CULTURA: Ricordare vuol dire imparare

ROMA, 19 giugno 2008 (IPS) – I luoghi che richiamano alla memoria i Gulag sparsi in tutta la Russia, e quelli che ricordano il terrorismo di Stato in America Latina non sono poi molto diversi tra loro. Le loro storie sembrano parallele, e simile il loro compito nel presente.

Liz Sevcenko Coalizione internazionale dei Musei della Coscienza

Liz Sevcenko
Coalizione internazionale dei Musei della Coscienza

Oltre a preservare la memoria, questi “siti della coscienza cercano di creare dei laboratori per l’impegno democratico in ciascuno dei diversi contesti che rappresentano, per capire come poter costruire e preservare la cultura dei diritti umani”, ha spiegato Liz Sevcenko alla corrispondente dell’IPS Sabina Zaccaro.

Sevcenko è direttrice della Coalizione internazionale dei Musei della Coscienza, con sede a New York. La Coalizione riunisce diversi siti storici che sono stati teatro di crimini di massa, o di battaglie per la giustizia e i diritti umani.

Fu il Lower East Side Tenement Museum di New York a lanciare, circa dieci anni fa, un appello ai responsabili dei siti storici di tutto il mondo sul loro possibile ruolo nel promuovere un impegno democratico su diversi temi sociali.

Risposero in otto, inizialmente. Tra questi, il District Six Museum in Sud Africa, che ricorda i trasferimenti forzati durante l’apartheid; il Museo del Gulag, l’unico campo di lavoro stalinista ancora conservato in Russia; il Museo della guerra di Liberazione in Bangladesh, in memoria del genocidio contro il popolo del Bangladesh durante la guerra di liberazione del 1971; e la senegalese Maison Des Esclaves, una stazione di passaggio degli schiavi del diciottesimo secolo.

Altri sono arrivati in seguito, dall’Argentina alla Repubblica Ceca, compresa la Fondazione Scuola di Pace di Monte Sole in Italia. Oggi, la Coalizione internazionale è guidata da 17 “Siti della Coscienza” e comprende oltre 150 membri e 1.800 sostenitori in 90 paesi.

L’Italia ospita il summit della Coalizione di quest’anno (16-20 giugno).

IPS: Perché la Coalizione ha deciso di organizzare il suo incontro annuale in Italia?

LS: La Coalizione internazionale è venuta in Italia per imparare dal modello della Fondazione Scuola di Pace di Monte Sole, uno dei Siti della Coscienza accreditati della Coalizione.

Monte Sole fu il teatro di un massacro nazista nel 1944, compiuto con la collaborazione dei fascisti italiani. Più di 700 persone rimasero uccise, e diversi villaggi dell’area vennero distrutti.

La Scuola di Pace ha sviluppato programmi innovativi che si avvalgono della difficile storia di questo posto per promuovere il dialogo, in particolare tra i giovani, sulle sfide attuali della violenza, il razzismo e la xenofobia.

IPS: Qual è il ruolo di questi siti storici nella costruzione di una cultura dei diritti umani oggi?

LS: I siti storici ci aiutano a ricordare sia gli eventi dolorosi che quelli positivi, e le esperienze che hanno plasmato la storia dei diritti umani nelle nostre società odierne. Come nel caso del Memorial Terezin nella Repubblica Ceca, un carcere della Gestapo durante l’occupazione nazista della zona Ceca della Cecoslovacchia, durante la seconda guerra mondiale. Ma sono i siti storici a costruire di per sé una cultura dei diritti umani. Dobbiamo essere noi a compiere uno sforzo deliberato e consapevole per far rivivere i siti storici, attraverso dei programmi innovativi che uniscano le persone al di là delle differenze, per riflettere sul passato, e per capire come potersi confrontare con i suoi retaggi contemporanei.

IPS: Come si realizza concretamente questo nel caso del Memorial Terezin? LS: Il Memorial Terezin accoglie studenti e insegnanti provenienti da tutta la Repubblica Ceca, per riflettere sulle storie individuali di questo ghetto dell’olocausto, e concentrarsi sulle responsabilità personali che queste evocano. Ma non è tutto. Si lavora con studenti e insegnanti per individuare dei temi specifici legati al razzismo o alla violenza che emergono nelle loro scuole e comunità oggi, e capire cosa i giovani possono fare a questo riguardo.

E' per via di programmi come questo che gli stessi membri della Coalizione si autodefiniscono non solo siti della memoria, ma Siti della Coscienza.

IPS: Cosa possono imparare le persone – e in particolare i giovani – visitano questi luoghi? LS: I giovani, e in realtà tutti gli individui, si trovano davanti a diversi attacchi ai diritti umani, che si tratti di violazioni più palesi e visibili, o di minacce più crescenti e insidiose.

Esaminando gli esempi del passato, i Siti della Coscienza ci propongono dei modi per capire il cammino e le decisioni individuali che hanno portato a sviluppare una cultura di tolleranza o di intolleranza. Inoltre, mettono in relazione le questioni sociali più importanti con le responsabilità e il potere individuale di ogni persona.

Su questa base, aiutiamo i giovani a individuare i ruoli che possono svolgere come individui di fronte alle difficili questioni che abbiamo davanti a noi oggi.

Per esempio, il campo estivo della Scuola di Pace di Monte Sole, “Pace a quattro voci”, riunisce 40 giovani provenienti da zone attualmente in conflitto o che lo sono state in passato – come Germania, Italia, Israele, e Palestina – e che a partire dalla storia del violento conflitto a Monte Sole cercano di leggere le proprie esperienze personali.

IPS: Qual è il legame tra le vecchie battaglie e le sfide attuali come il razzismo e la xenofobia crescente, e cosa rimane oggi delle lotte del passato?

LS: Alcuni Siti della Coscienza si rivolgono al tempo stesso a temi che sono direttamente, o letteralmente, legati ai fatti del passato.

Il Lower East Side Tenement Museum conserva ancora gli appartamenti degli immigranti del diciannovesimo e ventesimo secolo a New York, e utilizza le loro storie quotidiane come catalizzatore per le “conversazioni informali”, dialoghi pubblici su come le esperienze dell’immigrazione possano essere più o meno simili tra il passato e il presente, e come poterle migliorare.

Altri siti affrontano temi che hanno assunto una forma completamente diversa. Ad esempio, la Scuola di Pace di Monte Sole non dà informazioni sugli eventi della Seconda guerra mondiale, ma aiuta ad analizzare i sistemi o le culture di fondo che hanno portato alle violenze perpetrate. Anche se è improbabile oggi in Italia la minaccia imminente di un massacro da parte di un qualche esercito d’occupazione, la Scuola di Pace utilizza la storia di Monte Sole per esaminare le culture di violenza o di intolleranza che si stanno sviluppando oggi e che potrebbero provocare episodi di violenza, o che li hanno già provocati, contro alcuni gruppi in particolare.

In entrambi questi contesti, il risentimento contro gli immigrati è in aumento. I siti offrono diversi modi per tracciare una connessione tra le lotte del passato e i problemi attuali; e poi ci poniamo continuamente delle sfide per capire dove questi problemi stanno assumendo nuove forme, e come possiamo risolverli. IPS: Quali sono le sfide che devono affrontare i Siti della Coscienza oggi?

LS: In alcuni contesti, la lotta specifica che un sito richiama alla memoria potrebbe sembrare risolta. Di fatto, molti governi e società decidono di commemorare la storia attraverso i siti proprio per suggerire che un certo problema è stato risolto e che non ha più bisogno di essere ricordato.

Per esempio, un visitatore di Villa Grimaldi – un ex centro di tortura e detenzione clandestino in Cile – potrebbe pensare che essendo oggi il Cile una democrazia, quel metodo ufficiale di repressione sia stato sradicato, e il problema dei diritti umani nel paese sia stato risolto.

Invece, la Corporacion Parque por la Paz Villa Grimaldi in Cile si serve della storia di questo sito per aiutare i giovani a capire meglio i diversi temi sui diritti umani che loro stessi devono affrontare oggi nelle scuole – come la xenofobia e il bullismo – e in che modo la cultura della violenza e della repressione possa svilupparsi.

Così, il sito aiuta i giovani a stabilire una connessione tra l’autoritarismo di stato, la repressione dei diritti umani, e il conflitto dei giorni nostri.

IPS: Questa connessione è comunemente accettata?

LS: Anche se i siti ricevono spesso degli aiuti per preservare i loro edifici, o per raccontare le storie del passato, talvolta devono affrontare qualche opposizione al lavoro molto più difficile di aprire un dialogo sulle complessità e le contraddizioni della storia, e per aver rifiutato di relegare al passato i temi sui diritti umani, rifiutando di etichettarli come definitivamente risolti.

Invece, i Siti della Coscienza cercano di ispirare le nuove generazioni perché possano identificare i problemi della propria generazione e avere gli strumenti per affrontarli. IPS: Esiste una qualche forma di cooperazione tra i siti della memoria in Europa, o ci state lavorando?

LS: Siamo molto entusiasti che il nostro vertice internazionale di quest’anno metta insieme diversi luoghi della memoria in Europa.

La nostra speranza è che alla chiusura del summit, sotto la guida di Monte Sole, lanceremo il nostro primo progetto dei Siti della Coscienza europei. In questi giorni, i siti di tutta Europa stanno cercando di capire come intraprendere delle iniziative efficaci per risolvere le sfide specifiche e più urgenti dell’Europa oggi; come potersi sostenere l’uno con l’altro lavorando insieme di fronte a questi sfide, e come la Coalizione internazionale può sostenerli.