ELEZIONI-ITALIA: Il Paese in bilico

ROMA, 10 Aprile 2006 (IPS) – I primi exit poll dopo la chiusura dei seggi alle 15 di lunedì, sembravano confermare le indicazioni dei sondaggi pre-elettorali che davano la vittoria al centro sinistra. Ma ecco arrivare le sorprese.

I risultati basati sui voti reali comunicati di ora in ora nel pomeriggio di lunedì hanno subito mostrato una situazione di parità fra le due coalizioni.

I risultati disegnerebbero un Paese diviso in due, ideologicamente e geograficamente, con un Nord più ricco e polarizzato su posizioni conservatrici, il centro più spostato a sinistra e il sud dove regioni chiaramente orientate a sinistra nelle ultime elezioni regionali, ora schierate a destra.

Grande stupore e sorpresa da parte di entrambe le coalizioni per un andamento dei risultati che aprirà una difficile discussione sul futuro di un Paese che ha bisogno immediato di rilancio e di riconquistare la fiducia nei suoi mezzi.

Particolarmente stupiti i leader dell'Unione che si aspettavano dagli italiani una maggiore volontà di svolta e cambiamento dopo 5 anni di serie difficoltà economiche e di sviluppo.

Gli exit poll si sono dimostrati fallaci e risulta evidente il pesante effetto della nuova legge elettorale proporzionale voluta unilateralmente e all'ultimo minuto dalla destra per accorciare il più possibile l'ampio distacco determinato dopo le precedenti elezioni europee e regionali.

Nessuno prevedeva però un effetto così pesante, probabilmente dovuto anche ad altre motivazioni oggetto del dibattito che si è accesso subito dopo tra i protagonisti delle due coalizioni e gli esperti.

Negli ultimi giorni della campagna elettorale, la Casa delle Libertà, ed in particolare lo stesso Berlusconi e il Ministro delle Finanze Tremonti, avevano cercato di convincere gli elettori che la coalizione avversaria, se eletta, avrebbe aumentato le tasse, costringendo Prodi e i suoi alleati a numerose smentite.

Molti commentatori hanno sottolineato l'efficacia della campagna aggressiva di Berlusconi nei confronti dell'opposizione, contrariamente a quanto accade negli altri paesi, dove il ruolo più aggressivo appartiene all'opposizione più che al governo.

“Vogliamo un paese più giusto”, ha detto Prodi in una recente intervista. “Il nostro pensiero può essere riassunto dalle parole del grande leader socialista Olof Palme, che rappresentano il nostro manifesto: 'Non combattiamo la ricchezza, combattiamo la povertà'.”

L'Unione aveva espresso la convinzione che gli italiani fossero stanchi della situazione economica stagnante che pesa sulle famiglie e sul sistema sanitario, che costringe a lunghe attese anche solo per effettuare semplici esami.

Debito pubblico e disoccupazione gli altri temi caldi sui quali le due coalizioni sono in totale disaccordo.

L'ex presidente della Commissione Europea, promette di rimettere in moto l'economia, restituendo “unità e armonia ad un paese diviso dopo cinque anni di governo del centro-destra. “Riporteremo il dialogo, al nostro interno e con il resto dell'Europa”, ha dichiarato.

Se la situazione non dovesse cambiare gli italiani potrebbero tornare alle urne. Ma non prima dell’estate, a causa della elezione, ormai prossima, del Presidente della Repubblica, il cui mandato scade ad aprile.

Paolo Mieli, direttore del Corriere della Sera ha dichiarato che la rimonta di Berlusconi è dovuta alla sua presenza instancabile e quotidiana sulla scena politica durante tutta la campagna elettorale. Una campagna che gli ha consentito di rafforzare in modo significativo il suo partito senza dissanguare quelli dei suoi alleati.

Secondo Mieli, pur con una vittoria dell’Unione, la Casa delle libertà rimarrebbe forte, come accade nelle democrazie mature dove le coalizioni si alternano senza distruggersi a vicenda.

Secondo le proiezioni Nexus, nella notte fra lunedì e martedì le due coalizioni erano in perfetta parità, sia per la Camera che per il Senato. Si è dunque deciso di fermare le proiezioni per lasciare i risultati allo spoglio dell’ultimo voto.