FORUM SOCIALE MONDIALE: ‘Lavoro, cibo, medicine’. Benvenuti nel mio mondo.

NAIROBI, 24 gennaio 2007 (IPS) – I quasi 50.000 partecipanti al FSM di Nairobi non devono guardare tanto lontano per scorgere i segni della povertà. A circa sette chilometri a est del vivace stadio Moi, lungo una strada sterrata, si estendono qua e là insediamenti di fango e baracche di lamiera. E molte delle persone che vi risiedono non hanno mai sentito parlare del Forum sociale mondiale.

È un mondo lontano dagli accesi dibattiti del forum su “Un altro mondo” e un’altra globalizzazione. Qui, i giovani, uomini e donne, sono troppo impegnati a sopravvivere. In un mercato della zona, Mwangi James, un venditore di polli, ha detto: “So che laggiù sta succedendo qualcosa. Ma non so bene di cosa si tratta”.

Peter Muiga, un elettricista, ha aggiunto: “Vorrei andare al Forum, per imparare delle cose. Ma ho sentito che bisogna pagare un sacco per entrare. E non ho i soldi”.

Gli organizzatori del FSM chiedono fino a 2000 Ksh d’iscrizione ai partecipanti, per contribuire ai 5 milioni necessari a ospitare il forum. I kenioti pagano 500 Ksh.

Nairobi, capitale di uno dei paesi più poveri al mondo, mette in luce molte contraddizioni: qui c’è grande ricchezza, ma anche una profonda povertà – con tutti quei segni rivelatori dell’ineguaglianza economica che i partecipanti al Forum vogliono eliminare.

L’Onu la colloca al 152esimo posto su 177 paesi in termini di sviluppo umano, e secondo la Banca Mondiale il reddito medio di Nairobi è di 460 dollari.

Qualcuno al mercato ha gridato: “Stanno cercando di risolvere problemi laggiù allo stadio”, e subito James e Muiga hanno cominciato ad elencare i loro vari problemi: mancanza di denaro, scarso interesse all’educazione…

“Trovare qualcosa da mangiare”, ha detto Karmja, che cerca lavoro da otto anni. Un altro abitante ha mostrato la sua gamba rotta dopo un incidente d’auto: “Ho bisogno di medicine”.

Secondo l’Habitat Centre dell’Onu, a Nairobi ci sarebbero circa 200 slum. Come Kahawa Soweto, vicinissimo al Forum, e i cui 4000 residenti dicono di riporre le loro speranze su ciò che i partecipanti al Forum faranno e diranno.

Domenica scorsa, un gruppo ecclesiastico ha invitato Esthel Wangui e altri dello stesso slum a partecipare alla sessione del FSM sugli alloggi. “Mi è piaciuto, perché hanno detto che elimineranno questo tipo di case dove viviamo adesso”, ha commentato. “Vorrei vivere in una casa migliore. Ho capito che tutte queste persone sono qua per occuparsi dei nostri problemi”.

La pensa allo stesso modo anche Samuel Kahuhu, che ha aggiunto: “Le parole non cambieranno da sole le cose. Stiamo aspettando dei passi concreti”.