SUD AFRICA: L’uguaglianza di genere in prima linea negli enti locali

JOHANNESBURG, 15 ottobre 2005 (IPS) – A Johannesburg, capitale finanziaria del Sud Africa, si è appena concluso un corso di formazione all’avanguardia sull’uguaglianza di genere, rivolto ai funzionari delle amministrazioni locali.

”Il corso è stato il primo evento di questo tipo – in Sud Africa e nella regione – che riguardasse l’uguaglianza di genere nell’ambito del governo locale”, ha dichiarato Colleen Lowe Morna, direttrice di Gender Links, l’organizzazione non governativa con sede a Johannesburg promotrice del corso.

Il programma è stato tenuto nel mezzo dei preparativi per le elezioni amministrative locali in Sud Africa, previste nei prossimi mesi. L’African National Congress – il partito al governo – si è impegnato a garantire che almeno la metà dei candidati per questo confronto siano donne.

Attualmente, le donne contano circa il 28,8 per cento dei consiglieri a Johannesburg – mentre costituiscono il 50,2 per cento dei 3,3 milioni di abitanti della città.

”Dobbiamo creare un mondo dove uomini e donne lavorino insieme”, ha dichiarato Phumzile Mambo-Ngcuka, vicepresidentessa del Sud Africa, rivolgendosi ai partecipanti in un incontro per la chiusura del corso. ”Abbiamo molti uomini buoni e alcuni poco carini”, ha detto, provocando l’ilarità del pubblico.

Mlambo-Ngcuka ha chiesto che venga preparato un programma di genere per i membri del consiglio dei ministri sudafricano, osservando che gli sforzi per ridurre la discriminazione contro le donne debbano aver luogo al di là delle linee di partito.

”Dobbiamo lavorare insieme, senza permettere alle nostre differenze politiche di smembrare gli obiettivi comuni”, ha dichiarato. Hanno partecipato al corso consiglieri membri dei diversi schieramenti politici, compreso il principale partito d’opposizione, Democratic Alliance (DA).

Un nuovo testo redatto da Gender Links, “The ‘I’ Stories: City of Johannesburg Councillors Speak Out”, sottolinea quanto siano ancora evidenti le disparità di genere all’interno delle amministrazioni locali.

”Le donne sono abbondantemente rappresentate nei lavori d’ufficio”, rivela, ma “scarseggiano nelle categorie professionali e tecniche”. Si stima che la presenza femminile negli incarichi direttivi del governo locale raggiunga circa il 10 per cento.

Amos Masondo, sindaco di Johannesburg, ha detto ai partecipanti che un’uguale rappresentanza di uomini e donne nelle amministrazioni locali è “un’idea attuale” – tuttavia, ha aggiunto che il problema della discriminazione è sfaccettato: “Iniziamo a capire che l’uguaglianza di genere riguarda sia un cambiamento nel modo di pensare che un aumento del potere femminile”.

Il testo di Gender Links lamenta inoltre che, mentre sulle donne grava il peso di portare acqua potabile e servizi igienici alle proprie famiglie, spesso non vengono consultate sulle questioni riguardanti la fornitura di questi servizi.

Nel libro “The ‘I’ Stories”, vengono anche raccontate le esperienze di 26 consigliere. “Alcune sono abbastanza dolorose – raccontate con sincerità”, rivela Janine Moolman, curatrice del testo.

Una di queste è la storia di Shirley Ancer, 69 anni, divenuta consigliera nel 2000 con lo schieramento di DA.

”I primi anni come consigliera sono stati una sfida. Trascorrevo molte ore lontano da casa e dalla mia famiglia – e le riunioni in tarda serata erano difficili da gestire”, ha raccontato. “Come donna, ho fatto i salti mortali per conciliare casa, figli e il mio lavoro di consigliera – per non parlare della paura di tornare a casa sana e salva”.

Durante il suo mandato, Ancer si è resa conto che le idee antiquate sulla partecipazione delle donne alla vita politica erano ancora attuali.

”Sono sorpresa constatando quanta gente, nel ventunesimo secolo, creda che la politica non sia per le donne”, ha proseguito. ”Mi fa capire quanto lavoro sia ancora da fare per educare i cittadini del Sud Africa ad accettare che le donne sono uguali agli uomini e che possiamo essere molto utili al paese”.

Tuttavia, la lotta per l’uguaglianza di genere non può essere portata avanti solo dalle donne, hanno chiarito le organizzatrici del corso, incoraggiate dal fatto che il programma abbia richiamato anche un certo numero di uomini.

”Circa il 25 per cento dei partecipanti sono uomini. Questo è molto importante per noi”, ha dichiarato Morna. “La loro presenza ha assicurato una discussione dinamica, fornendo un quadro dei difensori maschili dell’uguaglianza di genere nella città (di Johannesburg)”.

A livello regionale, la Comunità per lo sviluppo dell’Africa meridionale (SADC, Southern African Development Community) composta da 14 nazioni, si è impegnata perché il 50 per cento degli incarichi decisionali negli stati membri vengano ricoperti da donne. Tuttavia, non è stata fissata alcuna scadenza per il raggiungimento dell’obiettivo.

Precedentemente, la SADC aveva stabilito che entro il 2005, il 30 per cento degli incarichi decisionali dovesse essere occupato da donne. Sul fronte parlamentare, solo Sud Africa, Mozambico e Tanzania hanno raggiunto questo traguardo.