DIRITTI-CAMERUN: Un nuovo codice penale può cambiare la mentalità?

YAOUNDE, 24 Maggio 2006 (IPS) – È in corso in Camerun una campagna di informazione sul nuovo Codice di procedura penale che, secondo le autorità, rafforzerà lo stato di diritto, trasformando questo paese dell’Africa centrale in un modello per i diritti umani.

Al momento, il Camerun è costantemente criticato dalle organizzazioni non governative (Ong) per la violazione dei diritti umani.

Le autorità sono accusate di non riconoscere i diritti dei presunti criminali: le Ong denunciano casi di arresto e detenzione arbitraria, e sostengono che la tortura è pratica comune nei confronti di chi è trattenuto alle stazioni di polizia, e nelle carceri.

”Il Camerun è noto per le sue pratiche arretrate”, ha detto all’IPS Paul Yassi, difensore dei diritti umani nella capitale Yaoundé. “Negli ultimi anni il nostro paese ha fatto solo piccoli passi per promuovere e tutelare i diritti umani”.

Il nuovo codice, che dovrebbe entrare in vigore il primo agosto, è il risultato di 30 anni di lavoro della giurisprudenza nazionale, coadiuvata da esperti francesi e inglesi. L’obiettivo è porre fine all’ambiguità culturale e linguistica che ha caratterizzato il Camerun sin dal periodo coloniale.

Secondo la legge coloniale, la nazione era divisa in tre regioni, due governate dalla Gran Bretagna (Camerun meridionale e Camerun settentrionale), e l’altra dalla Francia. Il Camerun francese ha ottenuto l’indipendenza nel 1960, dando vita alla Repubblica del Camerun; un anno dopo, il Camerun meridionale ha votato per la federazione con la repubblica, mentre il Camerun settentrionale si è unito alla Nigeria.

Nel 1972, la federazione è stata abbandonata in favore dello stato unitario, la Repubblica Unita del Camerun. Tuttavia, all’integrazione politica non è seguita un’integrazione giuridica tra le aree di lingua francese e quelle inglesi, che hanno continuato a osservare codici differenti.

”In un paese unito dal punto di vista politico e amministrativo, operavano due sistemi giuridici diversi”, ha detto all’IPS Jacqueline Mbassi, magistrato a Yaoundé.

”Esisteva pertanto la necessità di unificare i due sistemi, con l’obiettivo di costruire il nostro sistema giudiziario …meno capzioso, meno oppressivo – (e) più efficace e moderno”.

Il nuovo Codice di procedura penale introduce anche delle innovazioni, come consentire che i detenuti vengano rilasciati su cauzione, e vietare l’arresto dei minori di 18 anni, degli ultrasessantenni, e delle donne incinte.

Tuttavia, gli abitanti del Camerun sono scettici circa i miglioramenti che potrà apportare il nuovo codice, e temono che le autorità continueranno a non voler rispettare i diritti umani.

”Cosa faranno con tutti i minori reclusi nelle prigioni di Yaoundé, Douala (la capitale economica) o altrove, che sono stati anni (in carcere) senza processo?”, ha chiesto Sarah Djidonou, presidente della Human Rights Advocacy Coalition, Ong con sede a Yaoundé.

”Credo che ufficiali di polizia e magistrati continueranno a mandare in galera degli innocenti”, ha detto all’IPS. “Aspetto di vedere cosa succederà nei prossimi due anni prima di festeggiare (il codice). Sa com’è fatto questo paese”.

Anche Marlène Gwet, funzionaria del ministero dell’istruzione, è scettica. “Dicono che sarà favorito lo stato di diritto, ma io non sono sicura che i cittadini diventeranno davvero più responsabili …”.

”In particolare, chi pratica la legge è davvero pronto a una simile rivoluzione?”.

Gwet aggiunge: “Mio cugino, tassista, è rimasto tre settimane in cella, dove è stato picchiato ogni giorno. Il suo capo lo aveva accusato di aver sottratto una piccola somma, 13 dollari circa”.

Marinette Hiol, sostituto procuratore a Yaoundé, è invece certa che il codice porterà un cambiamento in positivo. ”Nelle nostre carceri non ci saranno più bambini e ragazzi sotto i 18 anni”, ha detto all’IPS. “Rimarranno in prigione solo coloro che hanno commesso omicidi o preso parte a rapine aggravate, crimini punibili per legge”.

Maurice Kamto, ministro di stato della giustizia, sostiene che il nuovo codice proteggerà tutti i cittadini. ”La filosofia che emerge dal nuovo Codice di procedura penale è che bisogna tutelare i cittadini onesti vittime dei reati, ma senza abbandonare i colpevoli”, ha detto Kamto all’IPS.

“Speriamo, ha detto Yassi, che l’imminente attuazione del nuovo Codice di procedura penale apra la strada al vero stato di diritto, che desideriamo davvero costruire”.