CARACAS, 15 luglio 2005 (IPS) – Il Venezuela, soffocato da una grave carenza di alloggi, costruirà decine di migliaia di case con pareti di plastica, nella misura in cui prospereranno i progetti di sviluppo dell’industria petrolchimica pubblica.
“Trasformeremo il Venezuela in una potenza petrolchimica”, ha detto il presidente Hugo Chávez mentre inaugurava una casa-modello con pareti a base di un amalgama di cemento armato e rivestimento di plastica, presso l’impianto industriale El Tablazo, vicino al lago nord-occidentale di Maracaibo.
Il progetto del governo consiste nell’investimento di 10 miliardi di dollari nell’arco di sette anni, per portare la produzione petrolchimica nazionale dagli attuali 11,4 milioni di tonnellate annuali fino a 25 milioni di tonnellate a partire dal 2012.
Il Venezuela, che avviò la sua attività petrolchimica cinquant’anni fa, possiede tre complessi industriali: i due statali El Tablazo e Morón, situati nella zona di centro-nord, e lo stabilimento di imprese miste Jose, ad est.
Vengono prodotti nell’insieme circa 40 prodotti, soprattutto olefine e materiale plastico, fertilizzanti, e prodotti industriali come metanolo, benzene, toluene e MTBE (Metil-Terbutil-Etere), un composto per benzine senza piombo.
L’ente statale Pequiven faceva parte del conglomerato Petróleos de Venezuela (Pdvsa), ma Chávez decise di “rendere indipendente” l’attività per sveltire gli affari, creando a fine giugno la Corporación Petroquímica Venezolana.
L’associazione fu inaugurata con la firma dell’accordo con l’impresa brasiliana Brasken, per la costruzione congiunta di un impianto di prolipopilene (plastiche), con capacità di produzione di 400.000 tonnellate annuali, e che sarà attiva a partire dal 2007.
Ma il fiore all’occhiello della nuova produzione petrolchimica saranno le lamine di policloruro di vinile (PVC), perforate per permetterne il riempimento con cemento armato, e per essere utilizzate come componenti delle nuove abitazioni.
I tecnici della Corporación assicurano che si tratta di un materiale a basso rischio sismico, con proprietà isolanti dal calore e dal freddo, e resistenti al tempo.
Francisco Toro, uno dei dirigenti della Petroquímica, ha esplorato, negli impianti della città canadese orientale del Quebec, la produzione e l’utilizzo di questi componenti di plastica nella costruzione di case. “Questa tecnica a base di PVC permette di costruirsi le case da sé: tre persone possono ‘montare’ una casa in una settimana”, ha detto all’IPS.
Ha ricordato che il governo si è proposto di contrastare, con la costruzione di almeno 100.000 abitazioni all’anno, la carenza di alloggi, che le statistiche ufficiali stimano intorno a 1,6 milioni di unità, in questo paese che conta 6,5 milioni di alloggi.
In Venezuela “abbiamo la materia prima per produrre PVC a basso costo. Il gas naturale ci costa 1,20 dollari ogni 1000 piedi cubici, un quinto del prezzo che ha in America del Nord”, ha segnalato Toro.
Chávez ha ricordato che il Venezuela possiede nel sottosuolo più della metà delle riserve di gas naturale dell’emisfero, e “solo quelle verificate arrivano a 150 miliardi di piedi cubici”.
Ma nonostante ciò, a El Tablazo, ha riconosciuto le difficoltà per trasportare i grossi volumi di gas prodotto da est a ovest del paese, e che hanno causato problemi alle industrie petrolchimiche, di raffinazione e anche di estrazione del petrolio.
Il gas presente nella conca petrolifera del nordest del Venezuela ha dovuto essere diviso tra il complesso di raffinazione di Paraguaná (che ha la capacità di quasi un milione di barili), nell’estremo nordest del paese, e El Tablazo, per il consumo domestico e le attività di re-immissione del liquido nei pozzi che producono il grezzo.
A dicembre “dobbiamo aprire il rubinetto che collega il gas tra est e ovest”, ha detto Chávez, come primo passo per modernizzare e ampliare i complessi di El Tablazo e poi Morón, Jose, e in seguito costruire un nuovo impianto petrolchimico a Giuria, all’estremo nordest del paese, vicino ai ricchi campi di gas nei Caraibi sud-orientali, suddivisi tra Venezuela e Trinidad-Tobago.
Le risorse statali per l’ampliamento delle infrastrutture petrolchimiche si otterranno dalle “riserve in eccedenza” che il governo spera gli vengano consegnate dalla Banca centrale, che ha più di 28 miliardi di dollari in riserve, quasi un terzo in più di quelle richieste negli ultimi anni dall’economia venezuelana.
Con l’ampliamento de El Tablazo, delle 120.000 tonnellate annuali di PVC che attualmente produce, si potrebbero destinare almeno 60.000 tonnellate alla produzione di componenti per 30.000 case di 80 metri quadrati ciascuna, con due stanze da bagno.
Secondo gli studi del Ministero per la casa e l’ambiente, il prezzo sarebbe, ai valori attuali e senza contare il livello di urbanesimo circostante, di 11.600 dollari, ossia un terzo più economico rispetto all’uso di altri materiali.
Nella sua visita all’impianto, Chávez, che ha 52 anni, ha dichiarato di aver fiducia nella domanda del nuovo prodotto da parte dei suoi concittadini, e perciò ha chiesto “tenetene una per me per il 2021”, anno in cui dichiara di volersi ritirare dall’attività politica.

