NAZIONI UNITE, 30 aprile 2005 (IPS) – Le Nazioni Unite, che lottano per l’eliminazione di circa 300 miliardi di dollari in sussidi annuali ripartiti in piccole quantità tra gli agricoltori occidentali, denunciano che le ingiuste tariffe agricole stanno divorando i mezzi di sussistenza degli agricoltori delle nazioni più povere del mondo.
”Esorto i paesi sviluppati a ridurre drasticamente i sussidi agricoli, immediatamente”, è il ritornello costante del Segretario generale dell’Onu, Kofi Annan, che accusa i dazi occidentali di soffocare le esportazioni agricole delle nazioni in via di sviluppo.
Ma l’Unicef, agenzia Onu per l’infanzia, vuole promuovere un’altra forma di “sussidio”: un “sussidio globale per i bisogni urgenti”.
Il nuovo sussidio proposto è destinato a finanziare vaccini e farmaci per bambini i cui genitori non possono permettersi di pagare prezzi elevati per alcuni di questi prodotti salvavita.
”Noi lo chiamiamo sussidio virtuoso”, ha detto Kul C. Gautam, vice direttore dell’Unicef, “perché distribuirà vaccini e farmaci a prezzi scontati o gratuitamente alle famiglie nei paesi in via di sviluppo”.
Dato che “sussidio” è considerata una “parola sporca” nel lessico dello sviluppo, l’Unicef l’ha formalmente sostituita con “sovvenzione”.
“Le chiamiamo ‘sovvenzioni per i bisogni urgenti’ dei bambini”, ha detto Gautam all’IPS.
Si stima che il costo di questo sussidio globale per bisogni urgenti sia di circa 10 miliardi di dollari in un periodo di 10 anni. Gautam è sicuro che i paesi ricchi appoggeranno la proposta Unicef.
”Noi oggi biasimiamo e deploriamo il fatto che le nazioni industrializzate spendano un miliardo di dollari al giorno in sussidi agricoli e commerciali che ledono gli interessi dei poveri nei paesi in via di sviluppo”, ha dichiarato Gautam in un recente seminario alla sede centrale della Commissione Europea a Bruxelles.
”Potremmo prevedere un programma di sussidi globali per la salute sostenuto da tutti noi”, ha suggerito.
Gautam ha citato il caso delle zanzariere insetticide a lunga durata, o delle nuove terapie con combinazioni a base di artemisina (ACT) contro la malaria, causa numero uno di malattia e mortalità in Africa.
”I poveri dei paesi a basso reddito, che ne hanno maggiormente bisogno, chiaramente non possono permettersele”, ha aggiunto.
Lo scorso anno, l’Unicef ha distribuito gratuitamente circa sette milioni di zanzariere. Il Giappone ne sta donando 10 milioni, ma la domanda attuale è di circa 200 milioni di zanzariere, che vengono usate principalmente come misura preventiva contro le zanzare che trasmettono la malaria.
Citando diversi altri esempi, Gautam ha detto che per la maggior parte delle nazioni più povere è impossibile accedere a prodotti come il vaccino contro l’hemophilus influenza di tipo B (HiB) (per prevenire meningite e polmonite) o il vaccino contro il rotavirus (per prevenire la diarrea), generalmente a causa dei prezzi elevati.
Lo stesso accade per i farmaci pediatrici anti-retrovirali (ARV), che curano l’Hiv/Aids nei bambini.
Gautam ha spiegato che, in un periodo di 10 anni, un sussidio globale per i bisogni essenziali potrebbe aiutare a ridurre progressivamente il prezzo delle zanzariere, da circa sei dollari a pezzo a due dollari; i farmaci ACT passerebbero da due dollari a circa 50 cent; e il vaccino HiB o il vaccino al rotavirus, da quattro dollari a meno di un dollaro.
Il funzionario ha aggiunto che l’aumento della domanda dovuto a tali sussidi potrebbe inizialmente far scendere i prezzi di questi prodotti essenziali a un livello accessibile per i paesi in via di sviluppo.
Gautam ha dichiarato che la merce concordata potrebbe essere acquistata all’ingrosso attraverso un’organizzazione accreditata, come l’Unicef. Verrebbe poi distribuita a prezzi scontati o gratuitamente nei paesi considerati in via di sviluppo.
Se decine di milioni di zanzariere verranno acquistate all’ingrosso, i prezzi ovviamente scenderanno. “Ma – ha fatto notare – anche se costeranno due dollari ciascuna, una famiglia africana non potrà permettersele”.
Ha però avvertito che successivamente le nazioni in via di sviluppo dovranno essere auto-sufficienti. “Non possiamo vivere nella cultura della donazione”.
Secondo uno studio Unicef, la proposta serve a “ricoprire” i paesi a basso reddito con programmi sanitari salvavita basati su una giusta analisi economica, e sui bisogni e la valutazione delle capacità.
L’attenzione al mondo in via di sviluppo sarà prioritariamente rivolta all’Africa sub-sahariana. Questa regione afflitta dalla povertà, nonostante conti solo il 12 per cento della popolazione mondiale e solo l’uno per cento dell’economia globale, racchiude oggi circa il 43 per cento mondiale della mortalità infantile, il 50 per cento della mortalità materna, il 70 per cento delle infezioni Hiv/Aids e il 90 per cento degli orfani per Aids.
La proposta Unicef di un piano di sussidio globale è anche legata agli Obiettivi di sviluppo del millennio (MDG), che prevedono di ridurre fame e povertà del 50 per cento; assicurare l’istruzione primaria universale; ridurre di due terzi la mortalità infantile e di tre quarti la mortalità materna; promuovere l’uguaglianza di genere; fermare la diffusione di Hiv/Aids, malaria e altre malattie.
In un incontro al vertice nel settembre del 2000, 189 paesi si sono impegnati a soddisfare questi obiettivi entro il 2015. Ma i progressi sono stati dolorosamente lenti.
Gautam ha dichiarato che gli MDG erano principalmente per i bambini, perché “la povertà rappresenta per loro la prima barriera a godere del diritto a un’infanzia decente”.
Ed è a causa della povertà, ha proseguito, che più di 10 milioni di bambini muoiono ogni anno circa 30.000 al giorno -, la maggior parte per cause realmente prevenibili.
”È la povertà che lascia fuori dalla scuola 120 milioni di bambini, in prevalenza femmine. Ed è ancora la povertà che spinge milioni di bambini al lavoro minorile e allo sfruttamento sessuale”.
I bambini pagano lo scotto della povertà. “Per questo – ha concluso Gautam – l’Unicef sostiene che la riduzione della povertà deve iniziare dai bambini”.

