SVILUPPO: I paesi più poveri, sempre più poveri

NEW YORK, 8 luglio 2004 (IPS) – “Nel quadro di una prosperità mondiale senza precedenti, le nazioni più povere del mondo oggi sono più vulnerabili che mai”, hanno concluso i ministri di 50 paesi in via di sviluppo riuniti nella sede dell’Organizzazione delle Nazioni Unite (Onu) di New York.

Il Consiglio Economico e Sociale dell’Onu (Ecosoc), concepito come un incontro dei rappresentanti di governo dei 50 paesi meno avanzati (PMA) e composto soprattutto da ministri del commercio e degli esteri, si è concluso la scorsa settimana dopo sette giorni di dibattito.

I paesi rappresentati, per un totale di oltre 700 milioni di abitanti, vanno dall’Afghanistan e l’Angola, dalla Sierra Leone alla Somalia.Di questi, 34 appartengono all’Africa subsahariana.

L’unico dato consolante è che due nazioni – Maldive e Capo Verde – mostrano progressi economici così importanti che si pensa siano sul punto di abbandonare le fila dei PMA.

Si tratta di una rottura con il recente passato. Il numero di PMA è aumentato ininterrottamente negli ultimi vent’anni, da 26 negli anni ’80 fino a 50 l’anno scorso, e questo evidenzia l’inasprimento della situazione economica del mondo in sviluppo.

Fino ad ora, l’unico paese che ha intrapreso la tendenza allo sviluppo è il Botswana.

Ma almeno cinque PMA – Madagascar, Mali, Mozambico, Samoa e Uganda – hanno compiuto forti progressi economici, secondo l’Onu.

Gli altri vanno verso il basso, secondo i rappresentanti dei PMA che si sono lamentati del crescente debito estero, il calo degli aiuti allo sviluppo, i bassi costi delle materie prime e le solide barriere doganali del Nord industriale verso i prodotti del Sud.

Mathieu Kerekou, presidente del Benin e capo dell’ufficio di coordinamento dei PMA, ha detto all’Ecosoc che l’obiettivo di ridurre della metà il numero di persone povere nel mondo entro il 2015 sembra protrarsi al di là di questo periodo.

“I risultati finora non sono incoraggianti”, ha detto Kerekou., che ha attribuito la situazione a due politiche del Nord industriale: la mancanza di aumento di aiuti ufficiali allo sviluppo e il sostegno alle esportazioni.

A meno che non raddoppino gli aiuti ufficiali, da 55 miliardi a 100 miliardi di dollari, i PMA non potranno ridurre la povertà, offrire educazione di base universale né distruggere l’Aids entro il 2015, come stabiliscono gli Obiettivi del Millennio fissati dall’Onu nel 2000.

“La grave povertà dei PMA non è stata solo conseguenza, ma anche causa, del ristagno economico”, ha dichiarato all’Ecosoc la sottosegretaria generale dell’Onu Louise Frechette.

“Se i debiti dell’Iraq potessero essere condonati, perché non quelli dei paesi più poveri'”, ha chiesto la funzionaria.

Il debito estero totale dei 50 PMA ammonta a 145 miliardi di dollari. Quello dell’Iraq, un paese sotto la cui superficie giace la seconda riserva petrolifera mondiale, a 120 miliardi.

Gli Stati Uniti fanno pressioni sui paesi del Nord e del mondo Arabo per cancellare il debito estero iracheno, ma non hanno fatto sforzi analoghi per alleviare la situazione dei PMA.

Il segretario generale della Conferenza Onu su Commercio e Sviluppo, Rubens Ricupero, ha detto all’Ecosoc che l’obiettivo dello sradicamento della povertà è “imbarazzante”.

Date le attuali tendenze, il numero di persone in situazione di povertà estrema nei PMA potrebbe passare dai 334 milioni del 2000 a 471 milioni nel 2015.

“Queste statistiche mettono i brividi”, ha osservato l’ambasciatore nepalese Murari Raj, inviato dell’Onu in rappresentanza dei PMA asiatici.

I PMA spendono in media 4,6 dollari annuali in salute per abitante, mentre i 22 paesi industrializzati ne spendono 1.456.

La presidentessa di turno dell’Ecosoc, la finlandese Marjatta Rasi, ha affermato che un importante incremento dell’investimento responsabile nei PMA da parte dei paesi più industrializzati potrebbe avere un impatto positivo sullo sviluppo economico, la creazione di occupazione e lo sradicamento della povertà.

“C’è una crescente consapevolezza che le soluzioni si possono trovare se viene coinvolto il settore privato”, ha aggiunto Rasi.

Anwarul Karim Chowdhury, sottosegretario generale dell’Onu per i PMA, ha dichiarato all’IPS che questi paesi hanno una crescita lenta, un basso reddito e un risparmio interno scarso, il che limita a sua volta l’investimento e la crescita economica.

Il segretario generale dell’Onu Kofi Annan, ha dichiarato che dovrebbero essere prese misure speciali per i PMA sottoposti a conflitti armati.

Secondo alcune statistiche Onu, l’80 per cento dei 20 paesi più poveri hanno subito una guerra civile seria negli ultimi cinque anni. Tra questi, Afghanistan, Angola, Cambogia, Repubblica Democratica del Congo, Eritrea, Etiopia, Haiti, Liberia, Mozambico, Ruanda, Sierra Leone e Somalia, tutti PMA.