dopo, pochi discendenti dei primi immigrati italiani parlano ancora la loro lingua d’origine. Ma le loro tradizioni culturali, il fascino del paesaggio e il clima di questo paese prevalentemente tropicale rappresentano una grande attrattiva per i turisti.
“Io sono nato a Bento Gonçalves, ma ho conosciuto davvero la città quando ho cominciato a lavorare in un albergo. Qui il turismo è in aumento, perché le temperature sono diverse da quelle di altre regioni del Brasile, e perché i conoscitori vengono qui per apprezzare i vini”, ci ha spiegato Letícia da Silva.
Nandri Strassburger, dello stato meridionale di Paraná, ha un diploma in turismo, un settore in cui lavora da sei anni. “Le imprese private stanno investendo in migliori strutture di ricezione turistiche, con servizi di migliore qualità, e stato e governo locali contribuiscono con le riforme alle infrastrutture cittadine”, ha segnalato.
Le autorità hanno creato dei percorsi turistici, come il Vale do Rio das Antas, Vale dos Vinhedos e il Caminho de Pedras, dove si possono visitare insediamenti rurali di 120 anni fa costruiti in basalto locale, oltre a degustare i vini.
Naryane Dias, dello stato sudoccidentale di Mato Grosso do Sul, sta per diplomarsi in turismo alberghiero. “Il mercato turistico è diventato più dinamico: questo genera una maggiore domanda di flessibilità, praticità e impegno degli alberghi nei confronti dei clienti, il che a sua volta favorisce la fedeltà” dei visitatori, ha osservato.
Aline Cardoso, che lavora nell’industria turistica da cinque anni, ha spiegato che l’alta stagione corrisponde ai mesi di giugno e luglio (che coincide con l’inverno australe), e ad eventi specifici come i congressi”.
“La maggioranza dei visitatori viene dagli stati di Rio Grande do Sul e Sao Paulo. Gli stranieri da diversi paesi d’Europa, ma sono una minoranza”, ha aggiunto.
Tra gli stati del Brasile, Rio Grande do Sul occupa il quarto posto dell’Indice di sviluppo umano del Programma Onu per lo sviluppo (Pnud). “Bento Gonçalves ha un basso livello di disoccupazione. Le principali industrie sono i mobilifici, l’industria vinicola e il turismo”, ha detto Cardoso, originaria di Farroupilha, Rio Grande do Sul.
Secondo le statistiche comunali del 2007, la fabbricazione di mobili contribuisce per il 70,5 per cento al settore industriale di Bento Gonçalves, la metallurgia per il 13,6 per cento, mentre la produzione di vino rappresenta il 13 per cento dell’industria. Altri settori, come l’abbigliamento e il comparto alimentare, apportano ciascuno meno dell’uno per cento.
Anche in tempi di crisi economica, Bento Gonçalves non manca certo di risorse, visto che ospita il centro espositivo dell’America Latina, il FundaParque Expo, dove si tengono importanti fiere internazionali.
Tra gli eventi che si tengono in città, il festival nazionale di vini Fenavinho e ExpoBento, un’esposizione e vendita di articoli di moda, alimenti, vini, motociclette e automobili. ©IPS

