SVILUPPO: Un seggio per la società civile nell’ASEM

HELSINKI, 26 Maggio 2006 (IPS) – Le organizzazioni non governative (Ong) di Finlandia, Europa e Asia hanno chiesto una maggiore partecipazione della società civile nel prossimo incontro Asia-Europa “ASEM” (Asia-Europe Meeting), che si terrà a Helsinki.

Le Ong, riunitesi nel Forum Asia-Europa (AEPF), stanno preparando un forum alternativo che si svolgerà parallelamente al vertice ufficiale ASEM di settembre, e dove si prevede la presenza di oltre 400 partecipanti tra Ong e istituti di ricerca.

L’AEPF, sostengono gli organizzatori, intende richiamare l’attenzione del vertice su questioni quali gli standard del lavoro, i diritti umani e la sicurezza economica.

La coalizione di oltre 80 Ong di Europa e Asia ha invitato il governo finlandese, che assumerà la presidenza di sei mesi dell’Unione europea dal prossimo luglio, a consentire la partecipazione delle Ong al vertice ASEM.

“È incredibile che i politici, nel quadro dell’attuale situazione internazionale, pensino ancora di poter prendere decisioni riguardanti le relazioni inter-continentali, senza ascoltare le voci della società civile”, ha detto martedì scorso ai rappresentanti dei media Pietje Vervest, esperto dei temi dell’ASEM al Transitional Institute (TNT), un istituto di ricerca sui movimenti sociali con sede in Olanda.

“Nei suoi dieci anni di vita, l’ASEM è stato fondamentalmente antidemocratico, senza spazio per la partecipazione della società civile, riservando un ruolo di primo piano al settore imprenditoriale”, ha osservato Charles Santiago, direttore del Monitoring Sustainable Globalisation, un gruppo di advocacy con sede in Malaysia.

L’ASEM comprende i 25 stati membri dell’Unione europea, la Commissione europea (braccio esecutivo dell’Ue), e i 10 paesi membri dell’Associazione delle nazioni del sud-est asiatico (ASEAN), che include: Brunei Darussalam, Indonesia, Cambogia, Laos, Malaysia, Birmania, Filippine, Singapore, Tailandia e Vietnam. Anche Cina, Giappone e Corea del sud saranno rappresentate.

Il vertice di quest’anno segna il decimo anniversario dell’ASEM, nato come una rete istituzionale tra Asia e Europa per un impegno reciproco su questioni economiche e commerciali.

Ma i critici dell’ASEM sostengono che il meeting funga in realtà da piattaforma per permettere all’Unione europea di seguire i propri interessi in Asia per contrastare l’influenza degli Stati Uniti attraverso la Cooperazione Economica Asia-Pacifico (APEC).

“Tutte le relazioni estere dell’Unione europea vengono in gran parte definite in base agli interessi economici, nonostante nel Trattato di Maastricht si dicesse che la politica estera dell’Unione deve essere in linea con la sua politica di sviluppo”, ha detto Vervest all’IPS. “Ma nell’ASEM questo non avviene”.

La società civile attribuisce ai membri asiatici dell’ASEM la mancata inclusione della società civile.

“Il processo democratico in molti paesi asiatici è debole – ha spiegato Santiago all’IPS -, e nei forum internazionali i governi sono stati contestati su questioni come i diritti umani e la corruzione”

Al vertice ASEM del 2004 in Vietnam, il governo ha impedito lo svolgimento di un forum alternativo che avrebbe dovuto svolgersi nello stesso periodo del forum ufficiale. Ma, dicono gli organizzatori, alcuni governi europei si nascondono dietro ai paesi asiatici per non mostrare la loro stessa riluttanza a far partecipare le Ong al processo ufficiale dell’ASEM.

L’appello a una maggiore partecipazione della società civile è sostenuto da uno studio commissionato dal governo finlandese, e realizzato dal Centro giapponese per gli scambi internazionali e dalla rete universitaria di Helsinki per gli studi europei.

“Per poter coinvolgere l’ASEM in un nuovo processo di partecipazione democratica – si legge nel documento – devono essere chiari il suo ruolo e la sua funzione rispetto ai bisogni della società civile. Le iniziative dal basso verso l’alto, come il Forum dei popoli Asia-Europa, dovrebbero essere benvenute e coltivate”.

Mentre alcuni governi cercano di prendere le distanze dall’AEPF, altri intendono continuare a finanziarlo: la Finlandia ha stanziato 300.000 euro per il forum, mentre la Corea del sud ha contribuito con 400.000 euro.